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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43459/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bonfanti ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Milano che aveva sostituito la revoca della patente con la sospensione (1 anno e 6 mesi) per il reato di lesioni stradali (art.590-bis c.p.). Con un unico motivo deduce inosservanza di norme giuridiche, sostenendo che l'art.1, comma 15, lett. A) della legge 27/09/2021 n.134 (cd. Riforma Cartabia), nel conferire delega al Governo prevedendo "della procedibilità a querela della persona offesa per il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime previsto dall'art.590 bis comma primo cod.pen.", sarebbe immediatamente applicabile (self-executing) e, perciò, avrebbe dovuto determinare il proscioglimento per mancata querela. In subordine, aveva chiesto rinvio dell'udienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha confermato la motivazione della Corte d'Appello: la delega prevista dall'art.1, comma 15, lett. A) non era stata attuata al momento della sentenza di appello (né al momento della cassazione) e non è immediatamente applicabile; la semplice previsione di una cornice legislativa non sostituisce le norme delegate. Anche adottando la tesi della natura "self-executing" della delega, la Corte ha osservato che una modifica processuale che renda alcuni reati procedibili a querela richiede disposizioni transitorie che consentano alla persona offesa di essere informata e di esercitare la querela; senza tali disposizioni non può prodursi l'improcedibilità per i procedimenti pendenti. La Corte ha inoltre ritenuto improprio il richiamo alla sentenza SU 40150/2018, che conferma l'esigenza di norme delegate e di disposizioni transitorie. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • legge 27 settembre 2021 n.134 (cd. Riforma Cartabia), art.1 comma 15 lett. A)

    "della procedibilità a querela della persona offesa per il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime previsto dall'art.590 bis comma primo cod.pen."

    La Corte ha ritenuto che la disposizione di delega non fosse immediatamente applicabile: si tratta di delega che richiede attuazione mediante norme secondarie e non ha effetto self-executing per i procedimenti pendenti in assenza di disposizioni di completamento e transitorie.

  • art.590-bis cod. pen.

    Norma sostanziale che disciplina le lesioni personali stradali. L'oggetto della delega era la modificazione della procedibilità di talune ipotesi di questo reato in procedibilità a querela; la Corte ha ritenuto che tale modifica richieda norme attuative e disposizioni transitorie per i procedimenti pendenti.

  • sentenza SU 40150/2018

    La Corte ha considerato il richiamo alla SU 40150/2018 improprio: quella pronuncia riguardava il d.lgs. n.136/2018 e ha confermato che l'introduzione di procedibilità a querela per alcuni reati opera solo dopo l'emanazione delle norme delegate e, quanto ai procedimenti pendenti, richiede norme transitorie (in particolare relative all'informazione alla persona offesa).

  • d.lgs. n.136 del 10 aprile 2018

    Citato come precedente esempio in cui l'introduzione di procedibilità a querela è stata collegata all'emanazione delle norme delegate e all'esigenza di disposizioni transitorie per tutelare la posizione delle persone offese.

Massime di principio

  • Una legge-delega che attribuisce al Governo il compito di prevedere la procedibilità a querela per taluni reati non è automaticamente "self-executing": occorre l'emanazione delle norme delegate perché la modifica operi nei procedimenti.
  • Le modifiche processuali che incidono sulla perseguibilità del reato (es. da procedibilità d'ufficio a querela) richiedono disposizioni transitorie per i procedimenti pendenti, in modo da consentire alla persona offesa di essere informata e di esercitare la querela.
  • In assenza di norme di attuazione e transitorie, il giudice non può desumere la immediata applicabilità della delega per disporre il proscioglimento degli imputati nei procedimenti ancora pendenti.
  • I richiami a precedenti pronunce (es. SU 40150/2018) devono essere valutati nel loro contesto: pronunce che hanno trattato situazioni analoghe spesso confermano la necessità di norme delegate e di misure transitorie, non l'efficacia immediata della delega.
  • Quando si contesta la applicabilità retroattiva o immediata di una riforma procedurale, la strategia difensiva dovrebbe prevedere richieste specifiche di disposizioni transitorie o dimostrare che la delega contiene elementi tali da renderla immediatamente applicabile (cosa che qui non è stata ritenuta).

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