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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29360/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza di appello con tre motivi: (1) vizio di motivazione sulla credibilità della persona offesa Radicchi Giorgio e sulla sussistenza del fatto-reato (critica delle presunte incoerenze e contraddizioni del racconto della vittima e della versione del rapporto sentimentale e della custodia del denaro); (2) vizio di motivazione e travisamento delle deposizioni testimoniali, con mancanza di indicazione di tempi e modalità dell'impossessamento e omissione di riferimenti alla presenza in casa di terzi (sorella e fidanzato); (3) violazione di legge per mancato riconoscimento di una causa di assoluzione nel merito, cioè richiesta di proscioglimento per insufficienza o incongruenza della prova.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, essendo intervenuta la prescrizione, non sia possibile ottenere un riesame estensivo delle questioni di merito o delle presunte nullità che comporterebbero rinvio al giudice di merito, salvo che l'innocenza dell'imputato risulti "evidente" dagli atti. I giudici hanno condiviso la valutazione di merito circa l'attendibilità della persona offesa e l'esistenza di elementi di riscontro e hanno escluso che emergesse prova evidente dell'innocenza tale da giustificare l'assoluzione ai sensi dell'art.129 c.p.p. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    La Corte d'appello ha riqualificato il fatto originario come appropriazione indebita ai sensi di questo articolo; la Cassazione prende atto della riqualificazione senza rimettere in discussione la qualificazione di merito.

  • art. 61, n. 5 cod. pen.

    Richiamato nella riqualificazione del reato dalla Corte d'appello; la Cassazione non svaluta la valutazione delle attenuanti di merito.

  • art. 129 c.p.p.

    Regola la scelta tra estinzione del reato per prescrizione e proscioglimento: in presenza di causa estintiva il giudice può pronunciare l'assoluzione solo se l'innocenza dell'imputato risulta 'evidente' dagli atti. La Cassazione ha applicato questo principio per escludere l'assoluzione di merito e dichiarare inammissibile il ricorso.

  • art. 530 c.p.p.

    Riferito come distinguendo la mancanza di prova (che giustificherebbe l'assoluzione) dalla prova incompleta in presenza di causa estintiva: la Corte sottolinea che, con prescrizione, non si applica automaticamente l'art. 530 comma 2 se non sussiste prova 'evidente' dell'innocenza.

  • art. 568 c.p.p.

    Richiamato per affermare che l'interesse all'impugnazione è concreto anche quando il ricorrente mira a ottenere effetti extrapenali (per es. rimozione di statuizioni civili); la Corte ha ritenuto sussistente l'interesse della ricorrente.

Massime di principio

  • In presenza di una causa estintiva del reato (es. prescrizione), il giudice può pronunciarsi per l'assoluzione nel merito solo se l'innocenza dell'imputato risulta 'evidente' e pacifica dagli atti; altrimenti prevale la pronuncia che estingue il reato.
  • La Corte di Cassazione non rivede liberamente le valutazioni di merito sulla credibilità dei testimoni salvo che la motivazione del giudice di merito sia manifestamente illogica, contraddittoria o mancante; contestare alternative plausibili o discrepanze non basta per ottenere cassazione.
  • Le deduzioni per travisamento della prova sono ammissibili in Cassazione solo se si dimostra che il giudice di merito ha fondato il convincimento su prova inesistente o su un risultato della prova manifestamente diverso dal reale.
  • L'interesse ad impugnare può sussistere anche per tutelare effetti civili derivanti dal giudicato penale; ciò non altera però i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione probatoria.
  • Il ricorso per Cassazione deve essere autosufficiente: bisogna indicare e, se necessario, allegare gli atti che si censurano; omissioni di questo tipo possono contribuire all'inammissibilità.
  • Quando la sentenza di merito contiene una congrua e logica motivazione basata su molteplici elementi di riscontro, è difficile ottenere l'annullamento in Cassazione per questioni di attendibilità delle prove.

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