Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9723/2022 del 22/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che ha confermato il sequestro preventivo di 46.060,00 euro e di un orologio Rolex disposti dal G.I.P. in relazione al reato previsto dagli artt. 73, comma 1, e 80, comma 2, del d.P.R. 309/1990. Il ricorrente contestava che non fosse chiaro se il vincolo fosse sul profitto del reato o un sequestro finalizzato alla confisca per sproporzione (art. 240-bis cod.pen.), deduceva carenza o contraddittorietà della motivazione sul fumus commissi delicti, lamentava la mancata valutazione della "consunzione" del potere del P.M. dopo un precedente sequestro probatorio e sosteneva che la difesa avesse già dimostrato la lecita provenienza dei beni (regalo ventennale dell'orologio, reddito da lavoro, vincite di gioco).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché mira a censurare il percorso argomentativo del Tribunale e non una violazione di legge, mentre il ricorso per cassazione contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.). I giudici hanno ritenuto che l'ordinanza impugnata non fosse priva o meramente apparente nella motivazione: il Tribunale ha esaminato e respinto le allegazioni difensive sulla presunta proporzione dei beni rispetto al reddito, nonché ha richiamato precedenti provvedimenti che avevano già accertato gravi indizi di colpevolezza. È stata respinta anche l'eccezione sulla consunzione del potere del P.M. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73, comma 1

    Norma che definisce il reato di riferimento (detenzione/spaccio di stupefacenti); utilizzata per qualificare il quadro indiziario e il fumus del reato.

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 80, comma 2

    Comma richiamato nell'imputazione come circostanza aggravante collegata al reato di stupefacenti.

  • codice penale, art. 240-bis

    Disciplina la confisca per sproporzione (cd. confisca allargata); il sequestro è stato disposto anche in vista di tale confisca basata sulla presunzione di accumulazione illecita.

  • codice di procedura penale, art. 325

    Stabilisce i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali: il ricorso è consentito solo per violazione di legge; base giuridica per dichiarare inammissibile il ricorso.

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    Limita la sindacabilità in Cassazione della motivazione: non è deducibile la mera illogicità manifesta dell'argomentazione; rilevante per escludere censure che attaccano il percorso argomentativo.

  • codice di procedura penale, art. 321

    Richiamato dal ricorrente; il Collegio ha ritenuto che le doglianze attengano al merito dell'argomentazione, non a violazioni della norma procedurale.

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 85-bis

    Norma richiamata nel contesto delle misure cautelari nei reati di stupefacenti; menzionata dal ricorrente ma non decisiva per l'esito del ricorso di cassazione.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata per la valutazione della responsabilità dell'istante nella proposizione del ricorso e per la determinazione dell'obbligo di pagamento alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.); non è lo strumento per rimettere in discussione il percorso logico-valutativo del giudice di merito.
  • La Corte non riesamina i fatti o la valutazione di congruità della motivazione se la censura riguarda principalmente la logica o la valutazione delle prove; tali censure vanno sollevate nei gradi di merito, non in Cassazione.
  • In caso di sequestro per sproporzione ai fini della confisca ex art. 240-bis cod.pen., l'indagato può superare la presunzione iuris tantum solo con allegazioni specifiche, credibili e verificabili sulla legittima provenienza dei beni.
  • Il sequestro probatorio iniziale non impedisce che, su richiesta del Pubblico Ministero, venga chiesto successivamente un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, quando ne sussistano i presupposti e ci sia una formale richiesta del P.M.
  • Se il fumus commissi delicti è già stato valutato in un precedente provvedimento cautelare personale non definitivamente messo in discussione, la Cassazione non riesamina lo stesso compendio indiziario nel giudizio sull'ammissibilità del ricorso avverso misure reali.
  • Proporre ricorsi che attestino solo l'erroneità o insufficienza del ragionamento del giudice di merito espone il ricorrente al rigetto per inammissibilità e a sanzioni per spese e ammende.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.