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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11214/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto la concessione delle misure alternative dell'affidamento in prova e della semilibertà. Il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Salerno dichiarò inammissibile l'istanza de plano ritenendo che il condannato fosse detenuto per un reato ostativo di prima fascia, che non erano state dedotte le condizioni previste dalla legge 199/2022 e che sussisteva un divieto ex art. 58‑quater, comma 7‑bis dell'Ordinamento penitenziario per precedenti affidamenti/semilibertà con recidiva reiterata infraquinquennale. Castagna, tramite difensore, ha impugnato l'ordinanza sostenendo che la pena relativa al reato ostativo era stata totalmente esppiata e che la recidiva reiterata originariamente contestata era stata esclusa dalla sentenza di primo grado, denunciando violazioni procedurali e di diritto (artt. 666, comma 2, e 678 c.p.p., artt. 5‑quater e 4‑bis Ord. pen.).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso nei limiti indicati e ha annullato il decreto presidenziale impugnato senza rinvio, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Salerno per il prosieguo. Il Collegio ha ritenuto che l'adozione di un decreto di inammissibilità "de plano" ex art. 666, comma 2, c.p.p. costituisce un'eccezione al principio del contraddittorio e quindi può essere utilizzata solo in condizioni tassative: richiesta identica a una già rigettata o manifesta infondatezza che non richieda alcuna valutazione di merito. Poiché la questione dell'espiazione della pena relativa al reato ostativo e dell'operatività del divieto di cui all'art. 58‑quater, comma 7‑bis richiede valutazioni di fatto e di diritto e il ricorrente ha prodotto documentazione attestante la totale espiazione della pena e l'esclusione della recidiva, la declaratoria di inammissibilità de plano non era giustificata.

Norme richiamate

  • art. 666 cod. proc. pen.

    "la decisione di inammissibilità dell'istanza, con decreto motivato, è adottata de plano, sentito il pubblico ministero, quando 'la richiesta appare manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge' ovvero quando essa 'costituisce mera riproposizione di una richiesta già rigettata, basata sui medesimi elementi'"

    Il comma 2 autorizza l'adozione di un decreto di inammissibilità senza udienza solo in casi tassativi: richiesta identica a precedente rigettata o manifesta infondatezza senza necessità di valutazione di merito. Non può essere usato quando è necessaria una valutazione fattuale o giuridica.

  • art. 678 cod. proc. pen.

    Rinvio al modello procedimentale tipico in materia di sorveglianza, secondo il quale le decisioni ordinarie devono svolgersi con udienza in camera di consiglio e partecipazione delle parti, salvo le eccezioni previste dall'art. 666 c.p.p.

  • art. 4‑bis Ord. pen.

    Individua i reati ostativi alla concessione dei benefici penitenziari; la valutazione dell'espiazione della pena per tali reati comporta un accertamento di fatto e di diritto che non è compatibile con una declaratoria di manifesta infondatezza de plano.

  • art. 58‑quater, comma 7‑bis Ord. pen.

    "l'affidamento in prova al servizio sociale nei casi previsti dall'articolo 47, la detenzione domiciliare e la semilibertà non possono essere concessi più di una volta al condannato al quale sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, del codice penale"

    Stabilisce il divieto di concedere più volte alcune misure alternative a chi sia soggetto alla recidiva prevista dall'art. 99, comma 4; l'operatività di tale divieto richiede accertamento della recidiva e non può essere assunto automaticamente senza contraddittorio.

  • art. 99, comma 4 cod. pen.

    Disciplina la recidiva reiterata cui si riferiscono le norme ostative; l'accertamento della recidiva rileva per l'applicabilità del divieto di più concessioni delle misure alternative.

  • art. 5‑quater Ord. pen.

    Richiamato nel ricorso come norma collegata alle misure alternative e alla procedura di valutazione, nella sentenza è utilizzato nel quadro più ampio delle disposizioni che regolano l'accesso ai benefici e le condizioni ostative.

Massime di principio

  • Il decreto di inammissibilità "de plano" ex art. 666, comma 2, c.p.p. è un'eccezione al principio del contraddittorio e può essere adottato solo se la richiesta è manifestamente infondata senza necessità di valutazione di merito o è identica a una già rigettata.
  • La sussistenza di reati ostativi ex art. 4‑bis Ord. pen. e l'operatività del divieto di cui all'art. 58‑quater, comma 7‑bis richiedono accertamenti di fatto e di diritto (es. espiazione della pena, effettiva recidiva) che non possono essere decisi de plano senza udienza e contraddittorio.
  • Quando il richiedente produce documentazione che dimostra la totale espiazione della pena relativa al reato ostativo o l'esclusione della recidiva, il giudice deve procedere a un esame più approfondito e non può limitarsi a dichiarare l'istanza inammissibile de plano.
  • In caso di rifiuto de plano illegittimo, il rimedio è l'annullamento del provvedimento e la trasmissione degli atti al tribunale competente per il prosieguo con istruttoria e contraddittorio.
  • Per chi richiede misure alternative è essenziale allegare prove e documenti che attestino lo stato di espiazione della pena o l'assenza di condizioni ostative, al fine di evitare un rigetto sommario dell'istanza.

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