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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09219/2026 del 10/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza che aveva applicato ad Andrea Farina la pena, con sospensione condizionale, di 4 mesi di arresto e 800 euro di ammenda e la sanzione accessoria della sospensione della patente per 2 anni per i reati di cui agli artt. 186 e 187 cod. strada. Il motivo unico dedotto denunciava violazione di legge nella determinazione della durata della sanzione accessoria della sospensione della patente: il Tribunale aveva ritenuto la continuazione tra le due contravvenzioni e aveva fissato la sospensione al minimo edittale di 2 anni, raddoppiandola perché il veicolo apparteneva a terzi; il Procuratore sosteneva invece che dovesse applicarsi il cumulo materiale delle sanzioni previste dalle due fattispecie e aggiungere la durata conseguente anche per l'ulteriore reato contestato (almeno 6 mesi), in linea con pacifica giurisprudenza

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per morte dell'imputato, comprovata da certificato di morte datato 13 novembre 2025. La morte, intervenuta dopo la proposizione del ricorso, ha reso impossibile la prosecuzione del rapporto processuale sia penale che civile; perciò si è disposta l'annullamento senza rinvio con enunciazione della causa nel dispositivo e non è stata pronunciata alcuna decisione nel merito né un proscioglimento ai sensi dell'art. 129, comma 2, cod. proc. pen. La motivazione è stata resa in forma semplificata

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento); nel caso di specie la sentenza impugnata era stata pronunciata ai sensi di tale articolo

  • artt. 186 e 187 cod. strada

    Fattispecie penali contestate: guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze e relativo regime sanzionatorio, compresa la sanzione accessoria della sospensione della patente; la determinazione della durata della sospensione è centrale nella controversia

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma che consente al Procuratore Generale di proporre ricorso per cassazione contro le sentenze di cui trattasi; è la norma procedurale invocata per il motivo di ricorso

  • art. 150 cod. pen.

    Stabilisce l'estinzione del reato per morte del reo: la Corte ha applicato questa causa di estinzione per annullare senza rinvio la sentenza

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede che la morte dell'imputato impedisce pronunce sul merito e sul proscioglimento; la Corte ha richiamato questa norma per spiegare l'impossibilità di decidere sulla sostanza del ricorso

Massime di principio

  • Se l'imputato muore dopo la proposizione del ricorso in Cassazione, la Corte annulla la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato ai sensi dell'art. 150 c.p.; il rapporto processuale si estingue e non è possibile pronunciarsi nel merito
  • La morte dell'imputato è un evento che esclude la prosecuzione sia del processo penale sia delle eventuali azioni civili collegate; la causa di estinzione va enunciata nel dispositivo della sentenza di annullamento
  • Il Procuratore Generale può proporre ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 173 disp. att. c.p.p. per far valere vizi di diritto, anche in materia di sanzioni accessorie (es. durata sospensione patente)
  • In materia di più contravvenzioni o reati stradali, l'orientamento giurisprudenziale citato privilegia talvolta il cumulo materiale delle sanzioni accessorie quando le fattispecie sono diverse; pertanto il calcolo della durata della sospensione della patente va valutato case by case e può richiedere applicazione del cumulo o delle regole di conversione e raddoppio (es. quando il veicolo appartiene a terzi)
  • La pronuncia resa ai sensi dell'art. 444 c.p.p. presuppone l'esistenza in vita dell'imputato come condizione del rapporto processuale; in casi procedurali semplici la Corte può adottare motivazione semplificata

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