Cassazione Civile, Ordinanza n. 09323/2024 del 08/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte non esamina il merito dei motivi perché prende atto del deposito di una sentenza di revocazione emessa dalla stessa CTR, che aveva revocato la sentenza d'appello impugnata. Tale sopravvenienza determina la cessazione della materia del contendere e il sopravvenuto difetto di interesse all'impugnazione, rendendo il ricorso inammissibile. Le spese sono state compensate integralmente tra le parti.
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia nasce da una cartella di pagamento conseguente a controllo automatizzato, fondata su un avviso di accertamento per recupero di maggiore IRPEF e IVA per l'anno 2006. Il contribuente ha impugnato la cartella deducendo l'invalidità della notifica dell'avviso presupposto: secondo la sua tesi, la notifica sarebbe stata effettuata all'indirizzo indicato nelle dichiarazioni dei redditi (Napoli) e non al domicilio/residenza effettivi in Anacapri, dove egli sosteneva di risiedere dal 2005. Con otto motivi ha denunciato, in sintesi, vizi processuali della sentenza d'appello e violazioni di legge: omessa considerazione di una ratio decidendi della sentenza di primo grado sulla mancata prova del deposito presso la casa comunale; violazione delle norme sul domicilio fiscale e sulla notifica ex art. 140 c.p.c.; sproporzione nell'affidare la validità della notifica a una dichiarazione dei redditi; omesso esame e mancata valutazione di una scheda anagrafica che attestava la conoscenza del trasferimento; violazione degli artt. 115, 116 e 112 c.p.c.; erronea affermazione che i vizi della notifica non fossero stati dedotti in primo grado; erronea considerazione della dicitura 'sconosciuto all'indirizzo' sulla raccomandata informativa. Ha anche chiesto, in via subordinata, la rimessione della questione di legittimità costituzionale delle norme applicate.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
invocato come parametro del vizio di nullità della sentenza per omessa considerazione di una ratio decidendi
richiamato dal ricorrente per sostenere che, per le persone fisiche, il domicilio fiscale coincide con la residenza anagrafica e che la variazione produce effetto dal trentesimo giorno
richiamato in tema di domicilio fiscale e notificazione degli atti tributari
richiamato per contestare la validità della notifica eseguita presso un indirizzo ritenuto non corretto e per sostenere l'obbligo di ricerche effettive del destinatario
invocato dal ricorrente a fondamento dell'esigenza di ricerca dell'effettivo indirizzo del contribuente
richiamato dal ricorrente a tutela della buona fede e correttezza nei rapporti con l'amministrazione
invocato per lamentare il mancato considerare fatti non contestati e documenti prodotti
invocato per censurare la valutazione delle prove da parte del giudice d'appello
richiamato per dedurre omessa pronuncia o contraddittorietà della decisione d'appello
artt. 3, 24 e 97 Cost.
richiamati dal ricorrente a sostegno della questione di legittimità costituzionale prospettata
artt. 41, 47 e 48 CEDU
richiamati dal ricorrente a sostegno della questione di legittimità costituzionale prospettata
Massime di principio
- La revoca, da parte del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, della decisione oggetto di ricorso per cassazione comporta la cessazione della materia del contendere e il sopravvenuto difetto di interesse all'impugnazione.
- L'interesse ad agire e a impugnare deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma anche al momento della decisione, perché il giudizio di impugnazione è deciso in relazione alla persistenza dell'utilità concreta della pronuncia richiesta.
- Quando l'oggetto del ricorso per cassazione viene meno per effetto di una revocazione sopravvenuta, la Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso senza esaminare i motivi di merito.
- La sopravvenuta impugnabilità della sentenza di revocazione è una mera eventualità e non elide il difetto attuale di interesse a coltivare il ricorso contro la decisione ormai revocata.
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