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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48834/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per cassazione la conferma della condanna per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, denunciando: 1) vizio di motivazione e violazione di legge per l'applicazione dell'aggravante dell'ubriachezza abituale (art. 94 c.p.), perché non sarebbe stato accertato un effettivo stato abituale di alterazione fisiologica; 2) violazione del principio "ne bis in idem" e vizio di motivazione per l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 576, comma 5‑bis c.p. (fatto commesso nei confronti di un agente) quando il fatto costitutivo è già elemento della resistenza; 3) errore nell'applicazione della riduzione della pena per il giudizio abbreviato (un terzo) estesa anche al reato contravvenzionale satellite, violando il principio favor rei che imporrebbe la decurtazione nella misura della metà per la contravvenzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto correttamente provata l'ubriachezza abituale sulla base di testimonianza familiare, referti sanitari e precedenti controlli; ha dichiarato legittima l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 576, comma 5‑bis c.p. anche in concorso con la resistenza a pubblico ufficiale, perché la circostanza aggravante introduce un elemento specializzante non assorbito dall'elemento di resistenza; infine ha seguito l'orientamento più recente secondo cui, quando la pena è stata determinata in modo unitario in applicazione dell'art. 76 c.p., la contravvenzione è assimilata al delitto ai fini della riduzione per il rito abbreviato, applicando pertanto la decurtazione unitaria di un terzo. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 94 cod. pen. (ubriachezza abituale)

    L'ulteriore alterazione dovuta all'abuso di alcol va provata con elementi tali da dimostrare uno stato abituale di ubriachezza; nel caso di specie è stata ritenuta sussistente sulla base di testimonianze, referti sanitari e precedenti controlli.

  • art. 576, comma 1, n. 5‑bis cod. pen.

    Aggravante per i fatti commessi nei confronti di ufficiali o agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell'adempimento delle funzioni: è qualificatrice del disvalore e non si ritiene assorbita dall'incriminazione per resistenza (art. 337 c.p.), quindi applicabile anche in caso di concorso fra le fattispecie.

  • art. 337 cod. pen. (resistenza a pubblico ufficiale)

    Tutela contro le condotte oppositive verso i pubblici ufficiali; la sua portata non assorbe automaticamente le aggravanti speciali previste per reati commessi contro specifiche categorie di pubblici ufficiali.

  • art. 76 cod. pen. (cumulo delle pene concorrenti)

    Regola il cumulo delle pene per reati commessi in continuazione; se la pena è determinata unitariamente in termini di reclusione e multa, la contravvenzione può essere considerata omogenea al delitto ai fini della riduzione del rito abbreviato.

  • art. 81 cod. pen. (continuazione)

    Stabilisce le conseguenze della continuazione; rilevante per la determinazione della pena unica progressiva che è stata trattata unitariamente nel calcolo della decurtazione per il rito abbreviato.

  • art. 135 cod. pen. (convertione pena detentiva/pecuniaria)

    Regola la conversione della pena detentiva in pena pecuniaria e viceversa, rilevante per il confronto di "genere" delle pene quando si applicano aumenti o conversioni per reati satellite contravvenzionali.

  • legge n. 103/2017

    Introdusse la riduzione fissa della pena per le contravvenzioni nel rito abbreviato (misura della metà); il giudice di legittimità ha però rilevato un contrasto di orientamenti e seguito quello che, alla stregua della determinazione unitaria della pena, assimila la contravvenzione al delitto ai fini della riduzione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'imposizione delle spese processuali al ricorrente quando il ricorso è rigettato; applicato con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese.

  • legge n. 110/1975, art. 4

    Norma in materia di armi cui è ricondotto il reato contravvenzionale satellite; nel caso concreta la contravvenzione è stata punita con arresto e ammenda e inclusa nella pena unica determinata unitariamente.

Massime di principio

  • Per far valere l'aggravante dell'ubriachezza abituale è necessario dimostrare non solo l'abuso di alcol ma elementi ripetuti e indizi clinici/tipici (referti, controlli, testimonianze) che attestino uno stato abituale di alterazione.
  • L'aggravante prevista dall'art. 576, comma 5‑bis c.p. può essere applicata anche se esiste concorso con il reato di resistenza (art. 337 c.p.), perché introduce un elemento di disvalore specifico relativo alla qualità del soggetto offeso e al contesto dell'azione.
  • In presenza di continuazione tra delitto e contravvenzione, la riduzione prevista per il rito abbreviato va valutata alla luce della modalità di determinazione della pena: se la pena è stata calcolata unitariamente ex art. 76 c.p. (reclusione e multa), la giurisprudenza più recente consente di applicare una decurtazione unitaria (es. un terzo), mentre sussiste un contrasto se la pena della contravvenzione non è stata omogeneizzata.
  • Chi impugna in cassazione deve articolare censure su vizi di diritto o motivazione specifici e documentati; doglianze manifeste infondate comportano il rigetto e l'onere delle spese a carico del ricorrente.

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