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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17451/2026 del 02/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione fiscale)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento catastale con cui l'Ufficio, in esito a procedura DOCFA, aveva rettificato la categoria proposta E/9 in D/7 per una unità immobiliare consistente in una vasca in cemento armato totalmente interrata, con pompe di convogliamento dei reflui nella fognatura e pozzetti di ispezione. La Commissione tributaria regionale aveva invece confermato la categoria E, valorizzando la funzione pubblica del servizio svolto e l'assenza di fine di lucro della società proprietaria, qualificata come soggetto in house. L'Agenzia delle Entrate ricorreva per cassazione denunciando violazione e falsa applicazione delle norme sul classamento catastale (art. 28 r.d.l. n. 652/1939 e d.P.R. n. 1142/1949, oltre alla normativa e prassi richiamate) perché la decisione di merito aveva fondato il mantenimento della categoria E su elementi soggettivi e funzionali attinenti all'attività della società, anziché sulle caratteristiche oggettive del bene e sulla sua destinazione funzionale; sosteneva che impianti di depurazione e smaltimento di acque reflue rientrano nel gruppo D, in particolare nella categoria D/7, quando l'attività è economicamente connotata e il bene presenta autonomia funzionale e reddituale.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato l'unico motivo di ricorso. Ha affermato che, ai fini del classamento catastale, gli impianti di depurazione e smaltimento delle acque reflue non possono essere iscritti nella categoria E, riservata a fabbricati con marcata caratterizzazione tipologico-funzionale, costruttiva e dimensionale tali da essere sostanzialmente incommerciabili ed estranei alla logica produttiva, ma devono essere ricondotti al gruppo D e, per il depuratore, alla categoria D/7. Ha inoltre precisato che la destinazione a servizio pubblico e la natura in house o non lucrativa del soggetto proprietario non incidono sul classamento, che va determinato in base alle caratteristiche oggettive dell'immobile e alla sua autonomia funzionale e reddituale. La sentenza impugnata è stata quindi cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la Corte ha deciso nel merito rigettando l'originario ricorso della contribuente e confermando la legittimità dell'avviso di accertamento catastale. Le spese dei gradi di merito e di legittimità sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    è il vizio dedotto in cassazione per violazione e falsa applicazione di legge

  • art. 28 r.d.l. n. 652/1939

    richiamato come norma sul classamento catastale, da applicarsi secondo le caratteristiche oggettive del bene

  • d.P.R. n. 1142/1949

    richiamato come fonte regolativa del classamento catastale

  • L. n. 262 del 2006, art. 2, comma 40

    Nelle unità immobiliari censite nelle categorie catastali E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9 non possono essere compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale

    la norma sancisce l'incompatibilità tra categoria E e destinazione commerciale o industriale di immobili dotati di autonomia funzionale e reddituale

  • artt. 5 r.D.L. n. 652 del 1939 e 40 d.P.R. n. 1142 del 1949

    letto in combinato disposto, impongono di considerare immobili per sé utili o atti a produrre un reddito proprio, anche se destinati a finalità istituzionali

  • L. 5 gennaio 1994, n. 36, art. 9, comma 1

    richiamato per evidenziare che il servizio idrico integrato deve essere gestito secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 141

    il servizio idrico integrato è definito come insieme di servizi pubblici da gestire secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 154, comma 1

    la tariffa del servizio idrico integrato è corrispettivo del servizio e deve assicurare la copertura integrale dei costi secondo il principio del recupero dei costi

  • D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, art. 113

    richiamato per qualificare i servizi pubblici locali come servizi a rilevanza economica quando la tariffa copre i costi e può generare utile d'impresa

  • art. 117 Cost., comma 2, lett. e e lett. s

    richiamato in relazione alla competenza statale in materia di tutela della concorrenza e dell'ambiente

  • art. 2050 c.c.

    evocato per sottolineare l'ispirazione a criteri di efficienza, efficacia ed economicità in senso compatibile con una logica imprenditoriale

Massime di principio

  • Nel classamento catastale rilevano prioritariamente le caratteristiche oggettive dell'immobile, la sua destinazione funzionale e la sua autonomia funzionale e reddituale, non la natura soggettiva del proprietario o la finalità pubblica dell'attività svolta.
  • Gli immobili che ospitano impianti industriali di depurazione o smaltimento delle acque reflue, quando inseriti in un'attività economicamente organizzata, non sono censibili nella categoria E ma vanno ricondotti al gruppo D, in particolare alla categoria D/7.
  • La categoria E è riservata a fabbricati con connotazione tipologico-funzionale e costruttiva tale da renderli sostanzialmente incommerciabili ed estranei alla logica produttiva; ne sono esclusi immobili destinati a usi commerciali o industriali dotati di autonomia funzionale e reddituale.
  • La destinazione del servizio a fini di interesse pubblico non esclude di per sé la natura economico-imprenditoriale dell'attività e non impedisce il classamento dell'immobile nel gruppo D se il bene è funzionale a un processo produttivo o industriale.
  • L'affidamento del servizio a una società partecipata o in house e l'assenza di fine di lucro statutario non incidono sul classamento catastale, che non dipende dallo status giuridico del soggetto ma dalle caratteristiche dell'unità immobiliare.

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