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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15388/2024 del 12/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Bologna che aveva parzialmente riformato il giudizio abbreviato. Rios Cana ha censurato il trattamento sanzionatorio, denunciando errata applicazione dell'aggravante di cui all'art. 80, comma 2, del D.P.R. n. 309/1990 e il mancato riconoscimento di circostanze attenuanti generiche nonostante un comportamento collaborativo (presentazione spontanea all'aeroporto). Navarro Delgado ha dedotto manifesta illogicità nella trattazione delle intercettazioni e contestato l'attribuzione del ruolo di organizzatore nell'importazione di hashish (capo E), nonché l'erronea applicazione degli artt. 56 c.p. (tentativo) e 73 D.P.R. n. 309/1990 (importazione di stupefacenti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi per motivi manifestamente infondati o improponibili. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di merito: l'aggravante ex art. 80, comma 2, D.P.R. 309/1990 è compatibile con la condanna relativa all'importazione e detenzione di 132,75 kg di hashish; le attenuanti generiche non sono state riconosciute perché la condotta di mettere a disposizione gli inquirenti derivava dalla consapevolezza dell'esistenza di un provvedimento di custodia cautelare, e dunque non configurava ravvedimento. Quanto alle intercettazioni e alla valutazione probatoria relative a Navarro Delgado, la Cassazione ha ricordato che l'interpretazione del linguaggio e la valutazione del compendio probatorio sono questioni di fatto rimesse al giudice di merito e non sindacabili in Cassazione salvo vizio di motivazione logico. Per legge i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen. (comma finale citato)

    Richiamato in correlazione all'imputazione complessiva; nella sentenza è indicato come parte delle norme richiamate per i capi di imputazione, senza che la Cassazione modifichi la valutazione del giudice di merito.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in relazione al concorso di persone nel reato; la sentenza conferma che la qualificazione dei ruoli è questione di merito non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.

  • art. 73 D.P.R. n. 309/1990

    Norma-sistema sugli illeciti in materia di stupefacenti (importazione, detenzione); la Corte di merito ha ritenuto integrata la fattispecie rispetto alle importazioni contestate, valutazione non rimossa dalla Cassazione.

  • art. 80, comma 2, D.P.R. n. 309/1990

    Aggravante speciale prevista per determinate condizioni quantitative/qualitative nel reato di stupefacenti: la Corte ha ritenuto applicabile l'aggravante alla luce dell'ingente quantità (132,75 kg di hashish).

  • art. 56 cod. pen.

    Riguarda il tentativo del reato: la Cassazione ha ricordato che la qualificazione del tentativo e la rilevanza delle trattative sono valutazioni di fatto del giudice di merito, non sindacabili in sede di legittimità salvo vizio motivazionale.

  • art. 173, comma 1, disposizioni attuative c.p.p.

    Previsione procedurale sulla forma riassuntiva del ricorso; i motivi sono stati presentati in forma riassuntiva come consentito dall'articolo.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non rientra nella valutazione di merito: l'interpretazione di intercettazioni o il giudizio sulla credibilità e sui ruoli criminogeni sono questioni di fatto riservate al giudice di merito e sottratte al sindacato di legittimità salvo errori logico-motivazionali evidenti.
  • L'applicazione di aggravanti legate alla quantità di stupefacente (ex art. 80 DPR 309/1990) è valutata concretamente rispetto alle quantità accertate; grandi quantitativi sono ragionevole base per confermare aggravanti anche se contestate dall'imputato.
  • La presentazione spontanea alle autorità non comporta automaticamente il riconoscimento di attenuanti per ravvedimento: rileva la genuinità del comportamento e il suo movente; se dovuto alla consapevolezza di un'imminente custodia cautelare non configura necessariamente ravvedimento meritevole di attenuazione.
  • In sede di cassazione motivi che chiedono una diversa valutazione delle prove (anche se fondati su diversa interpretazione delle intercettazioni) sono in gran parte improponibili se mirano a una semplice riconsiderazione del fatto senza dimostrare vizi di motivazione.
  • L'inammissibilità dei ricorsi per manifesta infondatezza comporta anche la condanna alle spese e la sanzione pecuniaria prevista (qui: versamento alla cassa delle ammende), per disincentivare impugnazioni prive di prospettiva di successo.

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