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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15206/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari in località diversa e con possibilità di svolgere attività lavorativa. Il motivo unico denunciava violazione di legge e vizio motivazionale in ordine all'attualità e concretezza delle esigenze cautelari: si sosteneva che il Tribunale avesse errato nel ritenere sussistenti sicuri e forti legami con il mercato della droga, posto che il FEDELE era incensurato, aveva ammesso i fatti e mostrato atteggiamento collaborativo, e dunque gli arresti domiciliari sarebbero stati adeguati.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito secondo cui il mero trasferimento dell'indagato in un diverso domicilio non è sufficiente a mutare il gravissimo quadro cautelare, essendo tale eventuale cambiamento successivo all'istanza e non sintomatico di revisione delle condotte pregresse. Il Tribunale ha ritenuto rilevanti le modalità del fatto: il trasporto di Kg. 4,6 di cocaina occultata in un doppiofondo del bagagliaio, il quantitativo e il valore economico indicano professionalità e collegamenti con circuiti criminali; pertanto gli arresti domiciliari, anche con controllo elettronico, non sarebbero idonei a contenere il rischio di reiterazione e a recidere i legami criminali. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e disposta la trasmissione della ordinanza al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti di legge.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il mero trasferimento del detenuto in un diverso domicilio, proposto dopo l'adozione della cautela, non è di per sé sufficiente a escludere il rischio che giustifica la misura cautelare; serve prova dell'effettiva attenuazione del rischio.
  • La quantità, la modalità di occultamento e il valore economico della sostanza sono elementi che possono far ritenere professionalità dell'illecito e legami con circuiti criminali, giustificando misure cautelari più afflittive.
  • La valutazione dell'adeguatezza di misure meno afflittive rispetto alle esigenze di prevenzione speciale è un apprezzamento di merito riservato al giudice di merito e, se logicamente e congruamente motivato, è incensurabile in sede di legittimità.
  • Gli arresti domiciliari, anche se con controllo elettronico, possono risultare inadeguati quando la prognosi indica un concreto rischio di reiterazione del reato o la persistenza di relazioni con ambienti criminali.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia in carcere è utile fornire elementi concreti e precisi che dimostrino l'assenza di collegamenti criminali e la reale idoneità della nuova misura a prevenire la reiterazione (es. comprovato lavoro stabile, luogo di detenzione lontano da circuiti criminali, garanzie terze).
  • In sede di opposizione o ricorso, le argomentazioni basate su stato di incensuratezza e collaborazione dell'indagato devono essere supportate da elementi fattuali concreti che contrastino le risultanze probatorie sulle modalità del fatto.

Testo integrale

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