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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27049/2021 del 06/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di liquidazione dell'imposta di registro con cui l'Amministrazione finanziaria, in relazione alla registrazione di un atto di compravendita di un fabbricato con area cortilizia, ha ritenuto che l'oggetto reale del negozio fosse in realtà un'area fabbricabile e ha quindi applicato l'aliquota proporzionale dell'8% invece di quella del 7% inizialmente corrisposta. La società contribuente ha ottenuto l'annullamento dell'atto nei due gradi di merito. In cassazione l'Agenzia ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 20 d.P.R. 131/1986, sostenendo che, nella qualificazione dell'atto, dovesse aversi riguardo al comportamento complessivo delle parti, anche alle condotte anteriori e successive alla stipula, e agli atti collegati: in particolare, i permessi edilizi per demolire il fabbricato e costruire un nuovo edificio, le successive volture dei titoli e l'avvio dei lavori di demolizione e ricostruzione, elementi che, secondo la ricorrente, dimostravano la reale causa dell'operazione. La CTR aveva invece escluso di poter mutare il contenuto del contratto sulla base di presunzioni tratte da elementi estranei al testo negoziale e riferiti a future iniziative dell'acquirente.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso alla luce dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale sull'art. 20 d.P.R. 131/1986. Ha richiamato il principio secondo cui, nella formulazione applicabile dopo la legge n. 205 del 2017, come interpretata autenticamente dalla legge n. 145 del 2018 e alla luce delle sentenze della Corte costituzionale n. 158 del 2020 e n. 39 del 2021, la riqualificazione dell'atto ai fini dell'imposta di registro deve avvenire solo in base all'intrinseco contenuto dell'atto registrato, senza considerare atti collegati o elementi extratestuali. Poiché la CTR aveva escluso proprio tali elementi e aveva qualificato l'atto sulla base del suo contenuto letterale e delle clausole negoziali, la Corte ha confermato la decisione impugnata e rigettato il ricorso. Nessuna statuizione sulle spese, perché la parte intimata non ha svolto difese.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In tema di imposta di registro, la riqualificazione dell'atto da parte dell'Amministrazione deve essere compiuta esclusivamente sulla base degli elementi desumibili dall'atto registrato, secondo il suo contenuto intrinseco, senza valorizzare atti collegati o circostanze estrinseche.
  • Quando il testo negoziale è chiaro, non è consentito sostituire all'oggetto e alla causa del contratto risultanti dall'atto una diversa ricostruzione fondata su presunzioni o su comportamenti successivi delle parti.
  • Nel regime dell'art. 20 d.P.R. 131/1986, come interpretato autenticamente, la qualificazione fiscale dell'atto non può trasformarsi in un sindacato sull'assetto economico complessivo dell'operazione al di là delle clausole negoziali e degli elementi testuali.
  • Se il giudice di merito esclude correttamente elementi extratestuali e atti collegati dalla riqualificazione dell'atto, la decisione è conforme al diritto e resiste al ricorso per cassazione per violazione dell'art. 20.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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