Cassazione Penale, Sentenza n. 29623/2022 del 25/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per tentativi di furto pluriaggravato e detenzione/porto illegale aggravato di esplosivi. Denunciano violazione di legge (artt. 192 e 533 c.p.p.) e vizio di motivazione: sostengono che i correi, giudicati separatamente, non li hanno accusati, che i servizi di osservazione, pedinamento e le intercettazioni non forniscono elementi univoci, e che le loro ammissioni erano solo di contatti e di un rifiuto a partecipare. Morelli contesta anche la commisurazione della pena.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto irrilevante l'assenza di una chiamata in correità degli altri imputati rispetto agli elementi probatori raccolti (pedinamenti, intercettazioni, videoregistrazioni, occultamento di una "marmotta" esplosiva, occultamento dei veicoli e piena disponibilità documentata). Ha escluso la deducibilità dell'errore di diritto con riferimento agli artt.192 e 533 c.p.p.; ha ritenuto infondato e generico il motivo sulla pena proposto da Morelli. Per effetto dell'inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. (restano operative le condanne di merito: Di Somma — anni 3 e euro 8.000 di multa; Morelli — anni 2 e mesi 9 e euro 7.000 di multa).
Norme richiamate
Ricorre per configurare il concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto provata la collaborazione e la disponibilità dei ricorrenti al concorso con il commando
Applicato per il tentativo: gli elementi (pedinamenti, intercettazioni, video, occultamenti) documentano tentativi di furto, giustificando l'applicazione dell'istituto dell'evento tentato
Furto come fatto base contestato in forma tentata; la Corte conferma che gli elementi probatori supportano la contestazione
art. 625, primo comma, nn. 2, 5, 7 cod. pen.
art. 625, primo comma, nn. 2, 5 e 7 cod. pen.
Aggravanti del furto (uso di esplosivi, più persone, altro): la Corte ha ritenuto sussistenti le aggravanti sulla base delle risultanze investigative
Circostanza aggravante applicata in considerazione delle modalità del reato; la Corte l'ha confermata in virtù delle prove raccolte
Norma sulla detenzione e porto illegale di esplosivi; la Corte ha ritenuto provata la detenzione/porto aggravato di esplosivi (marmotta) dai riscontri investigativi
Richiamata dai ricorrenti per presunta violazione di legge; la Corte ha osservato che l'errore di diritto in relazione a tale norma non è deducibile secondo giurisprudenza consolidata
Invocato come causa di nullità o vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto la doglianza inammissibile e non idonea a incidere sulle motivazioni di merito supportate da prove
Norma che dispone le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso: la Corte ha applicato l'articolo condannando i ricorrenti alle spese e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende
Sentenza Corte Cost. n. 186 del 2000
Corte Cost., sent. n. 186/2000
Richiamata per affermare che, in mancanza di prova della non colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposta la condanna al versamento per la Cassa delle ammende
Giurisprudenza (Sez. 6, n. 4119 del 30/04/2019, Rv. 278196-02)
Sez. 6, n. 4119 del 30/04/2019 - dep. 2020, Rv. 278196-02
Richiamata per affermare la non deducibilità dell'errore di diritto con riguardo agli artt. 192 e 533 c.p.p.; supporta il principio utilizzato dalla Corte per dichiarare i ricorsi inammissibili
Massime di principio
- La mancanza di una dichiarazione accusatoria da parte di correi giudicati separatamente non annulla automaticamente la responsabilità di un imputato quando esistono altri, solidi elementi di prova (pedinamenti, intercettazioni, video, scoperta di strumenti del delitto).
- Servizi di osservazione, intercettazioni e videoregistrazioni, integrati da ammissioni anche parziali, possono costituire prova sufficiente del concorso nel reato se dimostrano incontri, consegne, occultamenti e disponibilità operativa.
- I motivi generici o privi di una critica specifica ai fatti accertati in merito sono frequentemente dichiarati inammissibili: il ricorso alla Cassazione deve spiegare puntualmente il vizio di diritto o indicare errori logici/contraddizioni nella motivazione.
- I rimedi basati su presunti errori di diritto con riferimento agli artt. 192 e 533 c.p.p. sono limitati e spesso esclusi dalla Cassazione; è necessario prospettare profili di illegittimità procedurale chiari e specifici.
- Le impugnazioni sulla quantificazione della pena richiedono una capacità critica e argomentativa rispetto alla motivazione dei giudici di merito; mere contestazioni generiche della misura possono essere dichiarate inammissibili.
- L'inammissibilità del ricorso può comportare condanne alle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.), salvo provare la mancanza di colpa nella determinazione della causa dell'inammissibilità.
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