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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31422/2021 del 03/11/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente previdenziale)

La controversia

Il ricorrente, già dipendente di diverse amministrazioni pubbliche e successivamente transitato nell'organico dell'ente previdenziale, aveva impugnato la graduatoria approvata all'esito della procedura selettiva per la copertura di posti nella posizione economica C3. Chiedeva la dichiarazione di illegittimità o nullità della graduatoria, il riconoscimento del punteggio relativo all'anzianità maturata nella settima qualifica funzionale presso una precedente amministrazione pubblica e il pagamento delle differenze retributive conseguenti all'eventuale corretto inquadramento. Il Tribunale aveva accolto la domanda, mentre la Corte d'appello aveva riformato la decisione e rigettato le pretese. Il ricorrente ha proposto tre motivi per cassazione. Con il primo ha denunciato la violazione degli artt. 1362 e 1363 c.c., sostenendo che l'espressione "amministrazione di provenienza", contenuta nel bando ai fini della valutazione dell'esperienza professionale nell'area C, dovesse comprendere anche il servizio prestato presso una precedente amministrazione e non soltanto quello svolto nell'ultima amministrazione prima della selezione. Con il secondo ha dedotto la medesima violazione ermeneutica, lamentando che la Corte d'appello non avesse considerato il comportamento successivo dell'ente, che in un'altra procedura selettiva aveva valorizzato anche il servizio precedente. Con il terzo ha denunciato omessa pronuncia, ai sensi dell'art. 360, n. 4, c.p.c., in relazione all'art. 112 c.p.c., per la mancata considerazione di tale comportamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha affermato che, trattandosi di interpretare un bando di selezione, atto unilaterale dell'amministrazione e lex specialis della procedura, le norme sull'interpretazione dei contratti si applicano nei limiti della compatibilità con la natura dell'atto. Deve essere accertato l'intento del soggetto che lo ha emanato e, pur dovendo considerare complessivamente le clausole, assume particolare rilievo il significato letterale delle parole, soprattutto per esigenze di certezza, trasparenza e imparzialità. L'interpretazione della Corte d'appello, secondo cui l'espressione "amministrazione di provenienza" indicava l'ultima amministrazione dalla quale il dipendente proveniva direttamente, è stata ritenuta plausibile e coerente con il testo del bando. Il precedente servizio presso altra amministrazione era stato infatti seguito dalla cessazione del rapporto e dalla costituzione, dopo il superamento di un concorso, di un autonomo rapporto di lavoro. La soluzione è stata inoltre considerata coerente con la disciplina istitutiva dell'ente previdenziale e con la valorizzazione della professionalità specificamente maturata nei settori di competenza dell'ente. Anche il terzo motivo è stato respinto: non vi è omessa pronuncia quando la decisione adottata implica il rigetto della pretesa, anche se il giudice non esamina espressamente ogni singola allegazione o argomentazione incompatibile con la soluzione raggiunta. Il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 200 euro per esborsi e 5.000 euro per compensi professionali, oltre accessori e rimborso forfettario, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 1324 c.c.

    Nell'estendere agli atti unilaterali le norme che regolano i contratti, la disposizione pone il limite della compatibilità.

    Le regole sull'interpretazione contrattuale si applicano agli atti unilaterali soltanto nella misura compatibile con la loro natura e funzione.

  • art. 1362 c.c.

    Il primo comma impone di indagare l'intenzione del soggetto che ha posto in essere l'atto; il secondo comma richiama la comune intenzione dei contraenti e il comportamento complessivo delle parti.

    Nell'interpretazione di un atto unilaterale rileva l'intento dell'autore dell'atto; non è applicabile, per incompatibilità, il riferimento alla comune intenzione dei contraenti e al comportamento complessivo delle parti.

  • art. 1363 c.c.

    Le clausole devono essere interpretate le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso risultante dall'atto complessivo.

    Anche nell'interpretazione del bando occorre considerare complessivamente le clausole, senza isolare singole espressioni.

  • art. 6 del d.lgs. n. 479/1994

    Il personale trasferito all'ente conserva il trattamento giuridico ed economico vigente presso l'ente, l'istituto o la cassa di provenienza.

    La disposizione è richiamata come elemento coerente con la valorizzazione della posizione e della professionalità maturate presso l'ente previdenziale di provenienza nell'ambito del trasferimento del relativo personale.

  • art. 112 c.p.c.

    Principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato.

    Non sussiste omessa pronuncia quando la decisione, pur senza esaminare espressamente ogni argomentazione, comporta il rigetto della pretesa incompatibile con la soluzione adottata.

  • art. 132, n. 4, c.p.c.

    La sentenza deve esporre concisamente gli elementi di fatto e di diritto posti a fondamento della decisione.

    È sufficiente una motivazione concisa sugli elementi decisivi; le argomentazioni incompatibili con la soluzione accolta possono ritenersi disattese implicitamente.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

    È stato invocato per censurare l'interpretazione del bando e l'applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c.; le censure sono state ritenute infondate.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    Nullità della sentenza o del procedimento.

    È stato invocato per denunciare omessa pronuncia, ma il vizio è stato escluso perché la decisione implicava il rigetto della pretesa.

  • art. 13, commi 1-bis e 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, se dovuto.

    In conseguenza del rigetto sono state dichiarate sussistenti le condizioni processuali per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nell'interpretazione di un bando di concorso o di una procedura selettiva, quale atto unilaterale dell'amministrazione e lex specialis della procedura, le norme sull'interpretazione dei contratti si applicano nei limiti della compatibilità con la natura dell'atto.
  • Per gli atti unilaterali deve essere accertato l'intento proprio dell'autore dell'atto; non trova applicazione il criterio fondato sulla comune intenzione dei contraenti e sul comportamento complessivo delle parti, riferito ai negozi bilaterali.
  • L'interpretazione del bando deve essere complessiva, ma, quando il testo è univoco, le esigenze di certezza, trasparenza e imparzialità impongono di attribuire particolare rilievo al significato letterale delle espressioni utilizzate.
  • L'espressione "amministrazione di provenienza", riferita a una procedura selettiva, può essere plausibilmente intesa come l'amministrazione dalla quale il dipendente proviene direttamente e senza soluzione di continuità; non comprende necessariamente ogni amministrazione presso cui il dipendente abbia prestato servizio in precedenza instaurando successivamente un autonomo rapporto di lavoro.
  • Non ricorre il vizio di omessa pronuncia quando il giudice non esamina espressamente una specifica argomentazione, ma adotta una decisione incompatibile con essa e, quindi, implicitamente reiettiva della relativa pretesa.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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