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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31927/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza relativo all'individuazione del giudice competente a decidere sulla richiesta di giudizio immediato promossa dal Pubblico Ministero in relazione a reati per i quali è prevista la citazione diretta. Il Tribunale aveva sollevato conflitto negativo ritenendo che il GIP non potesse emettere il decreto che dispone il giudizio in tale ipotesi e che, perciò, la competenza spettasse al giudice del dibattimento o al giudice dell'udienza predibattimentale; il GIP aveva trasmesso la richiesta al Tribunale monocratico ai sensi dell'art. 558-bis c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e lo ha risolto affermando la competenza del Giudice per le indagini preliminari (GIP) presso il Tribunale di Cagliari. La Corte ha ritenuto che l'art. 558-bis c.p.p., pur estendendo il giudizio immediato ai reati a citazione diretta e rinviando alle disposizioni "del titolo IV del libro sesto, in quanto compatibili", non abbia istituito un rito diverso dal giudizio immediato ordinario né abbia attribuito la decisione a un giudice diverso dal GIP. Il decreto che dispone il giudizio immediato è considerato atto endoprocessuale della fase delle indagini preliminari; spetta dunque al GIP valutare i presupposti (evidenza della prova, interrogatorio dell'indagato salvo mancata comparizione, termini di 90/180 giorni ecc.) e, se del caso, emettere il decreto che dispone il giudizio o rigettare la richiesta.

Norme richiamate

  • art. 558-bis cod. proc. pen.

    si osservano le disposizioni del titolo IV del libro sesto, in quanto compatibili

    La norma estende il giudizio immediato ai reati a citazione diretta rinviando al rito immediato ordinario; il silenzio della norma circa il giudice competente implica che resti competente il GIP, come previsto per il rito immediato "ordinario"

  • art. 453 e ss. cod. proc. pen. (giudizio immediato "ordinario")

    Il giudizio immediato è un rito disciplinato dagli artt. 453 e ss.; la richiesta del PM è atto d'impulso soggetto al controllo del GIP, che verifica i presupposti processuali per l'ammissione del rito

  • art. 554-bis cod. proc. pen.

    Disciplina l'udienza predibattimentale introdotta per i reati a citazione diretta; la Corte osserva che tale udienza presuppone già l'esistenza del decreto di citazione a giudizio e quindi non può surrogare la funzione decisoria del GIP sulla richiesta di immediato

  • art. 554-ter cod. proc. pen.

    Norme sulle attribuzioni dell'udienza predibattimentale che non contengono competenze sulla decisione della richiesta di giudizio immediato, confermando l'assenza di devoluzione della competenza dal GIP

  • art. 553 cod. proc. pen.

    Stabilisce la trasmissione del fascicolo per il dibattimento e del decreto di citazione al giudice dell'udienza predibattimentale, evidenziando che il decreto è presupposto per la competenza di quel giudice

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Riferimento temporale alla iscrizione della notizia di reato; collegato ai termini per la richiesta di giudizio immediato (90 giorni) indicati dalla Corte come presupposto procedurale

  • art. 385 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato contestato nel caso concreto; la sentenza non entra nel merito del reato ma lo cita quale oggetto della richiesta di giudizio immediato

  • art. 28, comma 2, cod. proc. civ. (o cod. proc. pen. relativo ai conflitti)

    Norma che disciplina i casi di stasi processuale per conflitto di competenza e rimette alla Corte di Cassazione la risoluzione delle situazioni analoghe; la Corte l'ha richiamata per la sussistenza del conflitto

Massime di principio

  • Quando una norma (come l'art. 558-bis c.p.p.) estende un rito esistente e rinvia alle relative disposizioni "in quanto compatibili", in assenza di una previsione espressa di diversa devoluzione di competenza la competenza va intesa come quella ordinariamente prevista per il rito esteso (qui: il GIP per il giudizio immediato).
  • Il decreto che dispone il giudizio immediato ha natura endoprocessuale e si colloca nella fase delle indagini preliminari: pertanto la valutazione sull'ammissibilità del rito compete al giudice delle indagini preliminari, non al giudice del dibattimento o all'eventuale giudice dell'udienza predibattimentale.
  • La previsione di una udienza predibattimentale per reati a citazione diretta non implica automaticamente che quel giudice sia competente a decidere sulla richiesta di immediato; l'udienza predibattimentale presuppone il decreto che dispone il giudizio.
  • In presenza di silenzio normativo sulla devoluzione della competenza, l'interpretazione sistematica (funzione del GIP come giudice delle indagini, poteri cautelari, atti urgenti) orienta a mantenere la competenza al GIP per evitare anomale regressioni procedurali e pregiudizio alla celerità.
  • In casi analoghi, il pubblico ministero dovrebbe proporre la richiesta di giudizio immediato al GIP rispettando i requisiti formali e temporali (es. termini di 90/180 giorni e condizioni sull'interrogatorio), e il difensore o l'organo giudicante devono verificare preliminarmente tali presupposti prima di invocare trasferimenti di competenza.

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