Cassazione Penale, Sentenza n. 15702/2022 del 22/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio dello Stato ai sensi dell'art. 86 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, a seguito della condanna per detenzione di 93,6 kg di hashish. Il ricorrente, assistito dall'avv. Alessandro Cristofori, ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che il provvedimento si fonda su circostanze remote e precedenti al reato principale, superate dalla positiva evoluzione personale attestata dall'affidamento in prova al servizio sociale, dall'attività lavorativa regolare e dal sostegno familiare delle sorelle con cui convive.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto adeguata e logica la motivazione del Tribunale di Sorveglianza, che ha accertato la persistenza della pericolosità sociale del condannato in ragione della gravità e dell'entità del reato (oltre 93 kg di hashish), della sua posizione di vertice in un traffico internazionale e dei precedenti/pendenze per delitti connessi al narcotraffico. La Corte ha ritenuto che l'esito positivo di brevi interventi terapeutico-riabilitativi non sia sufficiente a escludere il rischio di reiterazione, soprattutto alla luce di precedenti interventi riabilitativi più ampi cui è seguito comunque il coinvolgimento in gravi reati. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 86 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Lo straniero condannato per uno dei reati previsti dagli articoli 73, 74, 79 e 82, commi 2 e 3, a pena espiata deve essere espulso dallo Stato
La disposizione non obbliga automaticamente all'espulsione: va interpretata alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 58/1995 e della giurisprudenza di legittimità, richiedendo l'accertamento concreto della pericolosità sociale e il bilanciamento con interessi familiari e di vita privata.
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma che sanziona reati in materia di stupefacenti; la condanna per reati di tale specie è presupposto per l'applicazione dell'art. 86, ma l'espulsione richiede valutazione della pericolosità sociale.
art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Aggravamento della pena per particolari circostanze (es. quantità rilevante di stupefacente); contribuisce alla valutazione della gravità del fatto e quindi della pericolosità sociale.
art. 8 CEDU in relazione all'art. 117 Cost.
Imposizione di valutare l'interesse del singolo alla vita familiare nella decisione di allontanamento dal territorio; richiede comparazione tra interesse generale alla sicurezza e diritti individuali.
Criteri per la determinazione della sanzione (anche rilevanti nel bilanciamento tra esigenze di sicurezza e situazioni familiari/personali), utilizzati dalla giurisprudenza come parametri di valutazione analogica per l'espulsione.
art. 94 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Riguarda misure alternative e affidamento; l'esito positivo di un affidamento non esclude automaticamente la valutazione di pericolosità se successivamente sono emersi fatti gravi.
Prevede l'onere delle spese processuali e sanzioni in caso di ricorso inammissibile; applicata per gravare il ricorrente delle spese e della somma alla cassa delle ammende.
Sentenza Corte Costituzionale n. 58/1995
Ha dichiarato incostituzionale la parte dell'art. 86 che imponeva l'espulsione automatica, richiedendo l'accertamento concreto della pericolosità sociale.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata in relazione alla valutazione della colpa del ricorrente nella proposizione del ricorso e all'applicazione delle sanzioni pecuniarie in caso di inammissibilità.
Massime di principio
- L'espulsione dello straniero per reati di stupefacenti non è automatica: è necessario accertare concretamente la pericolosità sociale e bilanciare l'interesse pubblico alla sicurezza con i diritti familiari del soggetto (art. 8 CEDU/art. 117 Cost.).
- La gravità del fatto (es. quantità rilevante di droga) e il ruolo nell'organizzazione criminale pesano fortemente nella valutazione della pericolosità e possono prevalere su elementi di recupero apparentemente positivi.
- Precedenti condanne e pendenze per reati connessi al narcotraffico costituiscono indice rilevante di rischio di reiterazione, specie se emergono rapporti con reti criminali internazionali.
- L'esito positivo di misure alternative o di brevi percorsi riabilitativi non è di per sé sufficiente a escludere la pericolosità sociale se vi sono fatti successivi o pregressi gravi che testimoniano una propensione alla criminalità.
- In sede di cassazione i motivi che attaccano la congruità della motivazione sono inammissibili se la decisione di merito risulta logica, coerente e fondata su elementi probatori idonei; le censure generiche sulla 'posizione personale migliorata' sono spesso inefficaci.
- Chi propone ricorso manifestamente infondato può essere condannato alle spese e a una somma in favore della cassa delle ammende; è quindi opportuno valutare con cura la fondatezza del motivo prima di proporre ricorso.
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