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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32787/2024 del 21/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna inflitta in primo grado per la violazione dell'art. 186 Codice della Strada e che aveva negato la sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità ai sensi dell'art. 186, comma 9-bis Cds. La difesa lamentava la manifesta illogicità della motivazione rispetto al rigetto della richiesta di lavori di pubblica utilità proposta in appello (non in primo grado), sostenendo che né il Codice della Strada né il d.lgs. 150/2022 richiedono l'applicazione dei criteri di cui all'art. 133 c.p. come fatto dalla Corte territoriale. Si evidenziava inoltre che l'esclusione dell'aggravante (comma 2-bis art.186) era intervenuta soltanto in primo grado e che la Corte d'appello avrebbe comunque dovuto valutare la sostituzione.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la questione devoluta riguardasse la correttezza della decisione di merito sul diniego della sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità e sui poteri discrezionali del giudice alla luce delle riforme (d.lgs. 150/2022). La Corte ha confermato che la concessione della pena sostitutiva è rimessa alla discrezionalità del giudice e che tale discrezionalità si esercita secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; ha annotato che la richiesta non era stata formulata in modo rituale in primo grado e ha ritenuto negativamente la condotta processuale dell'imputato (difesa basata sulla negazione e testimonianze poco credibili), giustificando così il diniego. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada

    La normativa sulla guida in stato di alterazione (e relative aggravanti) è il riferimento della condanna; l'art. 186, comma 9-bis, prevede la possibilità della sostituzione con lavori di pubblica utilità, ma la Corte interpreta tale facoltà come rimessa alla discrezionalità del giudice e valutabile anche secondo i criteri di cui all'art. 133 c.p.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri che il giudice deve utilizzare nel valutare la sostituzione della pena (elementi personali, modalità del fatto, rilevanza della condotta, prognosi di rieducazione). La Corte ha ritenuto applicabile tale valutazione anche alla scelta discrezionale di concedere il lavoro di pubblica utilità.

  • d.lgs. n. 150/2022 (Riforma Cartabia)

    Ha riformato il sistema delle pene sostitutive inserendo disposizioni nel codice penale e nel processo (es. art. 20-bis c.p., introduzione di art. 545-bis c.p.p.) e ha creato la cornice normativa cui la Corte fa riferimento per stabilire poteri e limiti del giudice nella materia delle pene sostitutive.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    «Quando è stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non è stata ordinata la sospensione condizionale, subito dopo la lettura del dispositivo, il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne dà avviso alle parti"

    Prevede un obbligo del giudice di avvisare le parti sulla possibilità di sostituzione se ricorrono le condizioni; la Corte osserva che il caso concreto era caratterizzato dalla concessione della sospensione condizionale in primo grado, circostanza che incide sull'operatività dell'art. 545-bis.

  • legge n. 689/1981 (art. 53 e Capo III)

    Riguarda le pene sostitutive; la riforma ha ricollegato le discipline della legge 689/1981 al codice penale e rinviato, in sede transitoria, l'applicazione delle norme piu' favorevoli anche ai procedimenti pendenti.

  • art. 20-bis cod. pen. (introdotto dal d.lgs. 150/2022)

    Norma inserita nella parte generale del codice penale che disciplina le pene sostitutive delle pene detentive brevi; quadro normativo di riferimento per l'applicabilità delle pene alternative.

  • art. 168-bis e art. 464-bis cod. proc. pen.

    I riferimenti alla messa alla prova (istituto diverso) sono stati utilizzati dalla difesa per sostenere l'inapplicabilità dei criteri prognostici; la Corte rileva la differenza normativa ma conferma che anche per le pene sostitutive è necessaria una valutazione prognostica secondo i criteri dell'art. 133 c.p.

  • disposizioni transitorie del d.lgs. n. 150/2022 (art. 95 e collegamenti normativi)

    Stabilisce che norme più favorevoli contenute nella riforma possono applicarsi anche a procedimenti pendenti e giustifica l'uso combinato delle nuove norme processuali (es. art. 545-bis) nel caso di specie.

Massime di principio

  • La concessione della sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità è un potere discrezionale del giudice e non un diritto automatico dell'imputato: il giudice deve valutare la richiesta alla luce dei criteri dell'art. 133 c.p. (elementi personali, gravità, modalità, prognosi rieducativa).
  • È consigliabile che la richiesta di pena sostitutiva sia formulata in modo chiaro e rituale già in primo grado; l'averla proposta solo in appello può essere rilevato come vizio formale e indebolire la posizione dell'imputato.
  • La condotta processuale e le modalità difensive (es. negazione sostenuta da testimonianze ritenute non credibili) possono influenzare negativamente la valutazione prognostica e determinare il diniego della sostituzione.
  • La riforma (d.lgs. 150/2022) ha introdotto disposizioni che disciplinano l'applicabilità delle pene sostitutive e i relativi adempimenti del giudice (es. art. 545-bis c.p.p.): va verificato il regime transitorio e la compatibilità con la sospensione condizionale già concessa.
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe documentare elementi concreti a favore della prognosi di rieducazione (impegno a lavori utili, assenza di precedenti analoghi, comportamento collaborativo) e tempestivamente formulare la richiesta per aumentare la probabilità di accoglimento.

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