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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37892/2022 del 28/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce da lavori eseguiti su un terreno in pendenza e sul fabbricato posto a monte di un immobile confinante. Il giudice di merito aveva ritenuto che la demolizione di un vecchio muro di contenimento, lo sbancamento del terrapieno e la realizzazione di un nuovo manufatto con ambiente residenziale avessero dato luogo a una nuova costruzione soggetta alle distanze legali, imponendo la demolizione o l'arretramento a dieci metri. Aveva inoltre ordinato la rimozione di tubazioni immesse in un'intercapedine e condannato al risarcimento dei danni all'immobile della vicina. La soccombente ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: con il primo ha denunciato omessa pronuncia e motivazione apparente sulla doglianza di appello relativa, da un lato, all'usucapione del diritto a mantenere la costruzione a distanza inferiore, dedotta per la prima volta in appello, e, dall'altro, alla pretesa non applicabilità dell'art. 873 c.c. per il dislivello tra le costruzioni; con il secondo ha censurato la condanna alla rimozione delle tubazioni nell'intercapedine, sostenendo che la motivazione fosse illogica e che l'intercapedine non fosse di proprietà esclusiva della controparte; con il terzo ha contestato la qualificazione del muro come nuova costruzione soggetta alle distanze, deducendo che si trattava di muro di contenimento del terrapieno e che l'intervento non integrasse una nuova costruzione rilevante ai fini dell'art. 873 c.c. La parte resistente ha proposto ricorso incidentale, contestando il rigetto della domanda di demolizione della sopraelevazione ex art. 1127 c.c., assumendo che la consulenza tecnica evidenziasse fragilità dell'edificio e necessità di monitoraggio e consolidamento, nonché la liquidazione equitativa del danno.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il primo e il terzo motivo del ricorso principale, ritenendo infondate le censure sulla presunta omessa pronuncia e sulla qualificazione del muro come nuova costruzione soggetta alle distanze legali. Ha invece accolto il secondo motivo del ricorso principale, rilevando che la motivazione sulla rimozione delle tubazioni nell'intercapedine era insufficiente perché la sola esistenza di un accesso da parte della proprietà vicina non spiegava giuridicamente il divieto di utilizzo dell'intercapedine da parte della ricorrente. Ha accolto anche il primo motivo del ricorso incidentale, osservando che la corte territoriale aveva travisato il contenuto della consulenza tecnica sulla sopraelevazione, poiché la CTU non escludeva in modo netto ogni problema statico ma richiedeva monitoraggio e possibili consolidamenti; ha dichiarato assorbito il secondo motivo incidentale sulla quantificazione del danno. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Genova in diversa composizione, che dovrà riesaminare i capi accolti e provvedere anche sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 132 n. 4 c.p.c.

    Richiamato come parametro del vizio di motivazione o nullità della sentenza per motivazione apparente o mancante.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato in relazione al vizio di omessa pronuncia su domande o eccezioni ritualmente devolute al giudice.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato quale norma sulla motivazione della sentenza.

  • art. 360 n. 4 c.p.c.

    Utilizzato per denunciare nullità processuali, tra cui omessa pronuncia e travisamento percettivo della prova.

  • art. 360 n. 5 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente per omesso esame di fatti decisivi.

  • art. 345 c.p.c.

    L'eccezione di usucapione del diritto a mantenere una costruzione a distanza inferiore è eccezione nuova e, se proposta per la prima volta in appello, è inammissibile.

  • art. 873 c.c.

    Le distanze legali tra costruzioni si applicano anche in presenza di dislivello tra i fondi e anche quando le costruzioni non si fronteggiano pienamente; inoltre, un manufatto che perda la funzione di mero contenimento e diventi costruzione soggiace a tale norma.

  • art. 878 c.c.

    Il muro di cinta presuppone due facce libere; non è tale il manufatto che svolga funzione di sostegno o si configuri come parte di una nuova costruzione.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato nelle censure sulla prova dei fatti e sulla quantificazione del danno.

  • art. 948 c.c.

    Richiamato nelle censure, senza specifica autonoma applicazione nella decisione.

  • artt. 949 ss. c.c.

    Richiamati nelle censure, senza specifica autonoma applicazione nella decisione.

  • art. 1146 c.c.

    Richiamato nelle censure, senza specifica autonoma applicazione nella decisione.

  • art. 1158 c.c. e ss.

    Richiamati nelle censure in relazione all'usucapione.

  • art. 1117 c.c.

    Richiamato nelle censure in tema di proprietà dell'intercapedine, senza accoglimento espresso su tale base.

  • art. 1127 c.c.

    Il diritto di sopraelevare incontra il limite delle condizioni statiche dell'edificio: non serve un danno già verificato, essendo sufficiente il potenziale pregiudizio alla stabilità; il giudice di merito deve valutare correttamente le risultanze tecniche sul punto.

  • art. 115 c.p.c.

    Il giudice non può fondare la decisione su prove non realmente offerte o travisate; il travisamento del contenuto oggettivo della prova è censurabile in cassazione.

  • art. 1226 c.c.

    Richiamato in relazione alla liquidazione equitativa del danno, ma il relativo motivo è stato assorbito.

  • art. 395 c.p.c.

    Richiamato per distinguere il travisamento della prova dalla revocazione.

  • art. 31 L. n. 457 del 1978

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno della censura edilizia sulla qualificazione dell'intervento.

Massime di principio

  • In tema di distanze legali tra costruzioni, l'art. 873 c.c. si applica anche quando i fabbricati insistano su fondi a quote diverse e non si fronteggino perfettamente: il dislivello non esclude l'esigenza di rispettare la distanza minima.
  • Un manufatto che originariamente assolveva funzione di contenimento del terreno, se viene radicalmente trasformato con svuotamento del terrapieno e inserimento di un volume residenziale, perde la natura di semplice muro di sostegno e va qualificato come nuova costruzione soggetta alle distanze legali.
  • L'eccezione di usucapione del diritto a mantenere una costruzione a distanza inferiore a quella di legge è eccezione in senso stretto e, se proposta per la prima volta in appello, è inammissibile.
  • L'omessa pronuncia su una domanda o eccezione inammissibile non integra vizio della sentenza, perché il giudice non ha l'obbligo di decidere nel merito su una pretesa processualmente inammissibile.
  • Ai fini dell'art. 1127 c.c., il limite delle condizioni statiche dell'edificio attiene all'esistenza stessa del diritto di sopraelevazione: è sufficiente il potenziale pregiudizio alla stabilità, non occorrendo un danno strutturale già verificatosi.
  • Il travisamento del contenuto oggettivo della prova, anche se riferito a una consulenza tecnica d'ufficio, è censurabile in cassazione quando il giudice attribuisca alla prova un contenuto diverso da quello realmente emergente dagli atti.
  • La motivazione sulla ripartizione di beni o facoltà di godimento su una intercapedine deve spiegare il fondamento giuridico del divieto o dell'uso consentito; la sola constatazione fattuale di un accesso non basta, da sola, a giustificare la decisione.

Come è indicizzato

MaterieProprietàProveImmobileCompravendita immobiliare
RamiDiritti realiProcesso civileImmobiliare
IstitutiOnere della provaGiudicatoNullitàPrescrizione

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