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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50480/2023 del 19/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del riesame che ha rigettato l'appello avverso il diniego di revoca del sequestro preventivo dell'immobile sito in Milano, via De Sanctis n.10. Contestava che le opere realizzate fossero di sola messa in sicurezza e consolidate in forza di titoli amministrativi (SCIA e deposito sismico) acquisiti prima degli interventi; che, in ogni caso, si era trattato di opere effettuate in vigenza del titolo e non di nuovo ampliamento abusivo; che la revoca del titolo da parte del Comune non equivaleva a inesistenza del titolo al momento dei lavori; che la successiva cessione/assegnazione dell'immobile alla Fondazione Campus Studi Martino e il nuovo progetto edilizio eliminavano il pericolo di reiterazione dei reati e i pregiudizi economici derivanti dal sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi di motivazione (motivi generici, articolazione in fatto e richiesta di rivalutazione di elementi di merito non consentita). Ha ritenuto che il ricorso mirasse a sindacare fatti e valutazioni probatorie proprie del giudice di merito; ha escluso l'esistenza di violazioni di legge tali da giustificare la cassazione e ha confermato che il provvedimento del riesame conteneva motivazione adeguata circa il fumus commissi delicti e la sussistenza delle esigenze cautelari. Ha inoltre rilevato che la presenza del nuovo proprietario (Fondazione) e del nuovo progetto non assorbe automaticamente la rilevanza cautelare delle opere preesistenti. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alle spese del procedimento.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001, art. 44, comma 1, lett. B

    La Corte evidenzia che l'art. 44 si riferisce alla realizzazione di opere abusive di ampliamento: in tale contestazione resta estraneo il profilo della stabilità; la qualificazione di abuso edilizio per ampliamento è centrale nella valutazione del fumus.

  • d.P.R. 380/2001, artt. 71, 72 e 95

    Norme richiamate in relazione alle violazioni edilizie/amministrative contestate: la loro applicazione è stata presa a riferimento dal giudice di merito per valutare la fondatezza degli accertamenti amministrativi e la possibile natura illecita degli interventi.

  • cod. proc. pen., art. 321

    Articolo evocato dal ricorrente come presunta violazione di legge: la Corte osserva che non è stata dimostrata una violazione di legge di carattere tale da giustificare la cassazione; la questione ricade nella valutazione di merito.

  • cod. proc. pen., art. 325

    Articolo evocato dal ricorrente tra le presunte violazioni procedurali: la Corte non ha riscontrato violazioni di legge riconducibili a tale norma, rigettando la doglianza come rimesa a valutazioni di fatto.

  • disp. att. c.p.p., art. 173, comma 1

    richiamato come limite alla esposizione dei motivi in cassazione (il ricorrente ha esposto i motivi nei limiti strettamente necessari), ma la Corte sottolinea comunque i limiti procedurali alla nuova valutazione di merito in sede di legittimità.

  • cod. proc. pen., art. 606, comma 1, lett. E

    Norma sui motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione): la Corte richiama che il ricorso contestava la motivazione del giudice del riesame e che, in materia di sequestri, il sindacato di legittimità è limitato; solo vizi di motivazione radicali o violazioni di legge possono giustificare la cassazione.

  • cod. proc. pen., art. 616

    Norma richiamata in relazione alle conseguenze dell'inammissibilità: la Corte ha disposto il versamento di una somma alla Cassa delle ammende e liquidato le spese del procedimento, ai sensi di disposizioni di carattere sanzionatorio/procedurale.

Massime di principio

  • In sede di Cassazione contro provvedimenti di sequestro preventivo/probatorio il sindacato è limitato: ammissibili in linea di principio solo motivi di violazione di legge; non è consentita una libera rivalutazione del merito o delle prove.
  • La Corte richiede che i motivi dedotti in cassazione siano specifici e non meramente un generico vizio di motivazione o una rinnovata esposizione di fatti già valutati in grado di merito.
  • La produzione di documenti in Cassazione è ammessa solo in casi molto circoscritti (documenti non esibibili nei precedenti gradi e non costituenti nuova prova che richieda rivalutazione di merito); altrimenti la Corte può non considerarli.
  • Per disporre o revocare un sequestro preventivo è sufficiente la sussistenza del 'fumus commissi delicti' inteso come elementi concreti e persuasivi (anche indiziari) che consentano una prognosi negativa: non è necessario raggiungere il livello dei gravi indizi di colpevolezza ex art. 273 c.p.p.
  • La sopravvenuta titolarità dell'immobile a soggetti 'più affidabili' o un nuovo progetto non eliminano automaticamente la rilevanza cautelare rispetto ad opere edilizie pregresse: ciò che conta è la conformità delle opere già eseguite rispetto agli strumenti urbanistici al tempo della loro realizzazione.
  • Se l'urgenza di messa in sicurezza è prospettata, la via corretta è chiedere l'autorizzazione al Pubblico Ministero per l'esecuzione di lavori strettamente necessari; il sequestro in quanto tale non impedisce automaticamente tali interventi se autorizzati dall'autorità competente.
  • Nel proporre ricorso in materia cautelare, evitare argomentazioni prevalentemente in fatto o la produzione massiva di nuova documentazione: concentrare i motivi su presunte violazioni di legge chiaramente individuate e dimostrabili.

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