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Sentenza

Sentenza del 09/01/2020 n. 34 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Accertamento - Imposta sui redditi - Imposta sul valore aggiunto - Nullità dell'Avviso di accertamento

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il socio impugnava la nullità dell'avviso di accertamento a lui notificato per carenza di motivazione, sostenendo che l'atto si limitava a rinviare "per relationem" all'avviso di accertamento relativo alla società (notificato solo a quest'ultima) e quindi non consentiva al socio di conoscere le ragioni dell'accertamento e gli elementi di fatto e di diritto posti a base della pretesa tributaria.

La decisione

La Corte ha ritenuto valida la motivazione dell'avviso di accertamento del socio anche se esso rinviava per relationem a quello della società notificato soltanto a quest'ultima. Il giudice ha affermato che l'obbligo di motivazione previsto dall'art. 7 della L. 212/2000 e dall'art. 42 del DPR n. 600/1973 si ritiene assolto quando il destinatario dell'atto possa prendere conoscenza dell'accertamento presupposto e dei relativi documenti giustificativi; ciò è possibile per il socio in virtù del diritto di consultazione della documentazione sociale previsto dall'art. 2261 c.c., sicché l'avviso che rinvia per relationem non è nullo per carenza di motivazione.

Norme richiamate

  • Legge 7 agosto 1990 n.241 (principi del procedimento amministrativo)

    I principi generali di motivazione si applicano agli atti tributari, ma la motivazione può ritenersi soddisfatta anche tramite rinvio all'atto presupposto se il destinatario può effettivamente prenderne visione.

  • Art. 7 Legge 27 luglio 2000 n.212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    L'obbligo di motivazione degli atti tributari trova tutela nello statuto del contribuente; nel caso concreto è stato interpretato nel senso che la motivazione è adeguata se il destinatario ha la possibilità pratica di conoscere le ragioni dell'accertamento attraverso l'accesso ai documenti richiamati.

  • Art. 42 DPR 29 settembre 1973 n.600

    Nelle imposte sui redditi il principio della motivazione dell'accertamento è soddisfatto anche con rinvio per relationem quando sussiste la possibilità di accesso agli atti richiamati.

  • Art. 2261 Codice Civile

    Riconosce al socio il potere di consultare la documentazione sociale; tale diritto è stato ritenuto sufficiente a consentire al socio di prendere visione dell'accertamento presupposto e, dunque, a far valere la motivazione per relationem.

  • Cass. civ., Sez. trib., 23/02/2018, n. 4396

    Giurisprudenza richiamata a sostegno del principio che il rinvio per relationem può soddisfare l'obbligo di motivazione se il destinatario può accedere agli atti richiamati.

  • Cass. civ., Sez. VI, 04/06/2018, n. 14275

    Ulteriore orientamento giurisprudenziale confermativo della validità del rinvio per relationem nell'ambito degli accertamenti tributari con le medesime motivazioni.

Massime di principio

  • Il rinvio "per relationem" in un avviso di accertamento non è automaticamente nullo: è valido se il destinatario ha la possibilità effettiva di prendere visione dell'atto presupposto e dei suoi documenti giustificativi.
  • Il diritto di accesso del socio alla documentazione sociale (art. 2261 c.c.) può essere invocato per considerare assolto l'obbligo di motivazione, ma tale meccanismo presuppone che l'accesso sia reale ed effettivo; se l'accesso è impedito o illimitato, il rinvio potrebbe essere insufficiente.
  • Se il contribuente non ha mezzi pratici per conoscere l'atto presupposto (es. documentazione negata, impedimenti pratici), la mancata motivazione diretta può determinare la nullità o l'illegittimità dell'atto tributario.
  • Per difendersi efficacemente, il contribuente deve dimostrare l'impossibilità di accedere agli atti richiamati; in tal caso il giudice potrà ritenere inadempiuto l'obbligo motivazionale dell'amministrazione.
  • Per l'amministrazione è prudente indicare con precisione l'atto presupposto e le modalità di accesso alla documentazione richiamata, o notificare direttamente gli atti rilevanti ai destinatari effettivi per evitare contestazioni sulla motivazione.

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