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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23749/2023 del 31/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catania che, nel riesame, aveva annullato il sequestro preventivo solo con riferimento all'immobile sito in Viagrande ma aveva invece confermato il sequestro/ misura reale sul complesso aziendale (Florio s.r.l.s.). La ricorrente deduceva violazione di legge ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. b), cod.proc.pen., lamentando motivazione apparente o assente dell'ordinanza in particolare in relazione alla sussistenza del "periculum in mora" e, secondo la difesa, mancato esame del nesso di pertinenzialità tra i beni sequestrati e il reato contestato.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il provvedimento di sequestro (confermato dal Tribunale del riesame) fosse adeguatamente motivato quanto al periculum in mora: il GIP aveva documentato il concreto rischio di dispersione o alienazione dei beni, anche in considerazione della commerciabilità degli stessi, della complessità del procedimento e della spregiudicatezza dell'indagato nel modificare compagini societarie per sottrarre beni. Inoltre la Corte ha richiamato giurisprudenza consolidata secondo cui, in ipotesi di confisca "allargata" ex art.240-bis, non è necessario un nesso di strumentalità tra bene e reato e che i beni acquisiti anteriormente possono comunque essere assoggettati a sequestro. Per tali motivi la censura sulla presunta carenza motivazionale è stata ritenuta infondata. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 648-ter cod. pen.

    Norma relativa al reato di riciclaggio evocata quale titolo di indagine nei confronti di Vincenzo Florio; la sentenza richiama la contestazione del reato come fatto alla base delle misure reali

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309

    Norma sugli illeciti in materia di stupefacenti riferita ai proventi illeciti (commessi da terzi) che sarebbero stati impiegati nelle attività aziendali sotto esame

  • art. 240-bis cod. pen.

    Regolamenta la confisca allargata: la Corte conferma che il sequestro preventivo per finalità di confisca allargata richiede motivazione sul periculum in mora ma non richiede nesso di strumentalità tra bene e reato

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al contenuto motivazionale richiesto per i sequestri preventivi finalizzati alla confisca, con riferimento alla necessità di motivare il periculum in mora

  • art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    Richiamo normativo che consente l'applicazione, nel riesame, delle disposizioni relative al potere di annullamento del tribunale ove compatibili; la Corte ne utilizza i principi per valutare il rigore motivazionale richiesto al giudice del riesame

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge): la ricorrente l'ha evocata lamentando motivazione apparente/assente, ma la Corte l'ha ritenuta infondata sulla base degli elementi di fatto e di diritto

Massime di principio

  • Il periculum in mora deve essere motivato in modo conciso ma idoneo a mostrare il concreto rischio che i beni vengano dispersi, alienati, deteriorati o comunque sottratti alla confisca durante il giudizio; motivazioni che evidenziano agevole commerciabilità dei beni, complessità e non brevità del procedimento, nonché precedenti comportamenti dell'indagato volti a sottrarre beni sono rilevanti e sufficienti
  • Nel caso di confisca "allargata" ex art.240-bis non è richiesto un nesso di strumentalità tra il bene sottoposto a vincolo e il reato: possono essere sequestrati anche beni acquisiti anteriormente rispetto alla commissione del reato, purché emergano elementi che giustifichino la sproporzione tra valore dei beni e redditi leciti
  • Il giudice del riesame deve compiere una autonoma valutazione degli elementi a fondamento della misura e degli elementi di difesa; tuttavia la sua conferma del sequestro è legittima se la motivazione del GIP risulta sufficiente e coerente con i criteri di proporzionalità e adeguatezza
  • La mera eccezione di carenza di motivazione è infondata se il provvedimento impugnato contiene ragioni concrete e specifiche sul pericolo di dispersione dei beni; bisogna contestare, con evidenze, la genericità o l'inconsistenza degli argomenti del giudice
  • La sproporzione tra redditi dichiarati (anche familiari) e valore dei beni oggetto di sequestro è indice utile per giustificare misure reali quando emerga che i redditi leciti non giustificano l'acquisizione dei beni

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