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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47387/2022 del 15/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso articolando due motivi principali: 1) vizio di motivazione sulla sussistenza del reato di bancarotta fraudolenta documentale, deducendo che era amministratore di diritto per un periodo brevissimo (circa un mese) e che le scritture contabili erano state istituite solo dopo la trasformazione in societa' di capitali, per cui non sarebbe logico attribuirgli responsabilita' per la tenuta caotica dei libri; 2) vizio di motivazione nell'attribuzione della qualifica di amministratore di fatto, contestando l'attendibilita' delle dichiarazioni di testimoni (in particolare Anna Mameli) e sostenendo che documenti come una mail del 30/07/2012 dimostrerebbero al piu' una ingerenza occasionale e non l'esercizio continuativo e significativo dei poteri gestori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nel merito, confermando la condanna per bancarotta fraudolenta documentale (pena principale di 2 anni e 2 mesi di reclusione e pene accessorie fallimentari), ritenendo congrua la valutazione del giudice di merito circa l'esercizio di poteri gestori di fatto da parte di Saba sulla base di plurimi elementi convergenti (dichiarazioni di Mameli, mail del 30/07/2012, esposti e comportamenti riferiti). Tuttavia la Corte ha rilevato d'ufficio l'illegalita' della determinazione della durata delle pene accessorie irrogate ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 216 r.d. n. 267, alla luce della pronuncia di incostituzionalita' e della giurisprudenza delle Sezioni Unite. Perciò la sentenza e' stata annullata limitatamente alla determinazione della durata delle pene accessorie e rinviata ad altra Sezione della Corte d'appello di Cagliari per rideterminare la durata secondo i criteri dell'art. 133 cod. pen.; nel resto il ricorso e' stato respinto.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Richiamata in relazione alla richiesta di discussione orale formulata dal difensore, conferma il quadro procedurale circa la discussione in udienza

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'ambito di censura in cassazione ai motivi enunciati e ai limiti procedurali previsti

  • art. 2639 cod. civ.

    Definisce la nozione di amministratore di fatto: per l'accertamento e' necessario l'esercizio continuativo e significativo dei poteri tipici dell'organo di gestione

  • regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, art. 216, ultimo comma

    la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa per la durata di dieci anni l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacita per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa (testo nella parte poi dichiarata incostituzionale)

    La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la parte che imponeva automaticamente la durata fissa di dieci anni; la conseguenza e' che le pene accessorie con termine devono essere determinate in concreto dal giudice sulla base dei criteri dell'art. 133 cod. pen.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena (comportamento, personalita' dell'imputato, attenuanti/agggravanti etc.): deve essere usato dal giudice per modulare concretamente la durata delle pene accessorie dopo la declaratoria di incostituzionalita'

  • Corte costituzionale, sent. n. 222 del 2018

    Ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale della parte dell'art. 216 r.d. che fissava automaticamente la durata di dieci anni, imponendo l'obbligo di determinazione concreta della durata da parte del giudice

  • Sezioni Unite, sent. n. 28910 del 28/02/2019 (Suraci)

    Ha chiarito che, dopo la declaratoria di incostituzionalita', le pene accessorie per le quali la legge indica un termine devono essere determinate in concreto in base ai criteri di cui all'art. 133 cod. pen.

Massime di principio

  • La qualifica di amministratore di fatto richiede l'esercizio continuativo e significativo di poteri gestori: non e' indispensabile che siano esercitati tutti i poteri, ma occorre un'attivita' gestionale non meramente occasionale
  • La valutazione della attendibilita' dei testimoni e la ricostruzione fattuale spettano in primo luogo al giudice di merito; la Cassazione interviene solo se la motivazione e' manifestamente illogica, contraddittoria o priva di elementi probatori
  • Documenti anche isolati, come una mail, possono assumere valore probatorio se inseriti in un quadro probatorio coerente e collegati ad altri elementi che dimostrano la prosecuzione di attivita' gestorie
  • Quando una norma che fissa automaticamente la durata di una pena accessoria viene dichiarata incostituzionale, il giudice deve determinare concretamente la durata residua secondo i criteri dell'art. 133 cod. pen.; la Cassazione puo' rilevare d'ufficio l'illegalita' della determinazione originaria
  • Il rigetto del ricorso per ricostruzione dei fatti non impedisce all'istante di ottenere correzione solo per vizi di diritto (p.es. determinazione illegale delle pene), che la Cassazione puo' annullare e rinviare per nuovo esame limitatamente a tali profili
  • Le censure generiche o aspecifiche sulla valutazione del materiale probatorio non soddisfano i requisiti per l'annullamento in cassazione: serve dimostrare vizi logici o omissioni nella motivazione

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