Sentenza del 14/02/2025 n. 3763 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la cartella di pagamento relativa all’imposta unica sui giochi per il 2017. Dopo un controllo automatizzato, l’ADM aveva richiesto a I. Srl il pagamento di € 83.093,57 di imposta, € 24.928,08 di sanzioni ridotte e € 1.106,26 di interessi; la cartella impugnata ammontava a € 108.075. La società aveva chiesto la rateazione il 11 aprile 2018 ai sensi dell’art. 24, comma 7, D.L. 98/2011 e dell’art. 3-bis D.Lgs. 462/1997, ma l’istanza era stata respinta. Il ricorso era stato rigettato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna; la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell’Emilia-Romagna, con sentenza n. 456/2023 del 4 aprile 2023, aveva invece accolto l’appello, ritenendo che la legge non consentisse di negare la dilazione in ragione dell’indebitamento o della qualifica di agente contabile e che non fosse necessario estendere la durata delle garanzie. In Cassazione l’ADM ha dedotto, con il primo motivo, la violazione dell’art. 24 D.L. 98/2011 e dell’art. 3-bis D.Lgs. 462/1997: a suo avviso, la rateazione era subordinata alla presenza di una fideiussione già prestata, capiente rispetto alla somma da rateizzare e idonea a garantire il credito erariale, mentre le garanzie della società risultavano scadute o prossime alla scadenza. Con il secondo motivo ha contestato la valutazione della transazione del 16 gennaio 2019 sui crediti che la società opponeva in compensazione, sostenendo che non se ne poteva presumere l’effetto novativo senza accertare la volontà delle parti.
La decisione
La Cassazione ha accolto il primo motivo e dichiarato assorbito il secondo, senza quindi decidere nel merito la questione della transazione e della compensazione. Ha stabilito che, per il concessionario abilitato alla raccolta dei giochi, la rateazione dell’imposta unica è possibile soltanto se la fideiussione già presentata a garanzia degli adempimenti tributari è di importo superiore alla somma da rateizzare. Tale garanzia, collegata alla posizione concessoria e agli obblighi assunti, non viene meno per effetto della rateazione e non è eliminata dalle successive modifiche dell’art. 3-bis. La sentenza d’appello è stata cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell’Emilia-Romagna, in diversa composizione, cui spetta anche pronunciarsi sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Art. 24, commi 4 e 7, D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111
L’art. 24, comma 7, D.L. n. 98 del 2011 presuppone, quindi, la presenza di una fideiussione a garanzia delle obbligazioni inerenti al pagamento dell’imposta unica. Tale garanzia già presentata (in quanto ricollegata alla stessa qualifica di concessionario per la commercializzazione del gioco pubblico e agli impegni assunti in sede di convenzione), non viene meno per effetto della rateizzazione ex art. 3 D.Lgs. n. 462 del 1997.
La disciplina speciale per i concessionari consente la rateazione delle somme dovute per l’imposta unica solo se la fideiussione già presentata a garanzia degli adempimenti tributari è superiore all’importo da rateizzare. La garanzia è legata alla qualifica di concessionario e permane anche quando il debito viene rateizzato.
Art. 3-bis, comma 1, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 462, nel testo applicabile ratione temporis
Il rapporto tra le due norme deve essere ricostruito, in termini sistematici, distinguendo tra la regola generale sulla rateizzazione (art. 3 bis, comma 1, D.Lgs. n. 462 del 1997) e la disposizione speciale in materia di concessionari abilitati alla raccolta dei giochi (art. 24, comma 7, D.L. n. 98 del 2011).
La norma disciplina in via generale il pagamento rateale delle somme dovute, ma per i concessionari del gioco opera insieme alla disciplina speciale dell’art. 24, comma 7, che condiziona la rateazione alla presenza della fideiussione richiesta.
Art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
È il parametro processuale del ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di legge; la Corte lo ha ritenuto fondato rispetto alla lettura delle norme sulla rateazione e sulle garanzie.
La disposizione è stata invocata dall’ADM per contestare la valutazione dell’effetto novativo della transazione del 16 gennaio 2019. La Cassazione ha dichiarato assorbito il relativo motivo e non ha quindi deciso la questione.
Massime di principio
- Quando una norma generale sulla rateazione è richiamata da una disciplina speciale di settore, le due disposizioni vanno lette congiuntamente: la disciplina speciale può porre condizioni ulteriori rispetto a quelle previste in via generale.
- Per i concessionari abilitati alla raccolta dei giochi, la rateazione dell’imposta unica non comporta la cessazione degli obblighi fideiussori connessi alla concessione. La dilazione è consentita soltanto se la garanzia già prestata è capiente rispetto alla somma da rateizzare.
- La soppressione di un obbligo generale di prestare una nuova garanzia per ottenere la rateazione non elimina, di per sé, una garanzia distinta già dovuta per legge o in base agli obblighi concessori.
- Se un motivo di ricorso è assorbito, il giudice non ne decide la questione sostanziale: in questo caso, la Cassazione non ha stabilito se la transazione avesse effetto novativo né se il credito invocato dalla società fosse compensabile.
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