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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32415/2021 del 08/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia origina dal diniego, da parte della Provincia autonoma di Bolzano, di una concessione di derivazione d'acqua a scopo idroelettrico in favore di una società privata, nonché dalla contestuale proroga della concessione di piccola derivazione già in favore di un'altra società. La richiedente ha impugnato il diniego e la proroga davanti al Tribunale Superiore delle acque pubbliche, chiedendo anche la declaratoria di nullità della deliberazione provinciale che aveva qualificato il tratto di corso d'acqua come "particolarmente sensibile" e il risarcimento del danno. La Corte di cassazione esamina un ricorso articolato come violazione del piano di tutela delle acque e del piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche, oltre che della normativa europea e nazionale sulle proroghe delle concessioni, lamentando: applicazione illegittima della nuova disciplina provinciale a una domanda presentata prima della sua entrata in vigore; violazione del principio tempus regit actum, del legittimo affidamento, della certezza del diritto, della ragionevolezza e proporzionalità; mancato preavviso di rigetto; omissione di pronuncia sull'illegittimità della proroga della concessione in favore della controinteressata; asserita incompatibilità della proroga con il diritto UE e con la disciplina costituzionale e nazionale sulla temporaneità delle concessioni. La controricorrente eccepisce anche l'inammissibilità del motivo per promiscuità e difetto di specificità.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Ritiene che le censure non scalfiscano la ratio decidendi della sentenza impugnata, fondata sulla legittimità della disciplina transitoria provinciale che ha sottratto i tratti di corsi d'acqua qualificati come sensibili al regime concessorio per salvaguardare il piano in itinere, applicandola a un procedimento ancora non concluso. Esclude inoltre che la sola presentazione della domanda radichi un legittimo affidamento all'ottenimento della concessione prima della conclusione della procedura comparativa. La doglianza sul preavviso di rigetto è ritenuta priva di specificità e di allegazione del concreto pregiudizio subito. Quanto alla contestazione della proroga della concessione altrui, la Corte afferma la carenza di interesse della ricorrente, poiché la propria domanda era stata negata per incompatibilità con la salvaguardia del piano in itinere; per tale ragione esclude anche l'interesse a un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia. Richiama infine un precedente delle Sezioni Unite sulla compatibilità, con il diritto eurounitario, della proroga automatica delle concessioni di piccola derivazione idroelettrica prevista dalla normativa statale allora applicabile. La ricorrente è condannata alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve essere articolato in motivi specifici, tassativi e riconducibili con chiarezza alle categorie di vizio previste dalla norma; la Corte può tuttavia superare dubbi di ammissibilità mediante una lettura complessiva delle censure, ma non quando difetti la specificità indispensabile.

  • artt. 9 e ss. r.d. n. 1775/1933

    La procedura comparativa per le concessioni di derivazione non si conclude con la mera presentazione della domanda; prima della conclusione non sorge un diritto all'ottenimento della concessione.

  • art. 34 l. prov. n. 2/2015

    La disciplina provinciale ha introdotto un regime transitorio e la possibilità per la Giunta provinciale di individuare tratti di corsi d'acqua particolarmente sensibili esclusi dall'utilizzo idroelettrico.

  • deliberazione Giunta provinciale n. 834 del 14/7/2015

    È stata considerata misura di salvaguardia del piano in itinere, applicabile a un procedimento non ancora concluso, senza valenza retroattiva illegittima.

  • art. 11bis l. prov. n. 17/1993

    La dedotta violazione del preavviso di rigetto è infondata se non viene allegato e spiegato il concreto pregiudizio derivante dalla sua omissione.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

    È il parametro cui commisurare l'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 49 TFUE

    La Corte non entra nel merito della dedotta incompatibilità unionale per carenza di interesse della ricorrente a contestare la proroga della concessione altrui.

  • direttiva 2006/123/CE

    Richiamata dalla ricorrente quale parametro di incompatibilità della proroga, ma non scrutinata nel merito per difetto di interesse.

  • direttiva 2000/60/CE

    Il piano generale di utilizzazione delle acque è collocato nel quadro della programmazione prevista dalla direttiva quadro sulle acque.

  • art. 13 direttiva 2000/60/CE

    È richiamato quale base della pianificazione di distretto delle acque cui si collega il piano provinciale.

  • art. 23, commi 7 e 8, d.lgs. n. 152/1999

    La Corte richiama il precedente delle Sezioni Unite secondo cui la proroga automatica delle concessioni di piccola derivazione idroelettrica non contrasta con il diritto eurounitario della concorrenza.

  • art. 7, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 258/2000

    Norma di modifica del d.lgs. n. 152/1999 richiamata nel precedente delle Sezioni Unite sulla proroga automatica delle concessioni.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme costituzionali asseritamente violate, ma la questione è ritenuta irrilevante per difetto di interesse.

  • art. 25 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme costituzionali asseritamente violate, senza scrutinio nel merito.

  • art. 117 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione al dedotto contrasto con il diritto unionale; la censura non viene esaminata nel merito per difetto di interesse.

  • art. 11 disp. att. c.c.

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro della dedotta violazione del principio di irretroattività/affidamento, senza accoglimento della censura.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il motivo deve essere specifico, tassativo e immediatamente riconducibile a una delle censure previste dall'art. 360 c.p.c.; una censura promiscua o confusa può essere scrutinata solo se dalla lettura complessiva sia comunque possibile individuare con chiarezza il vizio denunciato.
  • La mera presentazione di una domanda di concessione non radica, prima della conclusione della procedura comparativa, un diritto soggettivo all'ottenimento del titolo né un affidamento tutelato in modo da paralizzare l'applicazione di sopravvenute misure di salvaguardia non ancora efficaci alla conclusione del procedimento.
  • Quando l'amministrazione applica una disciplina transitoria a un procedimento ancora pendente e non concluso, non si configura di per sé retroattività illegittima se la misura è funzionale alla salvaguardia del piano pianificatorio in corso di approvazione.
  • La dedotta violazione del preavviso di rigetto non è utile se il ricorrente non indica quale concreto apporto partecipativo sia stato impedito e quale pregiudizio difensivo ne sia derivato.
  • Chi è stato legittimamente escluso dall'ottenimento di una concessione non ha interesse a contestare, in via autonoma, la proroga o il rinnovo di una concessione rilasciata a un terzo, quando la propria domanda è stata respinta per ragioni indipendenti da tale titolo altrui.
  • Le questioni di compatibilità con il diritto unionale o di legittimità costituzionale sono pregiudicate dal difetto di interesse della parte, quando la loro soluzione non potrebbe comunque incidere sulla posizione giuridica dedotta in giudizio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRicorso per cassazioneGiurisdizione internazionale
RamiProcesso civileObbligazioniInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaTutela del legittimo affidamentoPrimato del diritto dell'Unione europea

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