Cassazione Penale, Sentenza n. 29968/2024 del 22/07/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorsi per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro del 03/10/2023: i singoli imputati (Aprigliano, Bagnato A.S., Bagnato G., Iaquinta D.) impugnano le conferme di responsabilità penale, le statuizioni civili e di confisca; il Procuratore generale impugna la parte della sentenza che ha assolto Colao Domenico dal capo 13) (falsi testamenti) per non aver commesso il fatto, sostenendo che le sue condotte (predisposizione e pubblicazione di testamenti, partecipazione a trattative e atti notarili) integrano concorso nel reato. I motivi comprendono censure su concorso di persone, sussistenza del dolo, riconoscimento dell\'aggravante del "metodo mafioso", valutazione delle prove testimoniali e della misura di prevenzione patrimoniale (confisca).
La decisione
La Cassazione: accoglie il ricorso del Procuratore generale limitatamente al capo 13) nei confronti di Colao Domenico, annulla la sentenza impugnata per quel capo e rinvia per nuovo giudizio a diversa sezione della Corte d'appello di Catanzaro; dichiara inammissibili o respinge i ricorsi principali degli imputati Aprigliano Stefania, Bagnato Antonio Santo e Bagnato Giuseppe; rettifica la pena pecuniaria di Iaquinta Domenico (multa rideterminata in euro 633,00); condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e dispone la condanna al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende per i profili di inammissibilità; nulla dispone sulle spese di giudizio in favore delle parti civili per mancanza di specifica domanda. Complessivamente, la sentenza di merito resta in gran parte confermata, salvo il rinvio per Colao e la rettifica tecnica della multa.
Norme richiamate
Usato per valutare il concorso di persone nel reato: la Corte ricorda che rileva qualsiasi contributo causale, anche accessorio o post factum, purché integrante un progetto unitario criminoso.
L\'aggravante "metodo mafioso" può essere ritenuta anche sulla base di elementi contestuali e della percezione della vittima; non è necessario un richiamo esplicito all\'associazione se l\'azione evoca il potere criminale noto nel territorio.
Riferiti ai delitti di falsità in atti e relativi reati: la mera qualifica di beneficiario non esclude la responsabilità concorsuale quando sussistono prove di partecipazione e contributi al disegno criminoso.
Riguarda l\'estorsione: la sentenza conferma che l\'estorsione contrattuale (imposizione del contraente) è configurabile anche senza minacce esplicite quando la vittima si sente sottoposta a timore concreto.
art. 620, comma 1, cod. civ.
Richiamato per spiegare che la pubblicazione del testamento è l\'atto che conferisce efficacia al documento: attività post delictum volta a rendere efficace l\'illecito può concorrere alla responsabilità.
Norma sulle misure patrimoniali di prevenzione: la Corte ritiene legittimo l\'uso di indici indiziari (es. tabelle ISTAT) per ricostruire la sproporzione tra redditi e acquisti e giustificare la confisca di prevenzione, purché non contraddetti dai dati concreti.
art. 62-bis, 132, 133 cod. pen.
Riguardano circostanze attenuanti e determinazione della pena: la Corte valuta la reiterazione e la personalità nel bilanciamento della pena e conferma la discrezionalità del giudice di merito a condizione di motivazione adeguata.
art. 125, 192, 546 disp. att. cod. proc. pen.
Norme processuali richiamate in relazione ai vizi di motivazione, ammissibilità dei ricorsi e limiti procedurali nella formulazione dei motivi.
Applicato nella valutazione della continuazione e dell\'aumento di pena: la Corte specifica che la prescrizione di alcuni reati non impone automaticamente la riduzione della continuazione se la motivazione del giudice è congrua.
Massime di principio
- Il concorso di persone può ricomprendere contributi "accessori" e attività post delictum se essi risultano parte di un progetto criminoso unitario; non è necessaria la materiale commissione del fatto per essere concorrente.
- La qualifica di beneficiario di un atto falso non esonera dalla responsabilità se da elementi processuali emerge il coinvolgimento attivo o il contributo funzionale all\'illecito.
- L\'aggravante del "metodo mafioso" può essere desunta dal contesto, dalle modalità della condotta e dalla percezione della vittima nel territorio, non richiedendo sempre un'esplicita evocazione dell\'associazione.
- In tema di misure patrimoniali di prevenzione, i giudici possono usare indicatori statistici (es. ISTAT) come elementi indiziari per ricostruire la capacità di spesa del nucleo familiare, purché il metodo non sia manifestamente illogico e i dati concreti non lo smentiscano.
- Quando la Corte d\'appello ribalta un\'assoluzione di primo grado è richiesto un maggior rigore motivazionale: l\'appello che riforma l\'assoluzione deve confrontarsi puntualmente con le argomentazioni del primo giudice.
- In cassazione, i motivi vaghi o generici sono frequentemente dichiarati inammissibili: è necessario un preciso confronto critico con i passaggi motivazionali impugnati.
- La valutazione della pena e della continuazione è rimessa al giudice di merito se adeguatamente motivata; il ricorso in cassazione può correggere solo vizi di motivazione o errori giuridici evidenti.
- L\'attività di persuasione o convocazione della vittima in presenza di un soggetto notoriamente pericoloso può integrare intimidazione idonea a configurare un\'estorsione anche senza minacce verbali dirette.
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