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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22326/2023 del 23/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I difensori hanno sollevato una questione di incompetenza territoriale sostenendo che il reato associativo più grave (art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 o, al più, art. 416 c.p.) si sarebbe sviluppato principalmente nella penisola (con centro nel distretto di Firenze o nel circondario di Siena) e non in Sardegna, mentre i reati contestati a PIREDDA (detenzione di arma da sparo, ricettazione) sarebbero stati commessi nel circondario di Siena o in luogo ignoto e non avrebbero connessioni rilevanti con le condotte addebitate agli altri imputati. Il GUP di Cagliari, ritenendo la questione non manifestamente infondata, ha rimesso gli atti alla Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p. per la definizione della competenza.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile il rinvio pregiudiziale e, dopo aver esaminato i profili di diritto, ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di Siena per il procedimento relativo a PIREDDA Gonario. Ha motivato che per PIREDDA non emergono connessioni rilevanti con i reati contestati agli altri imputati e che la contestazione formale indica la commissione dell'illecito nel circondario di Siena; inoltre l'imputato ha residenza in quel circondario. Ha disposto la separazione degli atti e l'invio del procedimento al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siena.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Strumento di rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione per questioni di competenza territoriale; la Corte conferma che il rinvio è discrezionale per il giudice di merito e va esercitato quando la questione appare di una certa serietà e non manifestamente infondata, con obbligo di motivazione dell'ordinanza di rimessione

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare i canoni interpretativi relativi al conflitto di competenza; la Corte distingue il conflitto dall'istituto del rinvio pregiudiziale e delimita i casi in cui è obbligatoria la trasmissione d'ufficio

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Richiesta formale di denunciata incompatibilità/sollecitazione di conflitto deve corrispondere ai contenuti previsti dalla norma affinché sia astrattamente configurabile una situazione di conflitto

  • art. 21, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato per i termini decadenziali relativi all'eccezione di incompetenza per territorio e per la necessità di chiedere contestualmente la rimessione alla Corte di cassazione per evitare preclusioni

  • art. 125 cod. proc. pen.

    La rimessione deve essere motivata a pena di nullità, pertanto il giudice deve spiegare le ragioni della scelta di rinviare la questione alla Corte di cassazione

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sul più grave reato associativo collegato al traffico di sostanze stupefacenti; la Corte ha considerato la sede di realizzazione del programma criminoso per valutare la rilevanza della connessione territoriale

  • art. 416 cod. pen.

    Richiamato come possibile fattispecie alternativa di associazione semplice che, se prevalente, potrebbe determinare una diversa determinazione di competenza territoriale

Massime di principio

  • Se un imputato è contestato esclusivamente per reati commessi in un determinato circondario e non emergono connessioni rilevanti con reati più gravi attribuiti ad altri imputati in altro distretto, la competenza territoriale segue il luogo di commissione dei reati specifici o la residenza dell'imputato.
  • Il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. è uno strumento discrezionale del giudice di merito: deve essere utilizzato solo quando la questione appare seria e non manifestamente infondata e l'ordinanza deve essere motivata.
  • La parte che eccepisce l'incompetenza per territorio deve rispettare i termini e le formalità previste (art. 21 e art. 28 c.p.p.) e, se non richiede contestualmente la rimessione alla Corte, può incorrere in preclusione alla riproposizione della questione.
  • La mera coincidenza di indagini o di accordi parziali in una sede diversa non è sufficiente a stabilire la competenza territoriale comune se manca una connessione rilevante e strutturale tra le condotte contestate ai diversi imputati.
  • Il giudice che ritiene competente può procedere; se ritiene incompetente deve trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente; in alternativa, può rimandare la questione alla Corte di cassazione se la valutazione della competenza presenta profili di serietà e incertezza.

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