Cassazione Penale, Sentenza n. 43464/2022 del 16/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne per concorso nell'importazione di una partita di cocaina (Kg. 424) dal Messico. Le censure principale erano: inutilizzabilità delle intercettazioni (mancanza di gravi indizi, uso di impianti esterni alla Procura, utilizzazione in procedimenti diversi); insussistenza o diversa interpretazione delle intercettazioni e delle altre prove (tesi difensive alternative di affari leciti); contestazione della sussistenza dell'aggravante per ingente quantità; critica alla dosimetria della pena e dedotta violazione del divieto di reformatio in peius dopo la sentenza costituzionale n. 40/2019; richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche e di revisione del ruolo attribuito (in particolare per PAONE e BHASIN).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi e, nei termini di merito esaminati, li ha ritenuti manifestamente infondati. Ha confermato la validità e utilizzabilità delle intercettazioni (anche rispetto all'uso in procedimenti diversi quando esiste connessione), ha ritenuto corretta la valutazione probatoria delle conversazioni e degli elementi investigativi che hanno documentato il coinvolgimento concreto dei singoli imputati, ha condiviso la qualificazione dell'aggravante per ingente quantità tenuto conto del quantitativo e della giurisprudenza sulla soglia del principio attivo, ha ritenuto legittimo il diniego delle generiche per mancanza di elementi positivi, e ha escluso la violazione del divieto di reformatio in peius nella rideterminazione della pena conseguente alla sentenza costituzionale n. 40/2019.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309/1990 (Testo unico stupefacenti) - art. 73
norma incriminatrice del traffico di stupefacenti: la Corte ha applicato la normativa tenendo conto della rideterminazione della pena conseguente alla sentenza della Corte costituzionale n. 40/2019
d.P.R. n. 309/1990 - art. 80
circostanza aggravante per l'ingente quantità: la Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante dato il quantitativo sequestrato (Kg. 424), anche assumendo prudenzialmente purezza ridotta, e ha applicato i criteri giurisprudenziali sulle soglie
cod. proc. pen. - art. 268
uso di impianti esterni alla Procura: la Corte ha ritenuto legittime le operazioni quando le ragioni di eccezionale urgenza risultano (anche implicitamente) dalla documentazione e dall'attività criminosa in corso
cod. proc. pen. - art. 266
connessione tra reati: la Corte ha ritenuto che le intercettazioni disposte per reati in un procedimento siano utilizzabili anche per reati 'connessi' ai sensi dell'art. 266
norma sulla utilizzazione delle intercettazioni
divieto di utilizzazione in procedimenti diversi: la Corte ha richiamato la giurisprudenza che ammette l'utilizzo se i reati emergenti sono connessi a quelli per i quali le intercettazioni erano state autorizzate
Sentenza Sezioni unite n. 51/2020
interpreta i limiti dell'art. 270: l'impiego in procedimenti diversi è consentito per reati connessi e nei limiti di legge; la Corte di Cassazione l'ha applicata per giustificare la utilizzazione degli esiti intercettivi
Corte Costituzionale - sentenza n. 40/2019
dichiarazione di illegittimità costituzionale di parte della disciplina sanzionatoria (riduzione del minimo edittale): la Corte d'appello ha rideterminato le pene in base a tale pronuncia; la Cassazione ha ritenuto corretta la rideterminazione e non violato il divieto di reformatio in peius
Giurisprudenza delle Sezioni Unite e della Cassazione su ingente quantità
es. Sez. U, n. 36258/2012; Sez. U, n. 14722/2020 (Polito)
criteri per valutare l'ingente quantità e soglie di principio attivo: la Corte ha applicato tali principi per confermare l'aggravante anche in assenza di un accertamento peritale specifico nel medesimo procedimento quando la perizia è stata resa definitiva in altro procedimento connesso
cod. proc. pen. - art. 606, lett. e)
limiti del sindacato della Cassazione sulla motivazione: la Corte ha ricordato che non può rimettere in discussione la valutazione di merito sui fatti se non per vizi giuridici o manifesta illogicità
cod. proc. pen. - art. 143
diritto all'informazione in lingua: la questione relativa a traduzioni/escussione interprete è stata richiamata ma non ritenuta efficacemente dedotta entro i termini rilevanti per la Cassazione
Massime di principio
- Le intercettazioni sono utilizzabili anche in procedimenti diversi se emerge una connessione sostanziale tra i reati per i quali sono state autorizzate e quelli accertati successivamente; il divieto assoluto non opera in presenza di connessione e nei limiti di legge.
- La motivazione sul ricorso ad impianti esterni alla Procura (art. 268, comma 3) può essere anche implicita: è sufficiente che dagli atti risulti l'urgenza connessa all'attività criminosa in corso.
- In sede di legittimità la Corte non rivede la valutazione delle prove di fatto se fondata su argomentazione coerente del giudice di merito; le interpretazioni delle intercettazioni (anche criptiche) sono valutazioni di fatto riservate al merito e sindacabili solo per manifesta illogicità.
- L'aggravante per 'ingente quantità' si applica con riferimento alle soglie giurisprudenziali sul principio attivo; il giudice può desumerne la sussistenza anche da elementi processuali non peritali se esistono risultati probatori convergenti (anche provenienti da procedimento connesso e definitivo).
- La rideterminazione della pena successiva a pronunce costituzionali che modificano la cornice edittale è lecita e non configura automaticamente reformatio in peius se la nuova determinazione non risulta complessivamente peggiorativa in modo illegittimo; il calcolo degli aumenti va però fatto correttamente.
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