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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43559/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva rigettato i ricorsi contro il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme erogate a titolo di contributo per l'autonoma sistemazione (CAS). Denunciano in particolare: 1) insufficiente motivazione sul requisito del periculum in mora, con tesi che il giudice abbia confuso la confiscabilità del bene con la necessità concreta e specifica di anticipare l'effetto ablativo; 2) errore nella determinazione del profitto del reato, sostenendo che gran parte delle somme (CAS alloggiativo) sono state corrisposte agli alberghi e non sono entrate nel patrimonio degli indagati, per cui il profitto effettivo sarebbe soltanto il CAS economico di 7.664,52 euro attribuibile alla sola Stasio; 3) violazione dei limiti di sottrazione delle somme di natura pensionistica e del minimo vitale richiamando l'art. 545 c.p.c.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi limitatamente al profilo della carenza motivazionale in ordine al periculum in mora, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Tribunale di Napoli per nuovo esame esclusivamente su tale punto. Per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati: la Corte ha ritenuto corretta la qualificazione delle somme erogate come profitto del reato anche se effettivamente godute tramite strutture alberghiere e ha respinto le censure relative alla violazione dei limiti di impignorabilità delle somme, osservando che i limiti di cui all'art. 545 c.p.c. si applicano solo quando sia attestata con certezza la causale dei versamenti e la riconducibilità degli importi a voci protette.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; richiede motivazione anche sul periculum in mora, con finalità diverse rispetto al sequestro impeditivo.

  • art. 322-ter cod. pen. e art. 640-quater cod. pen.

    è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono il profitto del reato

    Prevedono la confisca del profitto della truffa aggravata ai danni dello Stato; tuttavia la mera riconducibilità del bene a categoria confiscabile non sostituisce la necessaria motivazione sul periculum in mora per il sequestro cautelare.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Riferimenti procedurali relativi alla motivazione obbligatoria dei provvedimenti cautelari e alla tutela dei diritti costituzionali, richiamati nelle doglianze sulla motivazione sul periculum.

  • art. 545 cod. proc. civ.

    Stabilisce limiti di pignorabilità per stipendi, salari e pensioni; secondo la Cassazione i limiti si applicano anche al sequestro finalizzato alla confisca per equivalente solo se risulta attestata e certa la causale dei versamenti e la riconducibilità degli importi a voci protette.

  • Cost. art. 111

    Richiama il diritto ad un giusto processo e adeguata motivazione dei provvedimenti giudiziari, utilizzato per valutare la sufficienza delle ragioni del periculum in mora.

  • Sez. U., n. 36959/2021 (Ellade)

    Giurisprudenza di legittimità che chiarisce i criteri di motivazione del periculum in mora nel sequestro finalizzato alla confisca: la motivazione non può limitarsi alla sola riconducibilità del bene alla categoria dei confiscabili e deve indicare elementi concreti che giustifichino l'anticipazione dell'effetto ablativo.

  • Sez. U. (ud. 24/02/2022, ric. Cinaglia e altri) - tema impignorabilità pensioni

    Indica che i limiti di pignorabilità previsti dall'art. 545 c.p.c. si applicano anche al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, purché sia certa la causalita dei versamenti e la riconducibilità degli importi a voci tutelate.

Massime di principio

  • Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca il giudice deve motivare in modo specifico e concreto il periculum in mora: non basta affermare la confiscabilità del bene, occorrono elementi riferibili alla singola posizione che giustifichino il rischio reale che la confisca diventi inefficace se si attende la sentenza definitiva.
  • Non va confusa la finalità del sequestro previsto dall'art. 321, comma 2 (finalizzato alla confisca) con il sequestro impeditivo: la prima richiede una motivazione orientata alla futura esecutività della confisca, non al semplice impedimento dell'aggravamento delle conseguenze del reato.
  • Il profitto del reato può ricomprendere utilità anche indirette o godute tramite terzi; non è decisivo che le somme non siano transitate materialmente nel conto dell'indagato se la frode ha determinato l'erogazione di risorse che avvantaggiano comunque i soggetti coinvolti.
  • I limiti di sottrazione sulle pensioni e sul trattamento minimo sono applicabili nel sequestro per equivalente solo se è documentalmente certa la causale dei versamenti e la diretta riconducibilità degli importi alle voci protette: in caso di coesistenza di entrate diverse sul conto, il giudice deve accertare con precisione la natura delle somme sequestrate.
  • In sede di riesame o di nuovo giudizio dopo annullamento, il giudice deve valutare la proporzionalità della misura rispetto all'incidenza sul minimo vitale degli indagati, ma solo dopo aver chiarito e motivato concretamente il periculum in mora e la quantificazione del profitto del reato.

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