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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32339/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che aveva confermato la custodia in carcere per detenzione ai fini di spaccio, denunciando violazione di legge (art. 110 c.p. e art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) e difetto/illogicita della motivazione. Sostengono che gli elementi emersi descrivono al piu una mera connivenza non punibile e non un concorso nel reato, e che la decisione si basa su congetture e sulla negazione della linea difensiva senza adeguata prova degli atti anteriori al controllo di polizia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e manifestamente infondati. Ha ritenuto logica e congrua la ricostruzione dei giudici di merito, che hanno dedotto il concorso dei ricorrenti sulla base di circostanze indiziarie convergenti: parte della droga in una tazzina collocata in punto di uso comune, atteggiamento ostruzionistico non avendo aperto subito ai Carabinieri, comportamento sospetto e frasi tra i presenti nei pressi di una busta di spazzatura contenente la maggior parte della droga, e la dichiarazione del coindagato Matar Diop. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    adito ex art. 309 cod. proc. pen.

    Regola la competenza del Tribunale per il riesame in materia di misure cautelari; il ricorso era diretto contro l'ordinanza del riesame di Genova

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina il concorso di persone nel reato; la Corte richiama che il concorso richiede un contributo consapevole, che può essere anche implicito o agevolante, distinto dalla mera connivenza passiva

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale sugli stupefacenti concernente la detenzione ai fini di cessione; il reato contestato ai soggetti era quello previsto da tale disposizione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    ex art. 616 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata in relazione agli effetti dell'inammissibilita del ricorso e alla valutazione dell'eventuale assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita; qui la Corte ha ritenuto che non sussistesse assenza di colpa

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Previsione procedurale relativa agli adempimenti di cancelleria a seguito del provvedimento di inammissibilita

Massime di principio

  • In fase cautelare le prove dirette non sono necessarie: inferenze logiche e circostanze convergenti possono legittimare la misura se danno ragionevole conforto al sospetto che vi sia concorso nella detenzione ai fini di spaccio
  • Distinguere tra connivenza e concorso: la mera passivita o conoscenza non basta; il concorso richiede un contributo consapevole che possa anche emergere da comportamenti che agevolano l'attivita illecita
  • Comportamenti ostruzionistici, uso comune degli spazi dove e stata trovata la droga e atti posti in prossimita del rinvenimento (es. manipolazione di sacchi o rifiuti) sono elementi indiziari rilevanti per ricostruire una partecipazione collettiva
  • La dichiarazione di un coindagato che ammette la detenzione non esclude automaticamente la responsabilita di altri se esistono elementi che collegano i soggetti alla custodia o al tentativo di occultamento
  • Ricorsi generici o aspecifici rischiano l'inammissibilita e l'imposizione di spese processuali e sanzioni pecuniarie; e importante formulare motivi specifici e ben supportati in cassazione

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