Cassazione Penale, Sentenza n. 29358/2022 del 25/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che, riformando il Tribunale di Lamezia Terme, aveva escluso le circostanze aggravanti di cui all'art. 625, nn. 2 e 5 c.p. e aveva dichiarato che non si dovesse procedere per il reato di cui all'art. 624 c.p. per difetto di querela. Il PG ha dedotto che le aggravanti erano state correttamente contestate nella descrizione della condotta (indicazione di un albero radicato e altri non radicati, nominativi dei tre complici ecc.), quindi la decisione di esclusione era erronea.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che non è necessaria una formula testuale o la citazione letterale della norma per contestare una circostanza aggravante; è sufficiente che la descrizione fattuale permetta all'imputato di esercitare pienamente la difesa sugli elementi costitutivi dell'aggravante. Ha precisato inoltre i criteri applicativi, in particolare per l'aggravante della "violenza sulle cose" in caso di furto di alberi. Avendo riconosciuto che la contestazione era completa (menzione dei tre complici, albero radicato e altri non radicati), la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'appello di Catanzaro.
Norme richiamate
Norma del reato di riferimento (appropriazione/furto); la decisione contestata riguardava il non procedere per difetto di querela rispetto a tale fattispecie
Aggravante per uso di "violenza sulle cose o di un qualsiasi mezzo fraudolento"; la Corte ha chiarito che, nel furto di alberi, l'aggravante si configura quando vi è abbattimento, recisione o sezionamento che trasformi il bene (es. tronchi interi resi inutilizzabili per la destinazione originaria), ma non quando si taglia un albero già divelto destinato a legna da ardere
Aggravante per il "fatto commesso da tre o più persone"; ha un significato definito e, se indicata attraverso la descrizione dei partecipanti (nominativi, ruolo), la contestazione è rituale e sufficiente
Massime di principio
- Per contestare una circostanza aggravante non è necessaria una formula testuale o la citazione letterale della disposizione: è sufficiente che la descrizione fattuale nel capo di imputazione contenga gli elementi costitutivi dell'aggravante in modo da consentire la piena difesa dell'imputato.
- La "contestazione in fatto" delle aggravanti è ammissibile: la valorizzazione di comportamenti, mezzi o oggetti determinati nelle loro caratteristiche può integrare gli elementi dell'aggravante senza richiedere la citazione formale della norma.
- Le aggravanti dell'art. 625, n. 2 (violenza sulle cose) e n. 5 (fatto commesso da tre o più persone) hanno significati univoci; l'enunciazione del nomen iuris accompagnata da adeguata descrizione dei fatti è normalmente sufficiente.
- In ipotesi di furto di alberi, l'aggravante della violenza sulle cose si configura quando vi è abbattimento, recisione o sezionamento che altera la destinazione o l'integrità del bene; non si configura per il semplice taglio di un albero già divelto destinato a legna da ardere.
- Se il giudice d'appello esclude un'aggravante pur quando dalla descrizione fattuale risulta contestata, la decisione può essere annullata in Cassazione e il giudizio può essere rinviato per nuova valutazione.
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