Cassazione Civile, Ordinanza n. 17826/2025 del 01/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia riguarda una domanda di rimborso di eccedenze di imposta diretta versate in acconto per l’anno 1999, con richiesta anche degli interessi dovuti sulla somma da restituire. In primo grado la contribuente aveva ottenuto accoglimento; in appello l’Agenzia delle entrate aveva invece visto riformata la decisione dalla CTR, che aveva ritenuto dovuti gli interessi solo dalla data della domanda di rimborso e non dalla data dei versamenti. La banca ha quindi proposto ricorso per cassazione con due motivi. Con il primo ha dedotto violazione dell’art. 112 c.p.c. e dell’art. 2909 c.c., oltre a omesso esame e violazione di norme di diritto, sostenendo che sulla decorrenza degli interessi si era formato giudicato esterno favorevole alla propria tesi e che la CTR non aveva esaminato l’eccezione. Con il secondo ha denunciato violazione degli artt. 44 e 38 del d.P.R. n. 602 del 1973, sostenendo che, nei rimborsi di imposte dirette indebitamente o eccedentemente versate, gli interessi decorrono dal versamento e non dalla domanda, trattandosi di interesse compensativo per la perdita di disponibilità finanziaria.
La decisione
La Corte ha respinto il primo motivo, ritenendo che non emergesse un giudicato sulla specifica data di decorrenza degli interessi, ma ha accolto il secondo motivo. Ha affermato che, in tema di rimborsi di imposte dirette, gli interessi spettanti al contribuente sono disciplinati dagli artt. 38 e 44 del d.P.R. n. 602 del 1973 e maturano con riferimento alla data del versamento, al compimento di ciascun semestre successivo (escluso il primo) fino all’ordinativo di pagamento, non già dalla data della domanda di rimborso. Perciò la sentenza della CTR è stata cassata e la causa rinviata alla Corte di giustizia tributaria regionale della Campania in diversa composizione per il riesame e la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, nn. 3 e 5, c.p.c.
La Corte ha ritenuto ammissibile il motivo che cumula plurime censure quando le doglianze siano chiaramente distinguibili e consentano di individuare sia i profili di diritto sia quelli di fatto.
È stato evocato come parametro della dedotta omessa pronuncia sull’eccezione di giudicato esterno.
È stato evocato come norma relativa all’efficacia del giudicato sostanziale, ma la Corte ha escluso che nel caso vi fosse un giudicato sulla decorrenza degli interessi.
art. 44 d.P.R. n. 602 del 1973
È qualificato come norma speciale che regola gli interessi dovuti dall’erario sui rimborsi di imposte dirette, con decorrenza dal versamento e maturazione semestrale degli accessori, escluso il primo semestre.
art. 38 d.P.R. n. 602 del 1973
È richiamato con l’art. 44 quale disciplina dei rimborsi di imposte dirette e della correlata decorrenza degli interessi.
È richiamato nel senso che l’art. 44 del d.P.R. n. 602 del 1973 è norma speciale per il pagamento degli interessi sulle somme pagate in eccedenza a titolo di imposte dirette.
Sono richiamati per evidenziare che la disciplina speciale dei rimborsi tributari non segue la logica civilistica generale dell’indebito quanto alla rilevanza della buona o mala fede dell’accipiens.
Massime di principio
- Nei rimborsi di imposte dirette, la disciplina degli interessi è speciale e prevale sulla disciplina civilistica dell’indebito: gli accessori compensano il mancato godimento della somma versata e decorrono dal versamento, non dalla domanda di rimborso.
- Gli interessi sui rimborsi tributari hanno natura compensativa e non moratoria; la loro debenza non presuppone un ritardo colpevole dell’amministrazione.
- La decorrenza degli interessi sui rimborsi di imposte dirette segue una scansione semestrale: maturano al compimento di ogni semestre successivo al versamento, con esclusione del primo semestre, fino all’ordinativo di pagamento.
- È ammissibile un motivo di ricorso per cassazione che cumuli censure eterogenee, purché consenta di distinguere con chiarezza le questioni di diritto e le doglianze sul fatto.
- L’eccezione di giudicato esterno richiede che risulti effettivamente una precedente decisione avente efficacia vincolante sul punto specifico controverso; formule generiche non bastano a integrare un giudicato sulla decorrenza degli interessi.
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