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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2052/2022 del 18/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto di competenza sorto in relazione alla sovrintendenza all'amministrazione e gestione di beni sottoposti a sequestro preventivo finalizzato alla confisca: il GIP aveva rigettato la richiesta di sequestro; il Pubblico Ministero aveva appellato e il Tribunale (riesame) aveva autorizzato il sequestro e nominato un amministratore giudiziario. Successivamente sono nate istanze relative alla gestione dei beni che venivano depositate in cancelleria e trasmesse per competenza. Il Tribunale ha ritenuto di non essere competente a decidere sulle successive questioni gestorie e le ha ritrasmesse al GIP, che ha quindi sollevato conflitto sostenendo che l'art. 104-bis disp. att. (come novellato) attribuisca la competenza al giudice che ha emesso il provvedimento di sequestro nell'ambito del procedimento principale.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile il conflitto e ha deciso che la competenza a sovrintendere alle attività di custodia, gestione e amministrazione dei beni sequestrati spetta al giudice del procedimento principale che ha emesso il provvedimento sul sequestro nell'ambito del procedimento principale (qui: il GIP), e non al tribunale che abbia autorizzato il sequestro nell'ambito del procedimento incidentale di appello cautelare. La Corte ha quindi affermato la competenza del GIP del Tribunale di Alessandria e ha disposto la trasmissione degli atti al suo Ufficio. La nomina dell'amministratore giudiziario effettuata dal Tribunale in sede di appello non ha trasferito la competenza gestionale permanente al giudice dell'appello.

Norme richiamate

  • art. 104‑bis disp. att. cod. proc. pen.

    La Corte interpreta la norma nel senso che la competenza a sovrintendere all'amministrazione dei beni sequestrati spetta al giudice che ha emesso il provvedimento nel procedimento principale (anche se quel provvedimento originario era un provvedimento negativo), e non al giudice che ha deciso in sede incidentale di appello cautelare; se il provvedimento autorizzativo è stato emesso in appello, rimane comunque competente il giudice del procedimento principale che aveva trattato la questione originaria.

  • art. 322‑bis cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla funzione del tribunale come giudice dell'appello cautelare; la Corte distingue la funzione incidentale di riesame (art. 322‑bis) dalla competenza gestionale prevista dall'art. 104‑bis nel procedimento principale.

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per l'esercizio del rimedio del conflitto di attribuzione tra giudici; la Corte conferma l'ammissibilità del ricorso per conflitto per risolvere la stasi determinata dal contrasto di competenze.

  • art. 35 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    Riferimento alle regole sulla nomina e sui compiti del giudice delegato alla procedura in materia di beni sottoposti a misure patrimoniali; la Corte rileva che la nomina dell'amministratore è connessa alla decisione di sequestro ma non opera come trasferimento della competenza gestionale quando la decisione di autorizzare il sequestro sia adottata nell'ambito di un procedimento incidentale.

  • Legge 17 ottobre 2017, n. 161 (novellante art. 104‑bis)

    La modifica normativa ha esteso la competenza speciale di amministrazione al giudice che ha emesso il sequestro per tutta la durata del procedimento principale; la Corte interpreta la novella come riferita al procedimento principale e non al subprocedimento incidentale di riesame.

  • art. 240‑bis cod. pen.

    Richiamato rispetto alla tipologia di reato e all'ambito del sequestro preventivo; utilizzato nel quadro fattuale per qualificare il tipo di vincolo cautelare adottato.

  • Altre norme e riferimenti giurisprudenziali (art. 279, 323, 321, 590 cod. proc. pen.; art. 91 disp. att.; giurisprudenza Sez. 1)

    Richiami al quadro sistematico e alla giurisprudenza pregressa che ha trattato casi analoghi; utilizzati dalla Corte per confermare l'orientamento interpretativo sulla competenza gestionale.

Massime di principio

  • Quando un sequestro preventivo è oggetto di un appello cautelare che ne modifica l'esito, la competenza a sovrintendere all'amministrazione e gestione dei beni resta, di regola, attribuita al giudice che procede nel procedimento principale (es. il GIP nelle indagini preliminari), e non viene automaticamente trasferita al tribunale che ha autorizzato il sequestro nell'ambito dell'appello incidentale.
  • La nomina di un amministratore giudiziario da parte del tribunale in sede di appello completa l'esecuzione del provvedimento cautelare, ma non implica che il tribunale del riesame assuma la competenza permanente per gli atti di gestione; detti atti spettano al giudice delegato del procedimento principale secondo art. 104‑bis.
  • Se si verifica una stasi (contrapposti dinieghi di competenza) tra giudici sulla gestione dei beni sequestrati, è ammissibile sollevare il conflitto di attribuzione ai sensi dell'art. 32 cod. proc. pen. per ottenere una decisione risolutiva.
  • Nelle ipotesi in cui la norma testuale parrebbe estendere la competenza al "giudice che ha emesso il decreto di sequestro", occorre valutare se il provvedimento sia stato adottato nel procedimento principale o in un procedimento incidentale: ai fini della gestione rileva l'ambito del procedimento principale.
  • Per evitare incertezze pratiche, chi gestisce il procedimento (PM o difese) dovrebbe chiarire e documentare immediatamente quale sia il procedimento principale e produrre istanze al giudice ritenuto competente secondo l'interpretazione sistematica dell'art. 104‑bis; in caso di rifiuto del giudice, è necessario agire tempestivamente con il rimedio del conflitto per prevenire la paralisi gestionale dei beni.

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