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Sentenza

Sentenza del 06/09/2022 n. 738 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria

Accertamento - società di capitali cessata e cancellata dal Registro delle Imprese - notificazioneall'ex socio - legittimazione passiva - sussiste - necessario riparto dopo laliquidazione finale - non sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di un avviso di accertamento (IRES, IVA, IRAP per 2012) notificato all'ex socio di una società di capitali (D S.r.l.) già cessata e cancellata dal Registro delle imprese. Questioni principali: 1) nullità della notifica perché effettuata all'ex socio; 2) impossibilità di imputare al socio il debito tributario della società estinta, in presenza (o meno) di riparto del patrimonio residuo dalla liquidazione.

La decisione

La Commissione tributaria regionale ha rilevato la nullità formale della sentenza di primo grado (perché il suo contenuto era estraneo alla causa) ma, procedendo nel merito, ha ritenuto legittima la notifica all'ex socio. Ha applicato il principio secondo cui l'ex socio subentra nei debiti della società estinta nei limiti della propria quota e ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate confermando l'avviso di accertamento. Le spese del grado di giudizio sono compensate.

Norme richiamate

  • cod. civ., art. 2495

    Articolo richiamato per il principio di successione nei rapporti attivi e passivi della società estinta: l'ex socio può essere chiamato a rispondere dei debiti sociali nei limiti della quota conferita.

  • D.Lgs. 546/92, art. 36

    Norma richiamata dall'Agenzia per contestare la sentenza di primo grado (nullità). Nel giudizio di merito la Commissione ha invece rilevato che la pronuncia di primo grado era inficiata ma ha comunque esaminato il merito della controversia.

  • c.p.c., art. 161

    Richiamato dall'Agenzia tra le censure procedurali; la decisione di merito non si è basata su vizi di notificazione dedotti dall'originario ricorso, perciò la doglianza non ha inciso sull'esito sostanziale.

Massime di principio

  • La notifica di un avviso di accertamento all'ex socio di una società di capitali cessata e cancellata è legittima: l'ex socio subentra nei debiti sociali nei limiti della propria quota.
  • L'assenza di un effettivo riparto del patrimonio residuo dalla liquidazione non impedisce all'Amministrazione finanziaria di perseguire gli ex soci: possono infatti emergere sopravvenienze attive o beni non contabilizzati che giustificano il recupero.
  • Sull'esistenza di un riparto gravano in genere oneri probatori differenziati: la presunzione che gli utili risultanti dal bilancio finale siano stati ripartiti può essere invocata dall'Ufficio, mentre il contribuente può cercare di dimostrare il contrario (ad es. mancato pagamento delle quote di liquidazione).
  • Errori o nullità nella sentenza di primo grado non necessariamente estinguono la controversia: la Corte/Commissione d'appello può rilevare l'infondatezza della pronuncia precedente e decidere nel merito.
  • Per un soggetto che si trovi in situazione analoga è fondamentale conservare e produrre documentazione della liquidazione (bilancio finale, verbali di riparto, evidenze di pagamento) per contrastare la pretesa erariale.
  • Gli Uffici fiscali possono legittimamente cercare un titolo esecutivo anche dopo la cessazione della società; i termini e i limiti della responsabilità sono comunque regolati dalla normativa societaria e tributaria (quota di responsabilità pro rata).

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