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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05772/2026 del 12/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che, pur assolvendo Hoxha Erwin per il capo 1) e per il capo 20) già in appello, ha confermato le condanne in primo grado per gli altri imputati per associazione finalizzata al traffico di cocaina (art. 74 D.P.R. 309/1990) e per numerosi reati di detenzione, trasporto e occultamento di sostanza stupefacente (art. 73 D.P.R. 309/1990). Le censure principali riguardano: omissione o insufficienza di motivazione sulla sussistenza del sodalizio criminoso (mancanza di struttura, gerarchia e dolo specifico), travisamento delle intercettazioni e dell'attendibilità delle dichiarazioni testimoniali (es. Stanescu, Villino), errore nella qualificazione dell'associazione come non di lieve entità ai sensi del comma 6 dell'art. 74 (contestata la valutazione della gravità e del profilo quantitativo/operativo), vizio di motivazione quanto all'attribuzione di ruoli apicali a singoli imputati (es. Di Silvio, Hoxha Festim), impugnazioni delle imputazioni relative ai singoli episodi di occultamento/trasporto (capo 17, 20, 21, 22, 23 ecc.), doglianze sulla misura delle pene e sugli aumenti per continuazione ex art. 81 c.p., nonché contestazioni delle misure di confisca e del sequestro di denaro/beni (art. 240-bis c.p.). Per Hoxha Erwin si deduce specificamente la illegittima conferma di confisca, spese processuali e pena accessoria nonostante l'assoluzione dai reati principali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi svolti da Hoxha Elton, Hoxha Festim, Gentilucci Ivan, Di Rocco Domenico, Di Silvio Renato e Spanjolli Durim, confermando la valutazione di merito circa l'esistenza di un sodalizio criminoso organizzato e la fondatezza delle contestazioni di detenzione, occultamento e trasporto di cocaina; ha ritenuto corretta l'interpretazione delle intercettazioni, l'attendibilità delle dichiarazioni testimoniali richiamate e la qualificazione dell'associazione come non di lieve entità per le ragioni indicate (consistenze di mezzi, denaro, autovetture, immobili, armi, modalità operative e reiterazione). La Corte ha inoltre ritenuto non viziata la motivazione sugli aumenti per continuazione poiché quantitativamente modesti. Invece, quanto a Hoxha Erwin, la Corte ha accolto il motivo relativo alle statuizioni accessorie: essendo stato assolto per i reati principali, sono state annullate senza rinvio la condanna al pagamento delle spese processuali, la confisca della somma di euro 10.225,00 e l'applicazione dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici; le restanti contestazioni rivoltegli sono state esaminate e non hanno ottenuto accoglimento nella parte sostanziale. Di conseguenza i ricorsi principali sono in massima parte respinti e le condanne confermate per gli altri appellanti, salvo la statuizione favorevole limitata a Hoxha Erwin sulle misure accessorie e sulla confisca.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 74

    La Corte richiama che l'art.74 richiede un'entità autonoma, stabile e dotata di sostrato organizzativo (anche rudimentale) e la permanente consapevolezza e volontà di cooperare degli associati. Il comma 6 (ipotesi attenuata) è applicabile solo se l'associazione era dedicata esclusivamente a reati di lieve entità come definiti dall'art.73, comma 5; la presenza di struttura, mezzi, reiterazione e capacità di approvvigionamento esclude l'ipotesi attenuata.

  • D.P.R. 309/1990, art. 73

    Art.73 comma 1 incrimina detenzione/trasporto/ocultamento di stupefacenti; comma 5 delimita la 'lieve entità' per singole cessioni. La Corte sostiene che reati-fine continuativi, quantitativi rilevanti e capacità organizzativa complessiva impediscono di ricondurre l'attività all'ipotesi di lieve entità.

  • Codice penale, art. 240-bis

    Riferito alla confisca per sproporzione: la Corte osserva che la confisca è legittima se emerge la sproporzione tra patrimoni/beni e redditi leciti dichiarati; nel caso alcuni imputati non hanno provato l'origine lecita dei beni, mentre per Hoxha Erwin la confisca è stata annullata perché risultava assolto.

  • Codice penale, art. 81

    Regola gli aumenti di pena per continuazione; la Corte richiama il principio delle Sezioni Unite che richiede motivazione distinta per gli aumenti di ciascun reato satellite, ma osserva che aumenti di esigua entità possono non richiedere motivazione dettagliata.

  • Codice penale, art. 132

    Principio di discrezionalità nella commisurazione della pena: la Corte ricorda che il giudice di merito ha margine discrezionale e lo esercita sempre entro limiti logico-giuridici; aumenti esigui non configurano abuso.

Massime di principio

  • Per affermare il reato associativo ex art.74 D.P.R. 309/1990 non basta la mera ripetizione di reati fine: è necessario dimostrare un'entità con qualche elemento strutturale (anche minimo), la permanenza del vincolo e la consapevolezza/volontà degli associati di cooperare a un progetto criminale più ampio.
  • Rapporti di parentela o vincoli tra connazionali non escludono l'esistenza di un'associazione; anzi possono aggravare la valutazione, se emergono elementi di controllo e organizzazione comune.
  • La qualificazione dell'associazione come di 'minore gravità' (comma 6 art.74) richiede che tutte o comunque la maggior parte delle condotte rientrino nell'ipotesi di lieve entità ex art.73 comma 5; presenza di ingenti quote di stupefacente, armi, risorse economiche o reti di rifornimento esclude tipicamente la fattispecie attenuata.
  • Intercettazioni, captazioni ambientali e riscontri (sequestri, GPS, ritrovamenti coerenti con conversazioni) costituiscono elementi probatori rilevanti e possono legittimamente fondare la ricostruzione dell'associazione e dei ruoli, purché la loro interpretazione sia adeguatamente motivata in termini di logica e riscontri.
  • In caso di assoluzione dai reati principali, le misure accessorie e le statuizioni patrimoniali adottate a carico dell'assolto devono essere riconsiderate e, se ingiustificate, annullate; non è ammissibile mantenere confische o pene accessorie senza residua imputazione valida.
  • Quanto alla determinazione della pena per continuazione (art.81 c.p.), il giudice deve motivare l'aumento distintamente per i reati satellite, ma non è obbligato a motivare dettagliatamente aumenti di entità esigua; tuttavia è prudente fornire elementi minimali di collegamento per evitare vizio di motivazione.

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