Cassazione Penale, Sentenza n. 29359/2022 del 25/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione degli artt. 192 e 195, comma 3, cod. proc. pen. e per vizio di motivazione. Il ricorrente deduceva l'inutilizzabilità delle dichiarazioni "de relato" rese dalla persona offesa e dalla teste Laura Polegri, le quali avevano riferito circostanze apprese dalle testimoni Bruni Giuliana e Roberta Brizzi, la cui deposizione era stata revocata dal giudice. Sosteneva che, senza quelle dichiarazioni, non sussisterebbero prove idonee a fondare la condanna per il reato di furto aggravato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che non vi fosse violazione dell'art. 195 cod. proc. pen. perché, dai verbali, non risulta che la difesa in primo grado avesse chiesto l'audizione dei testi diretti; ciò vale come implicita rinuncia e legittima l'utilizzazione delle dichiarazioni de relato in sede di appello. Ha altresì rigettato la censura sulla carenza di prova. Conseguentemente la sentenza di condanna (tribunale e corte d'appello) è stata confermata e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 624-bis e art. 625, n. 2, cod. pen.
Norme relative al furto aggravato commesso nell'abitazione; la Corte ha confermato la condanna inflitta in base a queste disposizioni.
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente come pretesa violazione procedurale; la Corte ha ritenuto che, in assenza di richiesta difensiva di audizione del teste in primo grado, non sussista la violazione dedotta.
art. 195, comma 1 e comma 3, cod. proc. pen.
L'art. 195 disciplina l'utilizzo delle dichiarazioni rese fuori dal dibattimento. La Corte ha interpretato che le dichiarazioni "de relato" possono essere utilizzate in appello quando la difesa, nel giudizio di primo grado, non ha richiesto l'audizione del teste diretto (rinuncia implicita). La mancanza di eccezioni tempestive da parte della difesa e la revoca dell'ammissione delle testimoni da parte del giudice non impediscono l'uso delle dichiarazioni se la difesa non ha esercitato il diritto di chiedere l'audizione.
Massime di principio
- Le dichiarazioni "de relato" possono essere utilizzate in sede di appello se la difesa, in primo grado, non ha richiesto l'audizione del teste diretto: tale omissione è considerata una rinuncia implicita al diritto di esame.
- Se il giudice revoca l'ammissione di testimoni indicati nelle liste, la difesa deve eccepire tempestivamente; la mancata eccezione può essere interpretata come rinuncia e legittimare l'utilizzo delle dichiarazioni riferite.
- Per impugnare efficacemente l'utilizzo di dichiarazioni de relato, la difesa deve dimostrare di aver richiesto e non ottenuto l'audizione del teste in primo grado o deve eccepire immediatamente la revoca delle prove testimoniali.
- Per contrastare una condanna per carenza di prove, non basta contestare singoli elementi: è necessario dimostrare l'insussistenza di qualsiasi prova ammissibile idonea a sostenere la responsabilità penale.
- Gli appelli ritenuti infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese processuali e sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle ammende).
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