Sentenza del 11/01/2022 n. 490 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La Comunità montana ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo all'anno 2011, deducendo: 1) difetto di motivazione dell'avviso; 2) diritto all'esenzione ai sensi del D.Lgs. n. 504/1992, art. 7 (per destinazione degli immobili a finalità istituzionali/promozione turistico-naturalistica); 3) illegittimità della pretesa tributaria da parte del Comune (mancata legittimazione). In primo grado il ricorso è stato respinto; la CTR ha confermato in appello ritenendo che la neocostituita Comunità montana è proprietaria per rapporto successorio e che gli immobili sono concessi in uso o locati a terzi, con conseguente esclusione dell'esenzione prevista dall'art. 7; inoltre ha ritenuto non necessaria la notifica del provvedimento comunale di modifica della rendita catastale ai fini della utilizzazione della rendita.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sulla questione sostanziale dell'esenzione ha ricordato il principio consolidato secondo cui l'esenzione ex art. 7 D.Lgs. 504/1992 richiede l'utilizzazione diretta dell'immobile da parte dell'ente possessore e la destinazione esclusiva ad attività non produttive di reddito; l'utilizzo indiretto (comodato, locazione o uso da parte di soggetti diversi) esclude l'esenzione. Altri motivi sono stati dichiarati inammissibili: censure su difetto di motivazione e su accordo di programma sono state giudicate inammissibili per mancata riproduzione e documentazione (viziate dalla regola della "doppia conforme" e dall'art. 366 c.p.c.); la doglianza sulla notifica della rendita catastale è stata ritenuta generica poiché non indicava i termini temporali rilevanti rispetto al 1° gennaio 2000. La ricorrente è stata condannata alle spese di lite (liquidate in euro 2.500,00 per compensi e euro 200,00 per esborsi forfettari) e al pagamento degli eventuali contributi unificati previsti.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7
L'esenzione prevista richiede l'utilizzazione diretta dell'immobile da parte dell'ente possessore e la destinazione esclusiva ad attività non produttive di reddito; l'utilizzo indiretto (locazione o comodato a terzi) esclude l'esenzione.
L. n. 342 del 2000, art. 74, comma 1
La rilevanza della notifica dell'atto di attribuzione/modifica della rendita catastale dipende dalla data e dalla natura dell'atto (con riferimento alla decorrenza dal 1/1/2000); la parte deve specificare tali elementi per far valere la violazione.
D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8-bis (conv. L. n.176/2020)
Disciplina procedurale eccezionale che ha consentito il trattamento del ricorso in camera di consiglio senza udienza pubblica in presenza di determinate condizioni (richiamata nella fase procedurale).
D.L. 23 luglio 2021, n. 105, art. 7 (conv. L. 16 settembre 2021, n. 126)
Richiamato come norma procedurale relativa alle modalità di trattazione del ricorso in camera di consiglio in periodo emergenziale; non incide sulla vicenda sostanziale del tributo.
Richiama il principio della "doppia conforme": censure gia' respinte sia in primo che in secondo grado possono essere dichiarate inammissibili in Cassazione se non adeguatamente documentate.
Art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6
Imposizione al ricorrente di riprodurre nel ricorso per cassazione gli atti e i documenti decisivi che intende far valere; la mancata riproduzione rende la censura inammissibile.
Art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (modificato D.L. n. 83/2012, art. 54 conv. L. n. 134/2012)
La mera insufficienza della motivazione non è più automaticamente motivo di nullità in Cassazione; occorre che la motivazione sia del tutto carente rispetto alla funzione di spiegare le ragioni della decisione.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
Norma che regola il contributo unificato e l'eventuale ulteriore importo dovuto in caso di ricorso principale; la Corte attesta la sussistenza dei presupposti per eventuale versamento.
Massime di principio
- L'esenzione ICI/IMU ex art. 7 D.Lgs. 504/1992 richiede la utilizzazione diretta dell'immobile da parte dell'ente e la destinazione esclusiva ad attività non produttive di reddito: se l'immobile è concesso in locazione o in uso a terzi l'esenzione di norma non spetta.
- Promesse o impegni contenuti in accordi di programma non soggiogano automaticamente la legittimazione dell'ente impositore; per escludere la competenza a riscuotere il tributo occorre un atto giuridicamente vincolante e documentalmente provato.
- In Cassazione è obbligatorio riprodurre e indicare puntualmente gli atti e i documenti decisivi del giudizio di merito: la mancata trascrizione rende la censura inammissibile ai sensi dell'art. 366 c.p.c.
- Le questioni già decise in modo conforme da primo e secondo grado (doppia conforme) sono difficilmente riapribili in Cassazione, salvo che non siano prospettate questioni di diritto non affrontate anteriormente.
- Le doglianze relative alla notificazione o attribuzione della rendita catastale richiedono la specificazione della data e della natura dell'atto (es. se anteriore o successivo al 1/1/2000) perché le conseguenze giuridiche variano in base al momento dell'attribuzione.
- In casi simili, per aumentare le probabilità di successo: documentare l'utilizzo diretto degli immobili (contratti, verbali di utilizzo istituzionale), allegare la normativa e gli atti posti a fondamento delle deduzioni (accordi di programma, delibere comunali, provvedimenti catastali) e indicarne la collocazione nel fascicolo processuale in modo preciso.
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