Cassazione Civile, Sentenza n. 4937/2022 del 15/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla proprietà e sull'uso di aree destinate a parcheggio: la ricorrente (Immobiliare Aurora) chiedeva l'inibitoria dell'uso senza titolo dell'area, risarcimento e bonifica; il contendere nasce da una convenzione del 11/01/1980 con il Comune che prevedeva la cessione di aree a parcheggio. Le società convenute occupavano le aree con automezzi. In primo grado il Tribunale riconobbe l'esistenza di una servitù di uso pubblico acquisita per usucapione; in appello Aurora impugnò la sentenza sostenendo tra l'altro la nullità o indeterminatezza della convenzione, vizi di rappresentanza del sindaco che la sottoscrisse, e contestò l'apprezzamento probatorio del giudice di merito. In Cassazione sono stati esaminati plurimi motivi relativi a rilevabilità d'ufficio della nullità, competenza del giudice ordinario per vizi della formazione della volontà amministrativa, portata e interpretazione della convenzione, valutazione dei fatti e delle prove istruttorie, rilevanza di atti successivi del Comune come ratifica e questioni di prescrizione relative a obblighi di trasferimento
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale e dichiarato assorbito il ricorso incidentale. Ha confermato il giudizio di merito che aveva ritenuto infondate le censure di Aurora e aveva ricavato dalla convenzione la volontà di destinare permanentemente circa 975-1000 mq a parcheggio pubblico, configurando su detta area una servitù di uso pubblico di origine convenzionale (e con argomenti accessori riguardanti l'uso effettivo e la trascrizione degli atti). La Corte ha ritenuto corretta la valutazione in fatto del giudice di merito, ha affermato che eventuali vizi di rappresentanza del sindaco sarebbero stati sanabili mediante ratifica dagli atti successivi del Comune, e ha precisato che l'obbligo di trasferimento della proprietà è disciplinato dalle ordinarie regole di prescrizione ma ciò non inficia la sussistenza della servitù reale accertata. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese di cassazione, liquidate in favore delle controricorrenti (importi indicati in sentenza) e dà atto degli adempimenti relativi al contributo unificato
Norme richiamate
Codice Civile, artt. 1418, 1421, 1422, 1423
Richiamati nei motivi di ricorso in tema di nullità e annullabilità dei negozi; la Corte ha valutato l'eccezione di nullità/indeterminatezza della convenzione e l'ha ritenuta infondata alla luce della prova e dell'interpretazione della convenzione
Codice Civile, artt. 1321, 1323, 1325, 1326
Richiamati in relazione alla formazione della volontà negoziale e alla possibilità di contestare in giudizio ordinario vizi della volontà della P.A.; la Corte ha confermato che i vizi della formazione della volontà di un atto a contenuto civilistico rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario
Codice Civile, artt. 1031, 1058, 825
Norme richiamate in relazione ai diritti reali e all'usucapione; la Corte ha affermato che la destinazione a parcheggio prevista dalla convenzione integra, in presenza di trascrizione e dichiarazione di volontà, titolo per servitù di uso pubblico
Richiamato nei passaggi sulla tutela specifica del trasferimento di aree; la Corte ha spiegato che l'obbligo di trasferimento può essere soggetto a prescrizione e che la questione della prescrizione non muta l'accertamento della servitù reale
Codice di Procedura Civile, art. 360, primo comma, n. 3
Fondamento delle censure di cassazione per vizio di motivazione o interpretazione dei fatti; la Corte ha rigettato i motivi ritenendo corretta la valutazione in fatto e di diritto del giudice di merito
Codice di Procedura Civile, artt. 112, 113, 115, 116, 345
Richiamati rispetto ai limiti della sindacabilità in cassazione dell'interpretazione della domanda e delle valutazioni di merito; la Corte ha ribadito i confini dell'appello e della Cassazione sulla rilevazione di nullità e sulla rinnovazione istruttoria
D.M. 1444/1968
Richiamato come quadro normativo urbanistico che definisce destinazioni e norme sui parcheggi; la Corte ha però precisato che la servitù è stata intesa come derivante dalla volontà convenzionale, mentre il riferimento al D.M. è stato considerato obiter
Richiamata in tema di disciplina urbanistica; la Corte ha ritenuto non decisivo il richiamo normativo per la costituzione della servitù, che è stata invece desunta dalla convenzione
Legge n. 241/1990, artt. 1 e 11
Richiamata nel contesto del richiamo ai principi che collegano gli accordi provvedimentali ai principi del codice civile; la Corte ha usato tali principi per sostenere l'ambito di applicazione delle regole civili alla convenzione
Richiamata nella discussione sulla competenza del giudice amministrativo per alcuni vizi dell'atto amministrativo; la Corte ha chiarito che vizi inerenti ad un negozio civilistico rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater
Richiamato per gli adempimenti relativi al contributo unificato dovuto in sede di impugnazione; la sentenza dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento
Massime di principio
- La nullità contrattuale può essere rilevata d'ufficio dal giudice d'appello anche se non eccepita in primo grado; tuttavia se l'appello esamina la questione nel merito la Cassazione sindaca l'apprezzamento fattuale solo nei limiti di legge
- Una convenzione tra privato e amministrazione pubblica può costituire, se espressamente e inequivocabilmente prevista, una servitù di uso pubblico con efficacia reale e opponibile a terzi (soprattutto se trascritta)
- Il vizio di rappresentanza dell'organo pubblico che sottoscrive una convenzione può essere sanato dalla ratifica implicita o esplicita dell'ente con atti successivi, e l'annullamento è azionabile principalmente dall'ente stesso
- Questioni di merito (valutazione della prova, apprezzamento dei comportamenti successivi delle parti) sono rimesse al giudice di merito e difficilmente riformabili in Cassazione salvo vizi logici o di illogicità della motivazione
- La conversione dell'obbligo di realizzare opere in una monetizzazione degli oneri urbanistici non cancella necessariamente vincoli di destinazione reale se la convenzione ha previsto una dichiarazione di destinazione con effetti reali
- L'obbligo convenzionale del privato a trasferire proprietà è soggetto alle regole ordinarie di prescrizione; ma l'eventuale prescrizione dell'obbligo non incide sull'accertamento di un diritto reale (servitù) se questo è stato costituito e trascritto
- Il giudice deve interpretare la domanda sostanzialmente, secondo il principio iura novit curia; la riclassificazione in giudizio di istanze o qualificazioni giuridiche è competenza del giudice di merito, sindacabile in Cassazione solo per specifici vizi processuali o logici
- In cassazione il ricorrente deve rispettare il principio di autosufficienza: documenti decisivi (quietanze, atti, estratti) devono essere riportati e resi disponibili nel ricorso per consentire il controllo di eventuali omissioni di valutazione
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