Cassazione Penale, Sentenza n. 22095/2023 del 23/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame del sequestro probatorio su 49 scatoloni e una busta contenenti canapa indiana. Il ricorrente deduce: (1) mancanza di fumus commissi delicti perché la canapa sarebbe "light" e conforme alla legge 242/2016 (THC sotto soglia); (2) difetto di motivazione del decreto di convalida (art.325 c.p.p.) perché non indicata la natura delle res sequestrate (corpo del reato o cose pertinenti); (3) illegittima integrazione da parte del giudice del riesame della motivazione relativa alle esigenze probatorie, con sostituzione del PM; (4) carenza di motivazione sul fumus e mancata indicazione della condotta contestata; (5) illegittima reiterazione del sequestro dopo annullamento formale del primo decreto, con violazione del principio di preclusione cautelare.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, nel sequestro probatorio, il fumus va valutato in termini di idoneità degli elementi a rendere necessarie acquisizioni probatorie ulteriori (non come giudizio di merito). Ha ritenuto congrua la motivazione del giudice del riesame circa il fumus, basata sulle modalità del rinvenimento, sulle rilevanti quantità e sull'assenza di documentazione comprovante la liceità della coltivazione. Ha considerato adeguata la motivazione circa le esigenze probatorie (esecuzione di accertamenti tecnici sul principio attivo) e legittima la specificazione che i beni costituiscono corpo del reato. Sulla reiterazione, ha ritenuto ammissibile il nuovo sequestro poiché l'annullamento del primo decreto era avvenuto per vizi formali (notifica) e non aveva comportato una valutazione di merito che producesse giudicato cautelare. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. 309/1990
Il reato contestato rientra nella disciplina sugli stupefacenti (art.73). La Corte ha ritenuto che la notizia di reato così formulata giustificasse l'acquisizione probatoria tramite sequestro per accertare la natura e il principio attivo della sostanza.
Legge 242/2016
La norma fissa limiti di THC per la liceità della coltivazione di canapa. La Corte ha osservato che l'accertamento del rispetto dei limiti deve essere compiuto con perizia tecnica e che l'affermazione difensiva circa livelli di THC inferiori senza documentazione non è sufficiente ad escludere il fumus.
Codice di procedura penale
L'art. 325 c.p.p. esige motivazione del decreto di convalida del sequestro. La Corte ha ritenuto che la motivazione fornita (anche integrata dal giudice del riesame) fosse adeguata rispetto alla finalità probatoria e alla natura delle cose sequestrate.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. U. n. 23/97; Sez. U. n. 20/1994; Sez. U. 19/04/2018 (Botticelli)
Richiamati principi consolidati: nel sequestro probatorio il fumus va valutato in termini di idoneità degli elementi a rendere necessarie indagini ulteriori; il giudice del riesame deve controllare la congruità degli elementi forniti dal PM senza sindacare il merito; è richiesta motivazione sulla finalità concreta dell'accertamento anche per cose che costituiscono corpo del reato.
Massime di principio
- Nel sequestro probatorio il "fumus" non implica un giudizio di fondatezza dell'accusa: va valutata l'idoneità degli elementi a rendere necessarie indagini o accertamenti non altrimenti esperibili.
- La mera dichiarazione difensiva circa la conformità della sostanza (es. analisi private sul THC) non è sufficiente, senza documentazione probatoria ufficiale, a escludere la necessità di accertamenti tecnici disposti dall'autorità.
- Il decreto di convalida deve contenere motivazione sulle esigenze probatorie concrete; il giudice del riesame può valutare la congruità degli elementi e, ove necessario, specificare la natura delle cose sequestrate (corpo del reato vs pertinenze).
- L'integrazione della motivazione da parte del giudice del riesame è ammessa se finalizzata a spiegare la congruità degli elementi offerti dal PM e le esigenze probatorie; non è ammessa una sostituzione del ruolo del PM nell'indagine di merito.
- La reiterazione del sequestro è legittima se l'annullamento del provvedimento precedente è avvenuto per vizi formali e non ha comportato una valutazione di merito che produca giudicato cautelare; se invece il riesame precedente ha deciso nel merito la non sussistenza della misura, la reiterazione è preclusa salvo nuove emergenze.
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