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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45619/2023 del 13/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: (1) impugnazione della qualificazione e della responsabilità per plurimi episodi di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale, con doglianze sul presunto travisamento probatorio e sulla non riconoscibilità della volontà dolosa di Stea, nonché sulla inesistenza di condotte distrattive durante il periodo di sua amministrazione di diritto e sul carattere irrisorio di una distrazione (circa €829,39); censura della qualificazione di "amministratore di fatto" e della ricostruzione circa rapporti societari e atti (affitto ramo d'azienda, locazione box). (2) censura sulla valutazione delle circostanze attenuanti (art.69 e 62-bis c.p.) e sul riconoscimento dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità; richiesta prevalenza delle attenuanti e riduzione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati e aspecifici i motivi, confermando la valutazione della Corte d'appello che aveva riconosciuto a Stea il ruolo di amministratore di fatto e la responsabilità per plurimi atti di bancarotta fraudolenta (distrattiva e documentale). La Corte ha ritenuto corretta la motivazione sulla sussistenza del dolo generico e sull'adeguatezza della valutazione del danno patrimoniale (tra l'altro merce distratta per circa €334.076,00), confermando altresì il giudizio di equivalenza tra aggravanti e attenuanti e la quantificazione della pena. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese e al versamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti formali di enunciazione dei motivi di ricorso per cassazione; il ricorso è stato valutato nei limiti prescritti.

  • art. 2639 cod. civ.

    Utilizzata per definire la nozione di "amministratore di fatto": è richiesta l'esercizio continuativo e significativo di poteri gestori, non necessariamente di tutti i poteri formali.

  • art. 216 legge fall.

    Richiamato per chiarire che la bancarotta fraudolenta per distrazione è reato di pericolo: non è richiesta l'effettiva lesione del patrimonio, ma la pericolosità della condotta e la destinazione diversa del patrimonio sociale rispetto alla garanzia dei creditori.

  • art. 219 legge fall.

    Riferito in tema di aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità: la valutazione della gravità si misura sulla diminuzione globale della massa attiva disponibile per i creditori.

  • art. 69 cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: il ricorrente chiedeva prevalenza delle attenuanti; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di equivalenza tra aggravanti e attenuanti operata dal giudice di merito.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamata assieme ad art.69 in tema di valutazione delle attenuanti personali; non ha portato alla riduzione richiesta dal ricorrente alla stregua dei fatti accertati.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per la condanna alle spese del procedimento e per la misura dell'ammenda in favore della Cassa delle ammende a carico del ricorrente in caso di ricorso inammissibile.

  • art. 63, comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato indirettamente nella discussione sull'utilizzabilità delle dichiarazioni: la Corte ha osservato che le dichiarazioni rese al curatore fallimentare sono utilizzabili, poiché il curatore non rientra tra i soggetti tutelati dall'art.63(2).

  • art. 220 disp. att. cod. proc. pen.

    Citando la disciplina delle attività ispettive e di vigilanza, la Corte ha escluso che l'attività del curatore rientri nella disciplina che renderebbe inutilizzabili le sue dichiarazioni.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato in relazione ai criteri di individuazione della pena: la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della pena inflitta, osservando che una motivazione dettagliata non è sempre necessaria quando la pena è sotto la media edittale.

Massime di principio

  • La qualifica di "amministratore di fatto" si accerta in base a condotte concrete e continuative: non è necessario che il soggetto abbia esercitato formalmente tutti i poteri sociali, ma è decisiva l'attività gestionale organica e ripetuta che indichi il reale controllo della società.
  • Il delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione è reato di pericolo: anche distrazioni di importo non elevato possono assumere rilevanza penale se inserite in un contesto probatorio che dimostra l'intento di destinare il patrimonio sociale a fini estranei alla garanzia dei creditori.
  • La valutazione della gravità del danno patrimoniale si effettua in relazione alla diminuzione complessiva della massa attiva destinata al riparto tra i creditori, non limitandosi alla singola operazione o al singolo credito.
  • Le dichiarazioni rese al curatore fallimentare possono essere valutate come prova; non sono automaticamente inapplicabili per la procedura penale con la stessa disciplina prevista per le dichiarazioni a polizia o autorità giudiziaria.
  • Per ottenere l'accoglimento in Cassazione per vizi di motivazione o travisamento dei fatti è necessario un motivo specifico e ben circostanziato: censure generiche o aspecifiche portano all'inammissibilità del ricorso.
  • Quando la pena inflitta è inferiore alla media edittale, il giudice di merito non è sempre tenuto a fornire una motivazione particolarmente dettagliata, purché i criteri di adeguatezza siano desumibili dal testo complessivo della sentenza.

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