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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22088/2026 del 16/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, amministratore formale della MAPA World Games s.r.l., era stato condannato per peculato per essersi appropriato delle somme riscosse sugli apparecchi da gioco destinate al versamento del PREU alla concessionaria. Ha impugnato la sentenza sostenendo di essere stato solo un "amministratore di facciata" e che la condotta appropriativa fosse stata materialmente posta in essere dall'amministratore di fatto (Francesco Cilione), deducendo la mancanza dell'elemento soggettivo e l'estraneità alla condotta. Ha altresì impugnato il diniego della sospensione condizionale della pena e la mancata sostituzione della pena detentiva, contestando motivazioni e ammissibilità di istanze formulate in appello.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente applicato il principio secondo cui i proventi del gioco, incluso il PREU, appartengono alla pubblica amministrazione dal momento della riscossione, e che l'imputato, in quanto amministratore della società gestore degli apparecchi, fosse responsabile dell'appropriazione. I giudici hanno valutato e respinto la tesi del mero amministratore fittizio sulla base delle deposizioni e degli elementi probatori che attestavano compiti gestori attribuiti a Ventura. Sulla sospensione condizionale la Corte ha ritenuto legittimo il diniego fondato sulla gravità oggettiva della condotta e sull'entità dell'appropriazione (oltre €187.000), che legittima la valutazione negativa prognostica del giudice di merito; ha precisato che il fatto che la pubblica amministrazione non abbia subito direttamente il danno è irrilevante alla stregua della responsabilità e del danno subito dalla concessionaria. Quanto alla sostituzione della pena detentiva, la Corte ha ritenuto tardiva la richiesta formulata per la prima volta in appello (processo pendente in primo grado alla data della riforma di riferimento) e, comunque, ha motivato nel merito l'insussistenza dei presupposti per la sostituzione, per la gravità e reiterazione della condotta.

Norme richiamate

  • TULPS, art. 110 (sesto e settimo comma)

    I proventi del gioco, compresa la parte destinata a PREU, appartengono alla pubblica amministrazione sin dal momento della riscossione; il gestore che non versa tali somme può integrare il reato di peculato

  • Codice penale, art. 165

    L'art. 165 (sospensione condizionale della pena) può essere subordinato al risarcimento o alla riparazione, ma la valutazione è discrezionale e il diniego può essere basato sulla gravità oggettiva della condotta e sull'entità del danno

  • Codice penale, art. 322-quater

    Richiamato come parametro relativo alla riparazione pecuniaria; la possibilità di subordinare misure alla riparazione non impedisce che il giudice valuti la sospensione condizionale sulla base della gravità del fatto

  • Codice di procedura penale, art. 545-bis (novellato)

    La disciplina sulla sostituzione delle pene detentive trova applicazione e la richiesta di sostituzione formulata per la prima volta in appello è considerata tardiva se il processo pendeva in primo grado alla data di entrata in vigore della riforma; inoltre il giudice di merito può escludere la sostituzione per insufficienza del lavoro a garantire la funzione rieducativa e le esigenze special-preventive

Massime di principio

  • La qualifica formale di amministratore comporta responsabilità per l'omesso versamento di somme destinate alla pubblica amministrazione: il denaro incassato sugli apparecchi da gioco è considerato appartenente alla PA dal momento della riscossione.
  • La mera affermazione di essere "amministratore di facciata" non è sufficiente: è necessario provare concretamente l'effettivo esercizio della gestione da parte di terzi; le deposizioni e gli atti gestori che attribuiscono compiti sono decisivi.
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche e la valutazione per la sospensione condizionale della pena sono autonome: si può ottenere una riduzione della pena e al contempo vedersi negata la sospensione se la gravità oggettiva del reato (entità dell'appropriazione/danno) impedisce una valutazione prognostica favorevole.
  • La restituzione o il versamento da parte di terzi (es. la concessionaria) non elimina automaticamente la rilevanza penale dell'appropriazione commessa dal gestore: il danno e la gravità della condotta rimangono rilevanti ai fini della misura della pena e delle misure alternative.
  • Le istanze relative alla sostituzione della pena detentiva presentate per la prima volta in appello possono essere dichiarate tardive se il processo era pendente in primo grado alla data di entrata in vigore della riforma procedurale; inoltre il giudice può comunque negare la sostituzione per motivi di merito (gravità, reiterazione, insufficienza del lavoro sostitutivo rispetto alla funzione rieducativa).

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