Cassazione Penale, Sentenza n. 09157/2026 del 10/03/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che aveva confermato il proscioglimento per ne bis in idem relativo al porto, detenzione e ricettazione aggravati di una pistola (matricola A329273) e l'assoluzione dalle altre contestazioni. L'unico motivo di ricorso denunciava: (i) errata applicazione dell'art. 649 c.p.p. e carenza di motivazione del provvedimento impugnato; (ii) omissione da parte della Corte d'appello di esaminare le ragioni della difesa circa la presunta non identità dei fatti fra i diversi giudizi (sostanzialmente, la difesa sosteneva che in processi diversi erano state contestate detenzioni/porti riferibili a pistole con matricole differenti e quindi non riconducibili allo stesso fatto); (iii) richiesta di un accertamento autonomo nonostante l'acquisizione della sentenza passata in giudicato relativa all'omicidio di Verde Francesco (art. 238-bis c.p.p.), poiché la difesa riteneva che elementi cronologici e di circostanza (data di importazione delle armi, discrepanze nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia circa la consegna dell'auto Jaguar) potessero screditare l'attendibilità dei collaboratori e modificare la ricostruzione dei fatti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad impugnare. Motivazione essenziale: il proscioglimento per ne bis in idem costituisce una pronuncia liberatoria la cui impugnazione, se accolta, avrebbe effetto sfavorevole per l'imputato (riapertura del procedimento e possibile condanna). L'interesse all'impugnazione, ai sensi dell'art. 568, comma 4, c.p.p., deve essere concreto e attuale; nel caso concreto il ricorrente non ha dimostrato che l'annullamento della sentenza produrrebbe un vantaggio pratico immediato e certo (anzi l'annullamento potrebbe esporre il ricorrente a una nuova incriminazione). La Corte ha inoltre ritenuto che i giudici di merito avessero adeguatamente motivato la ricostruzione dei fatti e le ragioni per le quali le censure difensive non erano idonee a screditare i collaboratori di giustizia. A seguito della declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 649 cod. proc. pen.
Il divieto di una nuova procedura penale per il medesimo fatto (ne bis in idem). La sentenza di proscioglimento per ne bis in idem impedisce che l'imputato sia sottoposto a un nuovo procedimento per lo stesso fatto, e costituisce una pronuncia liberatoria la cui impugnazione può avere effetti sfavorevoli per l'imputato stesso.
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
"La facoltà di attivare i procedimenti di gravame non è assoluta e indiscriminata, ma è subordinata alla presenza di una situazione in forza della quale il provvedimento del giudice risulta idoneo a produrre la lesione della sfera giuridica dell'impugnante e l'eliminazione o la riforma della decisione gravata rende possibile il conseguimento di un risultato vantaggioso"; "L'interesse richiesto dall'art. 568 c.p.p., comma 4, quale condizione di ammissibilità di qualsiasi impugnazione, deve essere correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento da impugnare..."
Per essere ammissibile l'impugnazione è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale, ossia che l'annullamento o la riforma del provvedimento determini un vantaggio pratico immediato per l'impugnante. Non è sufficiente una pretesa astratta di correttezza giuridica o aspettative dipendenti da eventi futuri incerti.
art. 238-bis cod. proc. pen.
Consente l'acquisizione nelle prove del giudizio di sentenze irrevocabili pronunciate in altri procedimenti. Nel caso di specie la sentenza passata in giudicato relativa all'omicidio di Verde Francesco è stata acquisita in atti e valutata dai giudici di merito nell'ambito del complessivo compendio probatorio.
art. 7 L. 203/1991
Norma che prevede aggravanti per reati connessi alla criminalità organizzata; qui evocata quale base dell'aggravazione della contestazione relativa al porto, detenzione e ricettazione dell'arma.
art. 669 cod. proc. pen. (richiamato nel testo)
Riferimento normativo alla disciplina delle pluralità di sentenze per il medesimo fatto nel più ampio contesto del principio di ne bis in idem, citato per illustrare la portata generale del divieto di duplicazione del procedimento.
artt. 28 e ss. cod. proc. pen. (richiamati nel testo)
Norme sui conflitti positivi di competenza richiamate per spiegare l'ambito applicativo del principio di ne bis in idem nell'ordinamento processuale penale.
Massime di principio
- L'impugnazione di una sentenza di proscioglimento pronunciata ai sensi del ne bis in idem può risultare inammissibile per carenza di interesse se il ricorrente non dimostra un vantaggio concreto e immediato derivante dall'annullamento: l'interesse all'impugnazione deve essere attuale e non basato su aspettative future o conseguenze speculative.
- Il principio del ne bis in idem tutela posizioni processuali liberatorie; pertanto chi impugna un proscioglimento deve considerare che l'annullamento può determinare un effetto sfavorevole (riapertura del procedimento e rischio di condanna), elemento che rileva nella valutazione di ammissibilità del ricorso.
- I giudici valutano se le motivazioni delle decisioni di merito siano sufficientemente articolate: non è sufficiente contestare genericamente l'attendibilità di collaboratori di giustizia o la diversa matricola di armi senza produrre elementi nuovi e concreti che rendano probabile un diverso esito processuale.
- L'acquisizione di sentenze irrevocabili ai sensi dell'art. 238-bis non esclude la necessità di un autonomo esame dei fatti se la difesa produce elementi nuovi che incidano concretamente sulla ricostruzione; tuttavia, l'attrito tra più decisioni giudiziarie non basta di per sé a dimostrare l'interesse all'impugnazione.
- Nelle ipotesi di più armi con matricole diverse occorre dimostrare, con argomentazione fattuale convincente, l'identità del fatto per ricondurle a un unico reato: la mera affermazione di discrepanze numeriche non garantisce in automatico la diversità dei fatti, specie se i giudici di merito hanno motivato la ricostruzione.
- Prima di proporre impugnazioni avverse a proscioglimenti fondati su ne bis in idem, il difensore dovrebbe valutare strategicamente l'utile processuale per l'assistito e documentare dettagliatamente come l'annullamento produrrebbe un vantaggio concreto e non semplici prospettive speculative (es. elementi probatori nuovi e decisivi).
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