Cassazione Penale, Sentenza n. 50487/2023 del 19/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 20/04/2023 che ha rigettato l'istanza di revoca dell'ordine di demolizione di un immobile abusivo emesso dal P.M. (08/03/2023). Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il Tribunale avrebbe riconosciuto la necessità di applicare il principio di proporzionalità (anche alla luce della giurisprudenza della Corte EDU) ma avrebbe ignorato che l'immobile era la sua abitazione dal 2009, senza fornire adeguata valutazione delle sue concrete condizioni abitative.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Salerno avesse correttamente richiamato la giurisprudenza interna e sovranazionale sul principio di proporzionalità e avesse giustamente escluso l'applicabilità del principio nella fattispecie, poiché il ricorrente non aveva documentato elementi concreti (es. indisponibilità di altri beni, insufficienza del reddito, impossibilità di procurarsi altro alloggio). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Richiamato solo per evidenziare che sullo stesso immobile era stata pronunciata una sentenza di patteggiamento; non è stata fornita una citazione testuale dell'articolo nella sentenza impugnata
Principio di proporzionalità (giurisprudenza Corte EDU)
La Corte EDU e la giurisprudenza sovranazionale richiedono il bilanciamento tra interesse pubblico al rispetto della disciplina edilizia e la tutela del domicilio; nella fase esecutiva dell'ordine di demolizione va valutata la concreta situazione del soggetto (es. assenza di alternative abitative, condizioni economiche) ma l'applicazione del principio richiede allegazioni e prove specifiche
Massime di principio
- Le doglianze generiche in cassazione sono inammissibili: il ricorso deve criticare in modo specifico la parte decisoria dell'atto impugnato e non limitarsi a ripetere principi generali
- Nel caso di ordine di demolizione di un immobile adibito a civile abitazione, il principio di proporzionalità impone una valutazione del bilanciamento fra interesse pubblico e tutela del domicilio; tuttavia l'onere probatorio circa la sussistenza di condizioni eccezionali (assenza di alternative abitative, reddito insufficiente, impossibilità di reperire altra sistemazione) grava sul ricorrente
- Per ottenere la revoca o la sospensione di un ordine di demolizione è necessario allegare e documentare elementi concreti e specifici (contratti di residenza, attestazioni reddituali, certificazioni sull'impossibilità di reperire altro alloggio, prove della convivenza stabile nell'immobile), non mere affermazioni generiche
- In sede di impugnazione è importante contestare in modo puntuale la motivazione decisoria del giudice di merito: occorre indicare errori logico-giuridici o omissioni specifiche piuttosto che limitarsi a richiamare massime di diritto
- Il mancato deposito di prove idonee può comportare non solo il rigetto dell'istanza, ma anche la condanna alle spese e a somme a favore della Cassa delle Ammende, se il ricorso è dichiarato inammissibile
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