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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16658/2022 del 23/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'Agenzia impugnava la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva ordinato l'ottemperanza a favore della contribuente per il rimborso del 90% dell'IRPEF versata per gli anni 1990-1992 (beneficio ex art. 9, comma 17, legge n. 289/2002). L'Amministrazione aveva dedotto, in sede di ottemperanza, di aver adempiuto nei limiti del disposto dall'art. 16-octies d.l. 20/6/2017 n. 91 (applicazione di una riduzione del 50% dei rimborsi in presenza di eccedenza delle domande rispetto alle risorse stanziate) e di aver pagato solo metà dell'importo; la CTR aveva ritenuto che l'Ufficio non avesse provato il superamento delle risorse e quindi non poteva applicare la falcidia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza impugnata e rinviando al giudice a quo con il principio di diritto che nel giudizio di ottemperanza il giudice deve accertare la disponibilità dei fondi stanziati ai sensi dell'art. 16-octies e del provvedimento direttoriale dell'Agenzia; in caso di insufficienza il giudice deve, con determinazioni specifiche e anche tramite nomina di commissario ad acta, attivare le procedure di contabilità pubblica (compresa l'emissione dello speciale ordine di pagamento in conto sospeso) per dare esecuzione al giudicato. La Corte ha inoltre precisato che il limite di spesa è una modalità di attuazione (procedimentale) del rimborso e non una misura che estingue o sostituisce il diritto sostanziale del contribuente al rimborso integrale, il quale resta soggetto a tutela e differimento fino alla disponibilità delle risorse.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 17, legge 27 dicembre 2002, n. 289

    Norma che ha introdotto il beneficio del rimborso del 90% dell'IRPEF per i soggetti colpiti dal sisma 1990; la Corte considera questo intervento come ius superveniens che determina il diritto sostanziale al rimborso.

  • art. 1, comma 665, legge 23 dicembre 2014, n. 190

    Prevede limiti di stanziamento per rimborsi e modalità di effettuazione; interpretata come disciplina procedimentale sull'effettuazione dei rimborsi, non come norma che sopprime il diritto sostanziale del creditiere.

  • art. 16-octies, d.l. 20 giugno 2017, n. 91, convertito con legge 3 agosto 2017, n. 123

    Introduce la possibilità di riduzione percentuale (50%) dei rimborsi ove le domande eccedano le risorse stanziate; la Corte stabilisce che la norma si applica nella fase di esecuzione/ottemperanza e disciplina le modalità attuative, ma non determina la perdita del diritto sostanziale.

  • art. 29, d.l. 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con legge 28 febbraio 2020, n. 8

    Ha incrementato lo stanziamento (fondo a 160 milioni); la Corte evidenzia che per applicare la riduzione l'Amministrazione deve dimostrare l'effettivo superamento del plafond vigente al momento dell'attuazione.

  • art. 70, d.lgs. 546/1992 (giudizio di ottemperanza)

    Disciplina il giudizio di ottemperanza; la Corte richiama le peculiarità di tale giudizio, attribuendo al giudice dell'ottemperanza il potere/dovere di accertare i presupposti procedurali per l'attuazione del giudicato e di adottare le determinazioni necessarie per l'esecuzione.

  • art. 14, comma 2, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669

    Norma che prevede lo speciale ordine di pagamento in conto sospeso; la Corte conferma la legittimità dell'uso di tale strumento per consentire l'esecuzione del giudicato in presenza di temporanea carenza di fondi.

  • Principi costituzionali (art. 3 e art. 24 Cost.) e giurisprudenza costituzionale (sent. Corte Cost. n. 157/2015)

    Interpretazione costituzionalmente orientata: i limiti di stanziamento non devono produrre disparità ingiustificate o annullare diritti già accertati; l'esaurimento dei fondi comporta differimento ma non estinzione del credito giudiziale.

Massime di principio

  • L'art. 16-octies e le norme sul fondo sono norme 'attuative' che si applicano nella fase di esecuzione/ottemperanza e non nel giudizio di cognizione che accerta il diritto al rimborso.
  • La limitazione dello stanziamento incide sulle modalità di effettuazione del rimborso (possibile riduzione temporanea/differimento) ma non estingue il diritto sostanziale del contribuente al rimborso già accertato in giudicato.
  • Spetta all'Amministrazione provare l'effettivo superamento del plafond vigente al momento dell'attuazione per poter legittimamente applicare la riduzione percentuale; in mancanza di prova la riduzione non può essere applicata.
  • Il giudice dell'ottemperanza deve verificare la disponibilità dei fondi e, in caso di insufficienza, adottare determinazioni specifiche (anche nominando commissario ad acta) e attivare procedure di contabilità pubblica, compreso lo speciale ordine di pagamento in conto sospeso, per dare esecuzione al giudicato.
  • I crediti parzialmente insoddisfatti per carenza temporanea di fondi rimangono dovuti e possono essere soddisfatti successivamente quando si rendono disponibili le risorse; l'inerzia dell'Amministrazione può determinare responsabilità e maggiori oneri.
  • In casi analoghi conviene agire in ottemperanza (non solo nel merito) per ottenere che il giudice verifichi e ordini le procedure amministrative necessarie all'effettiva esecuzione del credito riconosciuto.

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