Cassazione Penale, Sentenza n. 50484/2023 del 19/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 19/11/2022 che rigettava la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione e, in subordine, l'individuazione della procedura di rimessione in pristino nonché la proposta della ricorrente di eseguire direttamente il ripristino. La ricorrente deduceva, in particolare, che la Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto ricompresa nelle opere abusive anche una piattaforma in cemento mentre la sentenza di condanna del Tribunale di Agrigento aveva fatto riferimento solo al manufatto e al muro di recinzione; contestava inoltre la qualificazione della presunta esistenza di un fabbricato rurale preesistente nonché l'attribuzione di carattere dilatorio alla sua offerta subordinata di eseguire il ripristino.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto incensurabile il percorso argomentativo della Corte d'Appello, che aveva richiamato integralmente precedenti decisioni (2017 e 2021) affermando l'insuscettibilità di sanatoria dell'intero immobile, ivi compresa la piattaforma cementizia, per la collocazione in fascia di inedificabilità assoluta e per vincoli paesaggistici. Ha escluso che l'attestato comunale del 1992 costituisse elemento di novità essendo anteriore alla decisione irrevocabile di condanna. Ha poi rigettato la domanda subordinata di individuazione della ricorrente come soggetto incaricato del ripristino, valutando che la disponibilità espressa era condizionata alla simultanea ricostruzione del fabbricato rurale, condizione impraticabile nella fase di demolizione. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Il giudicato di condanna, una volta divenuto irrevocabile, impedisce la riconsiderazione delle stesse questioni se non emergono fatti o elementi di novità sopravvenuti.
- Documenti o attestati anteriori alla pronuncia definitiva non costituiscono di per sé novità idonea a sovvertire un giudicato
- Opere realizzate in fascia di inedificabilità assoluta o soggette a vincoli paesaggistici possono essere ritenute insuscettibili di sanatoria, sia che si tratti di fabbricati che di opere in cemento come piattaforme o basamenti
- Un'offerta di esecuzione diretta del ripristino può essere considerata 'dilatoria' se condizionata a eventi non realizzabili nella fase di demolizione o subordinata a condizioni che eludono l'immediata esecuzione
- Per ottenere l'accoglimento di istanze volte a rimettere in discussione provvedimenti di demolizione occorre fornire elementi nuovi, concreti e precedentemente non valutati che incidano sul giudicato o sugli obblighi di ripristino
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