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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37847/2023 del 15/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per annullamento della sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la condanna a 3 mesi di reclusione per il reato di cui all'art. 544-bis c.p., contestato per aver cagionato, per crudeltà e senza necessità, la morte del gatto di proprietà della sig.ra Laura Tenuta mediante ripetuti colpi di bastone. La ricorrente deduce l'erronea applicazione dell'art. 544-bis sostenendo di aver agito per allontanare il gatto che aveva introdotto nella sua proprietà e per evitare che il proprio cane pitbull lo aggredisse (richiamando una fattispecie di necessità o, al più, un eccesso colposo), non per un sentimento di crudeltà; proponeva eventualmente l'applicazione dell'art. 638 c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso come generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto assodato, sulla base della motivazione della Corte d'appello non censurata, che la ricorrente ha colpito ripetutamente il gatto anche dopo che l'animale si era allontanato e si era rifugiato su una pianta, configurando la reiterazione dei colpi e l'assenza di necessità dell'azione nonché la crudeltà. Ha confermato la corretta applicazione dell'art. 544-bis c.p., escluso l'assorbimento nel più lieve art. 638 c.p., e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di difesa della parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato, da liquidarsi separatamente.

Norme richiamate

  • art. 544-bis cod. pen.

    Fattispecie incriminatrice dell'uccisione di animali che richiede, come requisiti strutturali alternativi o concorrenti, l'assenza di necessità e/o l'elemento soggettivo della 'crudeltà' (intesa come cagionare gravi sofferenze per mera brutalità). La norma assorbe anche il disvalore derivante dall'essere l'animale di proprietà altrui, escludendo l'applicazione concorrente dell'art. 638 quando ricorrono le sue fattispecie.

  • art. 638 cod. pen.

    Reato relativo alla distruzione di cose altrui o uccisione di animali altrui contemplato come diversa ipotesi; nel caso di specie il Collegio ha ritenuto che la clausola di salvezza di tale norma impedisca la sua applicazione concorrente quando ricorrono i presupposti più gravi dell'art. 544-bis.

  • art. 54 cod. pen.

    Norma sullo stato di necessità; la giurisprudenza citata estende la nozione di 'necessità' a ogni situazione che induca all'uccisione dell'animale per evitare un pericolo imminente o un aggravamento del danno, quando l'agente ritiene inevitabile tale danno. La Corte ha ritenuto che nel caso specifico non fosse configurabile tale necessità.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Limiti di sindacato della Corte di cassazione: la censura sul vizio di motivazione e il travisamento delle prove è distinta dalla deduzione di errata applicazione della legge sostanziale. La ricorrente non ha contestato adeguatamente la motivazione di fatto adottata dalla Corte d'appello, rendendo il ricorso inammissibile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Dispositivo che consente l'imputazione delle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, con possibile responsabilità a titolo di colpa della ricorrente.

  • art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020

    Norma richiamata per il rito/processo (ricorso trattato ai sensi del citato comma): richiamo procedurale nel contraddittorio e nel trattamento del ricorso.

  • artt. 82 e 83 d.P.R. n. 115/2002

    Norme sul compenso e sul pagamento dell'avvocato della parte civile ammessa al gratuito patrocinio; la cassazione ha disposto la liquidazione separata delle somme dovute a titolo di rifusione delle spese di rappresentanza e difesa.

Massime di principio

  • In Cassazione non è sufficiente limitarsi a dedurre una generica errata applicazione della norma sostanziale senza contestare specificamente la motivazione di fatto: i giudizi di fatto della Corte territoriale sono sindacabili entro i limiti dell'art. 606 c.p.p.; pertanto, per ottenere annullamento per vizio di motivazione è necessario indicare in modo puntuale le contraddizioni o carenze probatorie.
  • La nozione di 'necessità' che esclude la rilevanza penale comprende non solo lo stato di necessità codificato (art. 54 c.p.), ma anche situazioni pratiche in cui l'uccisione dell'animale sia l'unico mezzo per evitare un pericolo imminente o un aggravamento del danno a persone o beni; tale necessità deve però essere effettiva e proporzionata alla minaccia.
  • La 'crudeltà' ai sensi dell'art. 544-bis c.p. si valuta in relazione alla gratuità e alla brutalità dell'azione (es. reiterazione di colpi, proseguimento dell'aggressione dopo che l'animale si è allontanato): condotte ripetute e non necessarie orientano verso la configurabilità del reato aggravato.
  • L'eventuale eccesso colposo rispetto a un diritto di difesa o di rimozione di un animale non è idoneo a escludere il reato quando la fattispecie incriminatrice richiede la volontarietà o la crudeltà; il riferimento a un comportamento colposo è quindi, in molti casi, penalmente irrilevante rispetto all'art. 544-bis.
  • La qualifica dell'animale come 'di proprietà' non impedisce alla proprietaria di costituirsi parte civile in caso di uccisione; tuttavia, quando ricorrono gli elementi più gravi previsti dall'art. 544-bis, esso assorbe e prevale rispetto a fattispecie meno gravi come quella dell'art. 638 c.p.
  • Dal punto di vista processuale, un ricorso in Cassazione declinato in termini generici o che non impugni specificamente la motivazione del giudice di merito rischia l'inammissibilità e conseguenti sanzioni pecuniarie e condanna per spese, anche se la parte è stata assistita.

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