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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32168/2022 del 02/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (acquirente)

La controversia

La controversia nasce da un rapporto di fornitura avente ad oggetto pomodori biologici. Il Tribunale aveva revocato il decreto ingiuntivo ottenuto dalla fornitrice, condannando la controparte a pagare solo l'importo relativo a una fornitura non contestata, mentre per il resto aveva ritenuto integrata una vendita di aliud pro alio, in quanto il prodotto consegnato non corrispondeva a quello pattuito. La Corte d'appello ha confermato la decisione. In cassazione la fornitrice ha dedotto, come unico motivo, la violazione e falsa applicazione dell'art. 1497 c.c. in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3 e n. 5 c.p.c., sostenendo che il giudice di merito avrebbe erroneamente ricostruito i fatti, attribuendole la vendita di 3.200 piantine anziché di pomodori, e che tale errore avrebbe inciso sulla qualificazione giuridica e sulla possibilità di applicare la giurisprudenza in tema di vendita di aliud pro alio. Nella memoria la ricorrente ha poi spostato la censura sulla pattuizione e sull'inidoneità del prodotto all'uso destinato, ma tale sviluppo è stato ritenuto nuovo e quindi inammissibile.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che dalla stessa ricostruzione dei fatti della sentenza impugnata emergeva chiaramente che il giudice d'appello aveva considerato la fattispecie come vendita di pomodori, e che il singolo riferimento alle 'piantine' costituiva un evidente errore materiale privo di incidenza sulla decisione. Ha inoltre rilevato che la memoria depositata ex art. 380-bis c.p.c. non può introdurre nuove censure, ma soltanto illustrare quelle già formulate. La ricorrente è stata quindi condannata alle spese e, ricorrendone i presupposti, al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1497 c.c.

    Invocato dalla ricorrente per sostenere l'erronea applicazione della disciplina relativa alla mancanza di qualità promesse o essenziali; la Corte non entra nel merito della norma perché il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Richiamato come parametro del motivo di ricorso per violazione di legge.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Richiamato come parametro del motivo di ricorso per vizio motivazionale.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La memoria depositata in camera di consiglio non può contenere nuove censure, ma solo illustrare quelle già proposte.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    In caso di inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    È il parametro cui rinvia il calcolo dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando la censura si fonda su una pretesa errata lettura del fatto che, in realtà, non incide sulla ratio decidendi della sentenza impugnata e si risolve in un errore materiale irrilevante.
  • Non è consentito trasformare in memoria ex art. 380-bis c.p.c. una censura originaria incompleta introducendo per la prima volta nuovi profili di doglianza: la memoria può solo illustrare i motivi già proposti.
  • Quando il giudice di merito ha chiaramente qualificato la fattispecie in un certo modo sulla base dell'intero contesto della motivazione, un refuso isolato non basta a dimostrare un travisamento decisivo dei fatti.
  • La declaratoria di inammissibilità comporta la soccombenza del ricorrente sulle spese e, ove ne ricorrano i presupposti, l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieCompravenditaImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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