Sentenza del 05/11/2019 n. 28340 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato gli avvisi di accertamento TOSAP relativi agli anni 2009 e 2010, contestando l'esistenza del presupposto soggettivo e oggettivo dell'imposta. Sosteneva che, operando nell'ambito di un servizio pubblico affidato dal Comune, dovesse beneficiare dell'esenzione prevista dall'art. 49, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 507/1993, applicabile alle occupazioni effettuate dagli enti pubblici. In subordine, affermava di essere un mero gestore o sostituto del Comune, unico effettivo occupante del suolo pubblico.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che, quando il Comune concede a un privato l'utilizzo esclusivo di aree pubbliche destinate a parcheggio, il concessionario è soggetto passivo della TOSAP, anche se l'attività è svolta nell'ambito di un servizio pubblico, le tariffe sono predeterminate dal Comune e il concessionario è gravato da specifici obblighi contrattuali. La gestione del parcheggio costituisce infatti attività d'impresa dalla quale il concessionario trae uno specifico vantaggio economico. La società è stata condannata a rimborsare al Comune le spese di giudizio, liquidate in 7.800 euro oltre accessori, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 507/1993, artt. 38 e 39
Il presupposto della tassa è costituito dalle occupazioni, di qualsiasi natura, di spazi e aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti locali, che comportino un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico.
La TOSAP si applica quando un'area comunale o provinciale viene sottratta all'uso collettivo mediante un'occupazione particolare, anche se l'occupazione deriva da una concessione amministrativa.
D.Lgs. n. 507/1993, art. 49, comma 1, lett. a)
Sono esenti dalla tassa le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e dai loro consorzi.
L'esenzione riguarda le occupazioni direttamente effettuate dagli enti pubblici indicati dalla norma e non si estende automaticamente al privato concessionario che utilizza l'area per lo svolgimento di un'attività economica.
D.Lgs. n. 507/1993, artt. 45 e 46
Individuano il regime tariffario applicabile alle occupazioni temporanee e permanenti; nel caso dei parcheggi, la tassazione va parametrata all'area occupata e alla natura dell'occupazione.
D.Lgs. n. 546/1992, art. 62, comma 1
Consente il ricorso per cassazione contro le sentenze delle commissioni tributarie regionali per i motivi previsti dall'art. 360 c.p.c.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3
La società ha denunciato violazione o falsa applicazione delle norme sulla TOSAP, ma la censura è stata ritenuta infondata.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di rigetto del ricorso, impone il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per l'impugnazione.
Massime di principio
- Il privato che ottiene dal Comune una concessione per occupare e utilizzare in modo esclusivo un'area pubblica è normalmente soggetto alla TOSAP, anche se gestisce un servizio di interesse pubblico.
- L'esenzione prevista per le occupazioni degli enti pubblici non si trasferisce automaticamente al concessionario privato: occorre verificare chi occupa concretamente l'area e chi trae il vantaggio economico dall'uso esclusivo.
- La predeterminazione delle tariffe da parte del Comune, l'imposizione di obblighi contrattuali o la finalità pubblica del servizio non eliminano, di per sé, il vantaggio economico del concessionario e quindi l'obbligo tributario.
- È decisiva la distinzione tra concessione di utilizzo degli stalli e semplice appalto di servizi: nel primo caso il concessionario è normalmente soggetto passivo della TOSAP; nel secondo, se il privato gestisce soltanto parcometri, riscossione, rimozione o custodia senza occupare esclusivamente l'area, può mancare il presupposto impositivo a suo carico.
- L'area deve appartenere al demanio o al patrimonio indisponibile comunale o provinciale e l'occupazione deve comportare una sottrazione effettiva, particolare e normalmente reversibile all'uso pubblico.
- Per valutare casi simili occorre esaminare concretamente il contratto, la concessione, l'effettivo controllo degli stalli, l'esclusività dell'utilizzo, il soggetto che trae il vantaggio economico e l'eventuale natura di semplice appalto di servizi.
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