Cassazione Penale, Sentenza n. 50678/2023 del 19/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva l'assenza di difesa nel corso del giudizio di appello: il difensore di fiducia originario, Avv. Elena Beltramo, era stata sospesa dall'esercizio della professione (21/11/2022) e la notifica del decreto di citazione per l'appello era stata effettuata per errore a un'omonima non nominata, per cui l'imputato è rimasto privo di difensore in udienza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Dall'esame del fascicolo è emerso che la notifica del decreto di citazione è stata effettuata a un'omonima non nominata e che la difesa di fiducia era sospesa per incompatibilità prevista dalla legge; quindi l'imputato è rimasto senza difensore durante l'appello, determinando una nullità assoluta del giudizio di appello ai sensi dell'art. 179 c.p.p. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha trasmesso gli atti alla Corte di appello di Torino perché si proceda nuovamente al giudizio con il regolare instaurarsi del contraddittorio e della difesa tecnica.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990
Norma sostanziale contestata in primo grado (dettagliata per il capo di imputazione originario), citata nel fascicolo come riferimento alla fattispecie penale oggetto del processo
Ulteriore norma sostanziale richiamata nel capo di imputazione originario
La Corte interpreta questa norma come fonte della nullità assoluta insanabile del giudizio quando viene meno la difesa tecnica dell'imputato nel corso dell'udienza d'appello; in tali ipotesi la sentenza di appello deve essere annullata
art. 97, comma 11, cod. proc. pen.
Disciplina la nomina del difensore d'ufficio: la Corte territoriale ha provveduto a nominare un difensore d'ufficio dopo l'udienza, ma tale nomina non ha potuto sanare la nullità già consumatasi per la mancanza di difesa in udienza
art. 33 del d.l. n. 17/2022 (conv. L. n. 34/2022) e art. 11 del d.l. n. 80/2021 (comma 2‑bis)
Prevedono l'incompatibilità e la conseguente sospensione dall'esercizio della professione forense per chi assume determinati incarichi presso l'amministrazione pubblica; ciò ha determinato la sospensione della difensore di fiducia e la sua ineffettiva partecipazione al processo
Massime di principio
- La notifica del decreto di citazione per l'appello deve essere eseguita a un difensore effettivamente nominato (di fiducia o d'ufficio); una notifica a persona omonima non nominata non sostituisce la regolare notificazione e non garantisce il diritto alla difesa.
- Se il difensore risultasse sospeso o incompatibile per legge prima dell'udienza, il giudice di appello deve verificare e, se necessario, nominare tempestivamente un difensore d'ufficio prima di procedere: la mancata instaurazione della difesa tecnica in udienza determina nullità assoluta.
- La nullità per mancanza di difesa tecnica è insanabile ex art. 179 c.p.p.: l'eventuale nomina del difensore dopo la celebrazione dell'udienza non può sanare il vizio già consumatosi.
- In caso di omonimia tra professionisti, gli uffici devono verificare i dati identificativi (codice fiscale, PEC professionale) prima di effettuare notifiche processuali; l'errore materiale nella identificazione può privare di efficacia la notifica.
- Chi intende impugnare una sentenza per violazione del diritto alla difesa deve dedurre la nullità tempestivamente e può ottenere l'annullamento della decisione con rinvio per nuovo giudizio, salvo che la Cassazione disponga l'annullamento senza rinvio e la trasmissione per nuovo giudizio quando ricorra la nullità assoluta.
- Per gli operatori difensivi: verificare sempre la propria posizione giuridica (esistenza di sospensioni o incompatibilità) e comunicare tempestivamente all'ufficio giudiziario ogni variazione, per evitare pregiudizi al cliente.
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