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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25662/2021 del 22/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il richiedente ha impugnato per cassazione il decreto del Tribunale di Bologna che aveva negato lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria e la protezione umanitaria. Nel ricorso per cassazione è stato dedotto un solo motivo: violazione e falsa applicazione dell'art. 35 d.lgs. n. 25/2008, sostenendo che il Tribunale avesse erroneamente escluso i presupposti per la protezione sussidiaria e umanitaria. Il giudice di merito aveva però ritenuto non credibile il racconto delle minacce provenienti da aderenti a una setta segreta denominata "Axe", aveva escluso la situazione di violenza indiscriminata nel Delta State e nell'Edo State rilevante per l'art. 14, lett. c), d.lgs. n. 251/2007, e aveva negato la vulnerabilità individuale necessaria per la protezione umanitaria. La Corte ha rilevato che il motivo era formulato in modo generico e irrituale, perché non si confrontava con le rationes decidendi del decreto impugnato e non indicava in modo specifico quali norme fossero state violate né come la decisione se ne discostasse.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura non rispettasse l'onere di specificità di cui all'art. 366, n. 4, c.p.c., poiché non era costruita in modo da confrontarsi con le singole argomentazioni del tribunale né da indicare il precetto normativo asseritamente violato e il contrasto con la decisione impugnata. Non è stata pronunciata condanna alle spese, e la Corte ha dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 35 d.lgs. n. 25/2008

    È richiamato dal ricorrente come norma asseritamente violata, ma la Corte osserva che il motivo che la invoca in modo generico è inammissibile perché non si misura con le reali rationes del provvedimento impugnato.

  • art. 14, lett. c), d.lgs. n. 251/2007

    La Corte riporta la valutazione del tribunale secondo cui non sussisteva, nelle aree di provenienza e trasferimento interno del richiedente, una situazione di violenza indiscriminata derivante da conflitto armato idonea a fondare la protezione sussidiaria.

  • art. 366, n. 4), c.p.c.

    Il motivo di ricorso per cassazione deve essere specifico, completo e riferibile alla decisione impugnata; il ricorrente deve indicare le norme violate, esaminarne il contenuto precettivo e confrontarlo con le affermazioni in diritto della sentenza impugnata.

  • art. 360, n. 3), c.p.c.

    Quando si deduce il vizio di violazione di legge, la censura deve essere articolata in modo tale da dimostrare il contrasto tra la sentenza e la norma invocata, altrimenti è inammissibile.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Norma richiamata quale fonte dell'inserimento del comma 1-quater nell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione la censura per violazione di legge deve essere formulata con specificità, completezza e stretta riferibilità alla decisione impugnata; non è sufficiente un richiamo astratto a una norma.
  • Il ricorrente deve confrontarsi con tutte le rationes decidendi della sentenza impugnata, indicando puntualmente le affermazioni in diritto contestate e il contrasto con la disciplina invocata.
  • La Corte di cassazione non può essere sollecitata a svolgere una ricerca esplorativa della norma violata o dei passaggi della decisione che si assumono erronei.
  • Quando il motivo non si misura con la motivazione del provvedimento e non esplicita il contenuto precettivo della norma asseritamente violata, la censura è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileFamiglia
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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