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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31820/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione della sentenza del 20/05/2022 con unica doglianza: violazione di legge (artt. 157, 158, 159 e 160 c.p.) per omessa dichiarazione della prescrizione. Il ricorrente ha sostenuto che, essendo stata esclusa in primo grado la recidiva contestata, il termine di prescrizione era maturato nel corso del giudizio di appello (tenendo conto di 49 giorni di sospensione), dunque prima dell'emanazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato risultava estinto per prescrizione. Calcolo effettuato: fatto del 4/02/2013 + 7 anni e 6 mesi = 4/08/2020; aggiunti 49 giorni di sospensione (dal 9/09/2019 al 28/10/2019) portano alla prescrizione maturata il 22/09/2020; la sentenza impugnata è del 20/05/2022, quindi il termine era spirato. La Corte ha applicato l'art. 129 c.p.p. rilevando la causa di non punibilità sopravvenuta e ha annullato senza rinvio; non ha disposto l'assoluzione di merito ex art. 129, comma 2, c.p.p., perché non ricorrevano le condizioni per farlo.

Norme richiamate

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 95

    Norma sostanziale violata per cui Pagano era stato condannato; la sentenza di merito aveva accertato la responsabilità per la violazione di questa disposizione.

  • codice penale, artt. 157-160

    Disposizioni che regolano la prescrizione del reato, i termini e le cause di sospensione/interruzione. Il ricorrente le ha invocate per contestare la mancata dichiarazione di estinzione per prescrizione.

  • codice di procedura penale, art. 129

    Consente alla Corte di cassazione di rilevare e dichiarare l'intervenuta causa di estinzione del reato sopravvenuta rispetto alla sentenza impugnata e di annullare la sentenza senza rinvio quando sussiste la causa di non punibilità; prevede inoltre i casi in cui sia possibile pronunciare l'assoluzione di merito ex art. 129, comma 2.

  • decreto del Primo Presidente della Corte di Cassazione n. 84 dell'8 giugno 2016

    Consente l'adozione di una motivazione semplificata da parte della Corte di cassazione quando siano applicabili principi giuridici consolidati, come nel caso di specie.

Massime di principio

  • Se la prescrizione del reato matura dopo la sentenza di merito ma prima della decisione impugnata, la Corte di cassazione deve rilevarla d'ufficio e può annullare la sentenza senza rinvio ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
  • Il calcolo della prescrizione deve tenere conto non solo del termine base ma anche di eventuali aumenti per circostanze aggravanti (es. recidiva) e delle sospensioni o interruzioni; se una aggravante è stata esclusa in primo grado, non va conteggiata nel calcolo del termine.
  • La presenza di una causa estintiva del reato rende superfluo l'esame di nullità o vizi della motivazione della sentenza impugnata: l'esistenza della causa di estinzione prevale e giustifica l'annullamento senza rinvio.
  • Per disporre l'assoluzione di merito ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p., devono emergere elementi tali da imporre l'assoluzione per evidente insussistenza del fatto o per altra causa di non punibilità; in assenza di tali condizioni la Corte annulla senza rinvio per prescrizione.
  • Difensore e parti devono segnalare con precisione gli elementi che incidono sul calcolo della prescrizione (esclusione aggravanti, periodi di sospensione): tali elementi possono determinare la maturazione della prescrizione anche durante il corso del giudizio di impugnazione.

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