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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05795/2026 del 12/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale che confermò la custodia cautelare in carcere disposta dopo l'arresto in flagranza e la convalida, deducendo (con un unico motivo) violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p. per presunta illegittimità della richiesta di misura cautelare formulata dal vice procuratore onorario delegato all'udienza, mentre il pubblico ministero titolare avrebbe indicato la richiesta degli arresti domiciliari. Il ricorso lamenta quindi che il vice procuratore non avrebbe potuto autonomamente richiedere la misura più afflittiva.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo generico e confuso (anche in quanto formalmente riferito a violazione di legge sostanziale quando la questione è di natura processuale) e manifestamente infondato sul merito: il vice procuratore onorario, munito di delega per l'udienza di convalida e per il giudizio direttissimo, è legittimato ad esercitare le attività processuali previste dall'art. 162 disp. att. c.p.p., potendo, alla luce degli sviluppi dell'udienza e delle informazioni rese da agenti e arrestato, formulare anche autonoma richiesta di misura cautelare (art. 163 disp. att. c.p.p.), come confermato dalla giurisprudenza di legittimità e dalla normativa successiva (d.lgs. 13/07/2017, n.116, art.17, comma 3, lett. b). Perciò il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali, al pagamento, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., e al versamento in via equitativa di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. Disposto l'invio alla cancelleria per gli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Norma richiamata dal ricorrente come presunta violata; la Corte osserva che il ricorso è formulato genericamente rispetto a questa disposizione e che la censura è in realtà di natura processuale, non sostanziale.

  • art. 162 disp. att. c.p.p.

    Interpretata dalla Corte nel senso che la delega al vice procuratore onorario per l'udienza di convalida/autosufficiente autorizza lo svolgimento di tutte le attività processuali proprie dell'udienza, con la possibilità (non obbligo) di consultare il delegante; quindi il vice procuratore può adeguare la contestazione e formulare autonome richieste di misura cautelare.

  • art. 163 disp. att. c.p.p.

    Richiamato per sottolineare che il vice procuratore onorario può formulare richiesta di misura cautelare alla luce dell'esito dell'audizione della polizia giudiziaria e della presentazione dell'arrestato al giudice.

  • Sez. 6, n. 16170 del 07/04/2011 (Afkir)

    Giurisprudenza richiamata che conferma la legittimità della contestazione e di iniziative del vice procuratore onorario nel corso dell'udienza di convalida, anche riguardo aggravanti.

  • Sez. U, n. 13716 del 24/02/2011 (Fatihi)

    Decisione delle sezioni unite citata in favore dell'ampiezza del potere di delega riconosciuto al vice procuratore onorario.

  • art. 17, comma 3, lett. b) d.lgs. 13 luglio 2017, n. 116

    Normativa interpretativa/innovativa che esplicitamente prevede la possibilità per il vice procuratore onorario, nei procedimenti davanti al giudice monocratico (salvo specifiche eccezioni), di svolgere per delega le funzioni di pubblico ministero senza ulteriori limitazioni rispetto a specifiche attività, rafforzando la legittimazione a formulare richieste in udienza.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per l'onere delle spese a carico del ricorrente quando il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione ai criteri di ripartizione della sanzione pecuniaria (Cassa delle Ammende), utilizzata per motivare il versamento di una somma equitativa da parte del ricorrente.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Norma richiamata in ordine agli adempimenti della cancelleria successivi alla decisione.

Massime di principio

  • Quando un vice procuratore onorario è regolarmente delegato per l'udienza di convalida e per il giudizio direttissimo, la giurisprudenza e la normativa consentono che svolga le funzioni di pubblico ministero nell'ambito di quell'udienza, inclusa la formulazione di richieste di misura cautelare adeguate all'esito dell'udienza.
  • Le impugnazioni in Cassazione devono essere specifiche e ben inquadrate rispetto alla norma violata: motivi generici o confusi che travisano la natura della questione (sostanziale vs processuale) sono causa di inammissibilità.
  • Per contestare la legittimità dell'operato del vice procuratore onorario è necessario dimostrare la carenza o l'inesistenza di una valida delega o un concreto e specifico vizio procedurale; la sola discrepanza tra la posizione del PM titolare e l'atto del vice procuratore non è di per sé sufficiente.
  • La Corte può dichiarare inammissibile il ricorso e imporre spese e sanzioni (anche versamento alla Cassa delle Ammende) se la causa di inammissibilità non deriva da colpa grave del ricorrente, valutando però la consistenza della lite.
  • In casi simili è preferibile: a) documentare la mancanza di delega o i limiti della stessa; b) evidenziare il pregiudizio concreto derivante dall'atto contestato; c) distinguere chiaramente le censure di diritto sostanziale da quelle processuali.

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